ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùSan Marino restituisce l’opera

Il Cristo ligneo di Michelangelo tornerà in Italia nel Battistero di Ascoli Piceno

di Roberto Galullo


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3' di lettura

Il Cristo di Michelangelo lascerà San Marino e tornerà in Italia.
Ad ospitare entro l'estate l'opera lignea di appena 40,2 centimetri attribuita al genio aretino, sarà il Battistero di Ascoli Piceno.
Il legittimo proprietario – Andrea Boccardelli, assistito dall'avvocato Francesco Ciabattoni del foro di Ascoli Piceno – dopo lunghe indagini giudiziarie e un contenzioso durato circa sette anni che ha coinvolto due procure italiane, le ambasciate e il Tribunale del Titano, ne potrà rientrare in possesso.

Opera assicurata per 50 milioni
San Marino sarà così costretta a far aprire la cassetta di sicurezza intestata a Giorgio Hugo Balestrieri, nella quale è conservata l'opera prudenzialmente assicurata per 50 milioni. Il Titano ha giocato a lungo tutte le carte per trattenere il Cristo del quale, il 9 giugno 2012, Heinrich Wilhelm Pfeiffer, uno dei maggiori esperti al mondo delle opere di Michelangelo, fece mettere a verbale che dopo averlo esaminato con cura «non ho più dubbi sull'appartenenza dell'opera al Michelangelo».
Anche dietro parere legale richiesto alla propria avvocatura, il Governo di San Marino si è arreso e ha dato il via libera al reimpatrio in Italia.
Del resto, tutte le tessere del mosaico per il rientro si sono incastrate anche se ce n'è voluto di tempo.

Le foto del Cristo ligneo di Michelangelo e i protagonisti della sua storia

Le foto del Cristo ligneo di Michelangelo e i protagonisti della sua storia

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Le tessere del puzzle
In Italia sono cadute le accuse di esportazione illecita di opera d'arte nei confronti di Boccardelli in concorso con Balestrieri, dopo che la Procura di Torino nel 2014 si spogliò dell'indagine per passarla a quella di Rimini, competente territorialmente. Quest'ultima, dopo l'archiviazione delle accuse, il 14 agosto 2017 dispose la rogatoria internazionale e chiese al Commissario della legge di San Marino – che a sua volta aveva archiviato le accuse di riciclaggio ed esportazione clandestina dell'opera, visto che il Cristo ligneo aveva superato i confini del Titano, per essere esposto e farvi poi ritorno – il dissequestro dell'opera e la restituzione a Boccardelli, già primo segretario del conte Giacomo Maria Ugolini, ambasciatore della Repubblica di San Marino in Giordania e in Egitto.
Il conte Ugolini l'aveva ricevuta il 5 novembre 1979 dal Patriarca Melchita Maximos V e alcuni anni dopo l'aveva trasferita nella cassetta di sicurezza C073 di Euro commercial bank (le cui attività dal 1° settembre 2013 sono state trasferite a banca Cis, a sua volta commissariata), dopo le minacce della ‘ndrangheta di rubarla. Boccardelli, alla morte di Ugolini, ereditò il Cristo.
Il 18 luglio 2017 l'avvocato Ciabattoni ha comunicato al Titano l'esistenza di accordi tra lo stesso Boccardelli e lo Stato italiano per esporre l'opera presso il Battistero di Ascoli Piceno.

San Marino dura a mollare
Il 18 maggio 2018 il Commissario della legge di San Marino, Alberto Buriani, ha sì ordinato il dissequestro ma al tempo stesso ha disposto che «le opere rimangano conservate presso il caveau della Banca centrale (...) sottoposte a tutela in base alla delibera del 23 novembre 2012 n.481, che provvederà a garantire la conservazione delle opere, secondo le determinazioni della Commissione per la conservazione dei monumenti e degli oggetti d'antichità e d'arte».
In altre parole: il Commissario della legge di San Marino dispone il dissequestro ma a decidere per la restituzione è la Commissione. Un film già visto in tutto il mondo quando si vuole scaricare la responsabilità.
E così il 5 novembre 2018 da Ascoli Piceno è partita una diffida verso la Commissione sammarinese per la conservazione dei monumenti e degli oggetti d'arte. A sorpresa, però, quest'ultima non ha risposto (aprendo di fatto un vulnus) alla diffida dell'avvocato Ciabattoni e ha lasciato che a sbrogliare la matassa ci pensassero le diplomazie dei due Stati.

Interviene l'Ambasciata italiana
L'ambasciatore italiano sul Titano, Guido Cerboni, pochi giorni fa ha ricevuto per iscritto dalla Segreteria di Stato agli Affari esteri di San Marino la disponibilità a restituire il Cristo ligneo e, di lì a poche ore, ha concordato con la stessa Segreteria di Stato la data della restituzione, non ancora ufficializzata all'opinione pubblica anche per questioni di sicurezza.
Non resta che attendere l'ingresso nel Battistero di Ascoli Piceno (al netto dei colpi di coda che, dal Titano, si possono sempre attendere).
r.galullo@ilsole24ore.com

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