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Il cross-collecting sempre più proposto dalle case d’asta

Phillips apre la stagione autunnale con un incanto che unisce arte, gioielli e orologi. Già a luglio, Christie's e Sotheby's hanno combinato epoche e categorie, strategia apprezzata dal pubblico globale

di Silvia Anna Barrilà

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Mr. Swing, 2010, acqurello e matita su carta, stima 180- 280.000 dollari HK, Courtesy Phillips

Phillips apre la stagione autunnale con un incanto che unisce arte, gioielli e orologi. Già a luglio, Christie's e Sotheby's hanno combinato epoche e categorie, strategia apprezzata dal pubblico globale


5' di lettura

Per mitigare l'impatto negativo del Covid e del lockdown le tre maggiori case d'aste internazionali, Christie's, Sotheby's e Phillips , hanno scelto di affidarsi al cross-collecting, cioè a quel collezionismo che attraversa la storia senza limiti imposti, mischiando opere di periodi e segmenti diversi, per mettere in dialogo artisti e movimenti. Un approccio certamente non nuovo, che anzi si può far risalire fino ai Medici e che caratterizza oggi il modo di collezionare di tanti magnati della finanza, ma anche dei giovani asiatici per cui l'arte è lifestyle. Probabilmente per le case d'aste questa tendenza è nata anche da un'esigenza, quella di dover concentrare in pochi appuntamenti vari lotti solitamente distribuiti in diverse aste: basti pensare che solo nel mese di luglio le tre case d'aste hanno tenuto 154 vendite, realizzando 1,7 miliardi di dollari, quasi la metà del totale del primo semestre (dati ArtTactic RawFact's Global Auction Monitor).

Un pubblico più ampio
Certamente il cross-collecting rappresenta un modo non solo per rivolgersi a tutto il proprio pubblico di collezionisti ma anche di attrarre una nuova generazione di compratori. Per Sotheby's sembra aver funzionato, visto che ha registrato un aumento del 62% di nuovi acquirenti rispetto al 2019. All'asta del 28 luglio, intitolata “Rembrandt to Richter”, hanno assistito 150.000 utenti e le offerte sono arrivate da 47 paesi su tutti i continenti. Phillips punta sul cross-collecting per riaprire la stagione autunnale, con un'asta online dal 2 al 14 settembre che unisce arte contemporanea, orologi e gioielli. “Intersect”, questo il titolo, nasce dall'idea di rivolgersi a quel pubblico - tipicamente asiatico, infatti l'incanto è curato dal team di Hong Kong – per cui un'opera di Yayoi Kusama, Keith Haring o Banksy si compra insieme ad un orologio di Vacheron Constatin, o a un gioiello di Graff, Bulgari e Van Cleef & Arpels.

Phillips, le proposte dell'asta Intersect

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I risultati del cross-collecting
Già a maggio Phillips ha tenuto un'asta simile che ha coinvolto un pubblico più ampio, tanto che il 56% dei clienti era nuovo per la società d'aste. La percentuale di vendita è stata pari al 90% e il totale di 2,4 milioni di dollari è stato il più alto per un'asta online nella storia di Phillips. Anche Christie's che Sotheby's hanno concluso la serie di vendite di luglio con delle aste di cross-collecting, totalizzando 145,5 milioni di sterline, all'interno delle stime pre-asta di 122,1 e 176,2 milioni di sterline, secondo ArtTactic , che ha analizzato i risultati in un report dedicato. In particolare, Sotheby's ha realizzato 128 milioni di sterline concentrandosi sull'arte moderna e contemporanea (rispettivamente il 57% e il 23% del totale) a scapito dell'arte antica (il 19%). Al contrario, Christie's si è concentrata sugli Old Master, che hanno rappresentato l'84% del totale di 17,4 milioni di sterline, mentre l'arte moderna ha rappresentato solo il 3% (non è stata inclusa l'arte contemporanea).

