STRUMENTI INNOVATIVI

Il crowdfunding raccoglie oltre 48 milioni in un anno

Secondo l’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, aggiornato a fine giugno, le piattaforme immobiliari attive immobiliari attive sono passate da sei a dieci

di Adriano Lovera

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Torre Milano di OPM (Impresa Rusconi e Storm.it)

Secondo l’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, aggiornato a fine giugno, le piattaforme immobiliari attive immobiliari attive sono passate da sei a dieci


3' di lettura

Mostra ancora numeri positivi il crowdfunding nel settore immobiliare. Sono quelli raccolti nell’ultimo Osservatorio sul Crowdinvesting redatto dal Politecnico di Milano.
Stando ai dati aggiornati al 30 giugno scorso, le piattaforme attive sono passate da sei a dieci e la raccolta complessiva è più che raddoppiata, con un totale degli ultimi 12 mesi di 48,7 milioni di euro, 19,5 provenienti dagli operatori di tipo equity e 29,2 da quelli lending.

Il leader a livello di volumi è ancora Walliance, del gruppo trentino Bertoldi, che ha raccolto 10,2 milioni nell’ultimo anno e finora ha messo a segno 17 campagne tutte chiuse con successo. Corre anche Concrete Investing, la seconda per importanza nell’ambito equity, che dal primo progetto del 2018 ha raccolto quasi 10 milioni e da poco, a fine luglio, ha chiuso nel giro di 72 ore una maxi raccolta da 3,3 milioni per un progetto residenziale a Milano, riuscendo a coinvolgere 207 investitori con un ticket medio di 16mila euro. Si tratta finora della campagna con la quota più alta per un progetto di real estate in Italia. Un successo lampo, avvenuto in periodo post-Covid, che fa ben sperare, con il crowdfunding che si candida a diventare un elemento di traino per un mercato immobiliare in affanno.

«Continuiamo a pensare che il real estate crowdfunding sia uno dei comparti che cresceranno di più in Italia nell’ambito del crowdinvesting. E un obiettivo raggiungibile è una raccolta di 60 milioni nei prossimi 12 mesi», secondo il professor Giancarlo Giudici del Politecnico milanese.
Almeno finora, questo strumento ha mantenuto le promesse, con un “success rate” del 100% per quanto riguarda le campagne finora pubblicate. Eppure, sia per le condizioni difficili del mercato, sia per una normativa ancora incompleta, è ragionevole mettere in guardia i piccoli risparmiatori dall’eccessivo entusiasmo. «È arrivato il momento di mettere tutti i portali di crowdfunding attivi nella condizione di competere alla pari all’interno di una normativa unica, con gli stessi presidi di sicurezza e con gli stessi adempimenti»: è stato, non a caso, il commento all’Osservatorio fornito da Giacomo Bertoldi di Walliance.

Il riferimento è al fatto che oggi le piattaforme equity sono obbligate a registrarsi alla Consob e sono sottoposte a vincoli più rigidi rispetto a quelle di tipo “lending”, anche a livello di conflitto di interessi nel rapporto tra proprietà della piattaforma e dei soggetti che sviluppano le operazioni immobiliari.Una situazione destinata a equipararsi non prima del 2022, se il Parlamento europeo approverà in autunno come previsto il regolamento comunitario sugli ECSPs - European Crowdfunding Service Providers.
A livello di operatori, a giugno è stata presentata una nuova piattaforma lending, Bridge Asset, nel cui team figurano anche Alfio Bardolla, il “guru” della formazione finanziaria con il suo gruppo quotato in Borsa, e Roberto Re, altro campione della formazione, in chiave “mental coach”. Il portale ha chiuso una prima raccolta, per una riqualificazione con cambio di destinazione d’uso a Milano, senza fare il “botto”: l’obiettivo massimo era 900mila euro, l’asticella si è fermata a 704mila. Ora bisogna vedere se sarà rispettata l’ipotesi di rendimento (Roi 11,2% in 15 mesi).

Trusters, invece, vuole crescere con un aumento di capitale da un milione. Per farlo, ha lanciato una raccolta di capitale su ClubDealOnline, una piattaforma anch’essa di crowdfunding riservata a istituzionali o family office. A fine luglio era stato raccolto circa il 40% dell’obiettivo. Sul fronte degli operatori internazionali lending, attivi anche in Italia, Housers negli ultimi mesi ha riscontrato problemi di ritardo nei rimborsi, specialmente nei progetti spagnoli. Ma è in via di soluzione il pagamento delle quote per l’operazione italiana di Castellero, un borgo nell’astigiano convertito hotel di lusso: le erogazioni, attese per il primo trimestre, dovrebbero essere perfezionate entro la prima settimana di agosto, secondo fonti consultate dal Sole 24 Ore. Cresce Crowdestate, che ha sede in Estonia ma è operativa anche in Italia, Romania, altri Paesi baltici e si prepara a sbarcare in Albania e Portogallo. A giugno ha chiuso con successo e in breve tempo una raccolta da 450mila euro per un’operazione residenziale nella centralissima zona San Babila di Milano. Il team italiano è composto da sole due persone, ma ora c’è un “community specialist” che risponde direttamente alla richieste provenienti dagli investitori di casa nostra a livello di customer care.
Per i piccoli risparmiatori la trasparenza e la riconoscibilità dei soggetti è uno degli elementi fondamentali per convincerli a investire, considerando sempre che ogni investimento di questo tipo comporta un grado di rischio e che nessun modello di raccolta prevede la certezza al 100% del successo.

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