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Il crollo dei sinistri spinge in alto l’utile Unipol

Combined ratio all’82,1% per effetto della forte discesa della sinistralità durante il periodo Covid. Il profitto nei sei mesi è balzato del 74% a 617 milioni

di Laura Galvagni

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(Imagoeconomica)

Combined ratio all’82,1% per effetto della forte discesa della sinistralità durante il periodo Covid. Il profitto nei sei mesi è balzato del 74% a 617 milioni


2' di lettura

Un combined ratio in forte discesa ha spinto i profitti del gruppo Unipol che ha chiuso il primo semestre del 2020 con un risultato netto consolidato di 617 milioni, in crescita del 74% rispetto ai 353 milioni del 2019 (dato normalizzato dagli effetti del primo consolidamento con il metodo del patrimonio netto della quota in Bper). Il balzo, come ha spiegato la società, è frutto «della riduzione della sinistralità durante il periodo di lockdown». Come si diceva, infatti, il contesto generale ha prodotto un forte miglioramento del combined ratio, calato all' 82,1% rispetto al 94,6% registrato nel primo semestre 2019 mentre il Solvency ratio consolidato è risalito al 188% dal 155% del 31 marzo.

La raccolta diretta assicurativa è stata pari a 6,1 miliardi di euro (-16,4%) con il Danni che è calato del 4,4% a 3,9 miliardi e il Vita del 31,8% a 2,2 miliardi. Per quanto riguarda

l'evoluzione prevedibile della gestione, «l’andamento registrato nel primo semestre e le informazioni al momento disponibili consentono al gruppo di confermare, forte anche di una posizione patrimoniale solida, un andamento reddituale per il 2020 in linea con gli obiettivi fissati nel piano industriale 2019-2021».

Negli altri settori in cui opera il gruppo Unipol, l’emergenza Covid-19 ha avuto e sta avendo forti ripercussioni sul settore alberghiero tanto che, nei sei mesi la quasi totalità delle strutture del Gruppo UNA (27 su 31) è rimasta chiusa. Alcune riaperture selettive sono state effettuate sul finire del semestre che però si è chiuso con una perdita pari a circa 16 milioni.

Unipol Rec, braccio operativo nei crediti deteriorati, ha registrato un utile netto pari a circa 4,1 milioni e ha archiviato il semestre con una riduzione di 179 milioni di crediti deteriorati lordi sui quali ha incassato 54 milioni (30% del loro valore lordo).

Per quanto riguarda la controllata UnipolSai, ora partecipata all’84,33% dal precedente 82,311% , nei sei mesi ha segnato un risultato netto consolidato in decisa crescita (+48%) e pari a 560 milioni rispetto ai 377 milioni del 30 giugno 2019 influenzato, anche in questo caso, «da una riduzione della sinistralità durante il periodo del lockdown». La raccolta diretta assicurativa cala del 16,4% a 6,1 miliardi di euro con il Danni a 3,9 miliardi (-4,4%) e il Vita a 2,2 miliardi (-31,8%). Il calo della sinistralità determina anche il forte miglioramento del combined ratio netto all'82,1% rispetto al 94,6% registrato nel primo semestre 2019 mentre il Solvency ratio individuale si attesta al 272% (dal 226% di fine marzo). La società prevede per il 2020 un andamento in linea con gli obiettivi del piano al 2021.

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