Nervosismo tra i venditori
Ma non tutto è filato liscio, numerosi lotti sono stati ritirati dalle aste all'ultimo minuto, dimostrando un certo nervosismo tra i venditori a causa della situazione attuale. Da Sotheby's sono stati ritirati sei lotti per un totale di 20,6 milioni di sterline in base alle stime basse. Tra questi anche “Study For Portrait Of John Edwards” di Francis Bacon, stimato 12-18 milioni di sterline. Da Christie's sono stati ritirati tre lotti, tra cui “A triptych: The Adoration of the Magi” del Maestro dell'Adorazione di Anversa, con una stima di 300.000-500.000 sterline.Per convincere i venditori le case d'aste sono ricorse, come sempre, alle garanzie. Sotheby's ne ha usate ben 12, che hanno reso il 42,2% del valore totale dell'asta. Il valore di martello dei lotti garantiti è stato pari a 54,1 milioni di sterline, 20.000 sterline in meno del valore basso di stima, il che indica un basso ritorno per i prestatori di garanzie, che erano quasi esclusivamente di parte terza. Christie's, invece, ha garantito solo due lotti per un totale di 4,1 milioni di sterline, cioè il 23,5% del totale dell'asta.

Da Rembrandt a Richter
Il prezzo medio dell'asta di Sotheby's è stato pari a 2 milioni di sterline. Dei 65 lotti tre sono andati invenduti per un mancato incasso di 2,36 milioni di sterline, calcolato sulle stime basse. Sette lotti, invece, sono stati venduti sopra i 5 milioni di sterline, per un totale di 73,7 milioni, più della metà del risultato complessivo dell'asta (il 57,5%). I lotti tra 1 e 5 milioni di dollari hanno costituito il 30% del valore totale dell'asta, segnando risultati superiori alle aspettative. Il top lot, “Peinture (Femme Au Chapeau Rouge)” del 1927 di Miró, è stato venduto per 20,65 milioni di sterline ad un compratore al telefono.

Valori a confronto
Mentre l'asta di Sotheby's si è tenuta in livestream, Christie's ha scelto per la sua asta del 29 luglio, intitolata “Classic Art Evening Sale: Antiquity to 20th Century”, il formato classico nella sede di Londra, con offerte dal telefono, online e in sala. Nonostante lo scenario tradizionale, l'online si è mostrato particolarmente attivo, ancora di più che nell'asta di Sotheby's. Anche in questo caso si è trattato di un'asta internazionale, con il 67% della partecipazione da fuori della Gran Bretagna. Il 13% dei collezionisti ha lanciato offerte per più di una categoria, apprezzando quindi la natura cross-collecting. Il 5% era costituito da nuovi compratori. Il prezzo medio dell'asta è stato pari a 363.083 sterline. Quattro opere sono state vendute sopra il milione di sterline, realizzando (come da Sotheby's) quasi la metà del fatturato, 9,2 milioni di sterline (il 53%). Il top lot è stato un ritratto di giovane donna di Rubens, venduto sotto la stima a 3,4 milioni di sterline.

Buone performance delle donne
In totale, agli incanti di Christie's e Sotheby's, 42 opere di Old Master hanno realizzato 38,7 milioni di sterline, con un prezzo medio di 968.375 sterline. Gli artisti moderni, calcolando anche Phillips oltre a Christie's e Sotheby's, hanno totalizzato 68,6 milioni di sterline, entro le stime, con 26 lotti venduti su 27 e un prezzo medio di 2,6 milioni di sterline. In questo segmento 12 artisti inglesi moderni sono stati responsabili per 4,9 milioni di sterline, superando le stime. Tra questi, hanno dato un'ottima performance le artiste Bridget Riley e Barbara Hepworth. Sotheby's è stata l'unica a offrire l'arte contemporanea nell'asta serale cross-collecting, realizzando un totale di 30,2 milioni di sterline. Sono stati 19 lotti, di cui due invenduti, per un totale di 1,6 milioni di sterline. Il top lot in questo segmento è stato un dipinto di Gerhard Richter del 1970 “Wolken (Fenster)”, venduto da Sotheby's a 9 milioni di sterline (pari alla stima bassa), seguito da “Pool On A Cloudy Day With Rain (Paper Pool 22)” del 1978 di David Hockney aggiudicato per 4,1 milioni di sterline. La miglior performance è stata quella di un'altra donna: Louise Bourgeois, la sua scultura “Arched Figure” è stata venduta ad 1 milione di sterline, quasi tre volte la stima media.

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