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Il ct azzurro O' Shea: «Resta una lunga strada da fare»

di Giacomo Bagnasco

La reazione di Tommaso Benvenuti al risultato della partita Italia-Nuova Zelanda (Ap)

2' di lettura

Nel 2016, sempre all'Olimpico, finì 68-10. Oggi il tabellone dice 66-3. Il ct Conor O' Shea due anni fa era all'esordio: ma è cambiato qualcosa? “Io posso dire - risponde nella conferenza stampa dopo la partita - che abbiamo fatto dei miglioramenti, e li ho visti anche sette giorni fa contro l'Australia. Rimane una lunga strada da fare per confrontarsi non dico con tutte le squadre ma con avversari come gli All Blacks, che oltretutto erano arrabbiati per aver perso dall'Irlanda”. “Certo - aggiunge - noi ci aspettavamo di poter fare qualcosa di diverso, ma eravamo consapevoli del loro valore. La partita è durata mezzo tempo, poi hanno potuto giocare senza subire una pressione efficace e le conseguenze sono queste”.

All'incontro di sette giorni fa con l'Irlanda fa riferimento anche Steve Hansen, commissario tecnico neozelandese. “Ci servirà pure quella, per imparare dai nostri errori. Ma il bilancio del nostro tour in Europa (che comprende anche la vittoria in casa dell'Inghilterra, ndr) è comunque positivo anche grazie alla partita con l'Italia, che mi ha consentito di dare spazio ad alcuni giocatori che avevo impiegato di meno”.

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Se di errori parla il coach neozelandese, figuriamoci i nostri. Capitan Ghiraldini prima rende merito agli All Blacks (”Hanno dimostrato un'altra volta di essere i migliori del mondo”) e poi passa a parlare degli Azzurri: “Sta a noi rivedere quello che abbiamo sbagliato. In settimana avevamo lavorato tanto e bene, ma certo gli errori dipendono anche dall'avversario che hai di fronte”.

I “Kiwi” ora vanno in vacanza, gli Azzurri riprendono gli impegni con il loro club in attesa del Sei Nazioni. Ma intanto devono elaborare questa sconfitta. “La dimostrazione che siamo cresciuti è venuta in altre occasioni - sostiene Castello, decisamente sconsolato -. Gli All Blacks sono veramente di un altro livello. Non c'è stata partita, è stata veramente dura. Se vogliamo provare ad avvicinarci a loro, dovremo lavorare tanto anche per migliorare individualmente”. E chissà che l'anno prossimo in Coppa del Mondo la “tariffa” attesa dalla Nuova Zelanda - inserita come il Sudafrica nel nostro girone - non sia un po' meno pesante.

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