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Il crollo di Nissan in Borsa trascina a fondo anche Renault

di Stefano Carrer


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(REUTERS)

2' di lettura

Il crollo in Borsa di Nissan pesa sul titolo del partner Renault. Le azioni della società giapponese hanno perso mercoledì fino all'8%, chiudendo con un rosso del 6,5% ai minimi dal 2012 dopo l'annuncio del giorno precedente di previsioni di utili molto inferiori alle attese e di un taglio al dividendo per l'esercizio in corso. Il titolo di Renault - che il giorno prima aveva ceduto il 2,3% - ha perso fin oltre il 4% precipitando ai minimi da 4 anni, prima di recuperare in chiusura sull'onda delle anticipazioni secondo cui il presidente americano Donald Trump non darà corso alle sue minacce di introdurre dazi sull'import di auto per circa sei mesi (-0,9% il dato finale).

Gli analisti sono stati sorpresi negativamente dalle comunicazioni di Nissan sui dati dell'esercizio chiuso il 31 marzo e soprattutto dalle stime sull'annata 2019-2020, che dipingono un quadro ben peggiore del previsto del post-Ghosn (lo scenario seguito all'estromissione dell'ex presidente, dopo il suo arresto a Tokyo nel novembre scorso).

Le conseguenze su Renault sono dirette, in quanto il gruppo francese possiede il 43,4% di Nissan (che a sua volta detiene il 15% di Renault, senza diritto di voto). Secondo gli analisti di Evercore, nei prossimi tre anni il contributo di Nissan alla redditività di Renault calerà del 26%, ovvero di circa 2,2 miliardi di euro. Secondo altre valutazioni, negli ultimi 5 anni il dividendo della Nissan ha finanziato circa il 71% della cedola per gli azionisti di Renault: probabile, quindi, che anche per loro le cedole future saranno inferiori, tanto più che il free cash flow aziendale appare indebolito. C'è chi calcola che Renault in quanto tale – ossia escludendo la quota in Nissan, la piccola partecipazione in Daimler e la liquidità netta – sia trattata a un valore negativo di 1,2 miliardi di euro (ieri la capitalizzazione è scesa fin sotto i 15 miliardi di euro).

Nissan, insomma, non sarà più la gallina dalle uova d'oro per Renault. Anzi, potrebbe trasformarsi in un peso, se le previsioni già molto ribassate(anche a medio termine) non dovessero essere centrate.

Il ceo di Nissan Hiroto Saikawa - accusato da Ghosn di aver architettato un vero e proprio golpe a suo danno, per evitare la prospettiva di una futura forma di fusione con i francesi - è sotto pressione. Ma non ha dato segnali di voler accondiscendere a procedere verso una maggiore integrazione con Renault. Anzi. La Casa della losanga ha fatto proposte già il mese scorso, suggerendo l'idea di creare una holding da quotare a Parigi e a Tokyo, il che in pratica porrebbe fine all'anomalia delle partecipazioni incrociate asimmetriche. Saikawa non ha voluto nemmeno discuterne. E ora rischia di esasperare anche gli azionisti di Renault.

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