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Il crollo di Apple (-10%) travolge Wall Street. Corsa a oro e yen, balzo dello spread

di Chiara Di Cristofaro e Cheo Condina


Apple: taglia stime ricavi, pesa rallentamento Cina

3' di lettura

L’aria di tempesta su Wall Street contagia le Borse europee: con l'eccezione di Milano e Londra (che limitano le perdite), i listini pagano il taglio delle stime di Apple sul trimestre ottobre-dicembre e con esso i timori per un rallentamento della congiuntura globale. Chiusura in forte calo a New York: Il Dow Jones perde il 2,83% a 22.686,49 punti, il Nasdaq cede il 3,04% a 6.463,50 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,47% a 2.447,93 punti. Apple ha chiuso in calo del 10 per cento. Il crollo di Apple trascina con sé gli altri titoli tecnologici del Nasdaq e le società che producono microchip. Per la società di Cupertino è stata la più grande flessione giornaliera di Borsa degli ultimi 6 anni. La capitalizzazione di mercato di Apple ora è scesa sotto i 700 miliardi dal record di 1.100 miliardi toccato in ottobre dopo che ad agosto aveva superato per la prima volta i mille miliardi.

Parigi e Francoforte hanno archiviato la seduta con perdite oltre l'1% mentre Piazza Affari, dopo un pomeriggio in altalena, ha ceduto solo lo 0,6%. Lo spread Btp-Bund risale a 275 punti base causa anche la tenuta dei titoli tedeschi percepiti bene rifugio, così come l'oro (ai massimi da sei mesi) e lo yen.

A Milano, l'effetto Apple manda ko il settore dei microchip con Stmicroelectron (-11,6%); giù anche il comparto della moda con Moncler e Ferragamo che cedono rispettivamente il 4,6% e il 2,5%. Per contro, brillano le utility, con Terna (+1,7%) e Italgas (+1,1%), Unipol (+4%) e Telecom Italia (+2%). Ancora forti acquisti sulle "new entry" dell'Ftse Mib: Amplifone Juventus Fc, sbarcate sul listino principale dopo Natale, salgono rispettivamente del 4,2% e dell'1%. Sul mercato valutario, l'euro risale a 1,14 dollari (da 1,1354 ieri a fine giornata) ma gli acquisti oggi premiano soprattutto le valute rifugio a partire dallo yen con l'euro/yen a 122,8 e il dollaro/yen a 107,6. Il petrolio cede mezzo punto percentuale con il Wti a 46,3 dollari al barile.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Gli investitori scommettono su un taglio dei tassi
Alla luce dell'odierno sell-off a Wall Street, gli investitori non escludono che la Federal Reserve tagli i tassi nel 2019 piuttosto che alzarli due volte come la banca centrale ha detto di prevedere il mese scorso. Stando ai future sui Fed Funds, le probabilità che i tassi - ora al 2,25-2,5% - vengano ridotti sono balzate al 30% dallo zero registrato prima che le tensioni sui mercati iniziassero a farsi sentire lo scorso autunno. Le chance di una stretta sono pari a zero. Alla luce delle vendite che stanno colpendo l'azionario Usa, oggi Robert Kaplan, presidente della Fed di Dallas, ha detto che serve una pausa nel rialzo dei tassi per almeno «i primi due trimestri» del 2019. Pur non essendo un membro votante del Federal Open Market Committee - il braccio di politica monetaria della Fed - lui è visto come molto vicino al governatore Jerome Powell. Ora i fari si spostano su quest'ultimo, che venerdì alle 16.15 italiane parteciperà a un evento dell'American Economic Association ad Atlanta, in Georgia. Con lui discuteranno Janet Yellen e Ben Bernanke, rispettivamente la governatrice che nel dicembre 2015 avviò la normalizzazione della politica monetaria Usa e colui che nel dicembre 2008 portò i tassi al minimo record dello 0-0,25%. Nell’ultima riunione di dicembre la Fed aveva previsto due strette nel 2019 ma Powell si era mostrato prudente sui prossimi rialzi.

Tecnologia sotto scacco . A Milano corrono assicurazioni e Telecom Italia
Tutte in calo quindi le Borse europee, con i tecnologici e le materie prime che segnano le performance peggiori a livello settoriale. A Milano l'effetto Apple si fa sentire su Stmicroelectronics, uno dei fornitori del colosso Usa. Male le azioni anche a Parigi mentre a Francoforte il peggiore èInfineon Technologies. gIù anche i titoli del lusso come Moncler e Salvatore Ferragamo. Recuperano terreno i petroliferi grazie alla tenuta del greggio, alcune utility e le banche. Vanno bene i titoli assicurativi a partire dalla galassia Unipol. I titoli Carige restano sospesi fino a ulteriori comunicazioni.

Acquisti sulle valute rifugio, vola la yen
Il 2019 è iniziato all’insegna di forti tensioni sul forex, con l’indice di volatilità balzato al massimo da ventuno mesi. Ieri sera, sottolineano gli analisti di Mps Capital Services, «abbiamo assistito a quello che molti definiscono 'flash crash' sullo yen, che si è apprezzato vertiginosamente contro tutte le principali valute in pochi secondi». Il tutto è stato scaturito dall’annuncio di Apple contestualmente ai programmi algoritmici che tendono ad esacerbare il movimento, soprattutto se il mercato è povero di liquidità. I timori sulla Cina si sono riflessi in modo particolarmente negativo sul dollaro australiano (anch’esso oggetto di flash crash) .

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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