CREATO PER INTERNATIONAL SCHOOL OF MILAN

Il curriculum perfetto? Si prepara per tempo ed è internazionale

4' di lettura

BlaBlaCar, Spotify, Zalando, Rovio, ma anche YOOX: sono alcuni dei colossi digitali a livello mondiale nati in Europa. Nonostante la maggior parte dei giganti a livello internazionale, i cosiddetti “unicorni”, sia statunitense – basti pensare a Facebook, Google e Uber - non esiste solo la Silicon Valley. Secondo la società di ricerca CB Insights, solo poco più della metà degli unicorni del mondo ha sede negli Stati Uniti. Accanto alla Cina, anche l’Europa – in particolare la Scandinavia - si sta rivelando un terreno sempre più fertile per gli imprenditori tecnologici. Spotify, per esempio, è di gran lunga l’azienda tecnologica più apprezzata in Europa e il servizio di streaming musicale più utilizzato del pianeta. L'azienda è valutata intorno ai 16 miliardi di dollari.

Spotify fa parte del tris di aziende Europee il cui valore è stimato a più di 10 miliardi di dollari dal rapporto Europe’s Titans of Tech della società di investimento GP Bullhound, insieme alla società di e-commerce tedesca Zalando e al vicino scandinavo di Spotify, Supercell. Quest'ultima società di videogiochi fondata nel 2010 in Finlandia è famosa per giochi come Clash of Clans, ed è stata valutata a 10,2 miliardi di dollari.

Ma che cosa differenzia il percorso di un'azienda tecnologica che decolla da una che non ci riesce? Senza dubbio la dimensione internazionale. Chi ce la fa sono giovani in grado di capire la rapidissima evoluzione della società e anticipare quali necessità devono ancora sorgere.

La scuola è la chiave per capire come costruire il proprio futuro, ma deve essere una scuola pronta a formare i giovani per affrontare l'impegno che la gestione dei cambiamenti epocali richiede. Un'attitudine coltivata e direzionata a cercare nuove soluzioni, ad adattarsi a nuove sfide, inventando nuovi percorsi, può portare un giovane a creare il proprio lavoro del futuro, laddove dovesse mancare l'offerta. Come? Potenziando il prima possibile le proprie abilità comunicative, specie in lingua inglese, l'apertura mentale, il rigore accademico e la consapevolezza interculturale.

A Milano esiste la scuola adatta a formare i giovani leader felici del futuro. Un' “altra maturità”, che apre le porte del mondo. Si chiama International School of Milan, e da 60 anni prepara i ragazzi ad affrontare di petto un mondo che ancora non esiste: il mondo del futuro dove si troveranno a lavorare. Un'offerta formativa dalla Scuola Materna alla maturità, in lingua inglese e soprattutto con percorsi di eccellenza in aggiunta rispetto al percorso formativo previsto dalla normativa italiana. Per partire con una marcia in più verso il mondo universitario e subito dopo per decollare nel mondo del lavoro.

Centralità dello studente, mente aperta e multiculturale, credibilità e rigore del sistema di valutazione. Questi sono gli aspetti che hanno reso l'International Baccalaureate, gestito dall'International Baccalaureate Organization, il gold standard che tutte le migliori scuole internazionali e non solo hanno deciso di adottare.

Il percorso si compone di tre distinti programmi: Il PYP (Primary Years Programme) per i bambini dall'infanzia ai 10 anni, l'MYP (Middle Years Programme) per i ragazzi dagli 11 ai 16 anni e il DP (Diploma Programme) per i ragazzi dai 16 ai 18 anni. Le statistiche mostrano che gli studenti IB hanno circa il 20% in più di probabilità di essere ammessi alle top University mondiali e più occasioni di continuare negli studi post-universitari. Uno dei vantaggi dell'IB è quello di essere sempre un passo avanti nella costruzione del proprio curriculum e di sapere anticipare i macro-trend a livello globale.

Francesca Arduini è una dei molti esempi. Diplomata nel 2013, otto anni dopo insegna Microeconomia nella prestigiosissima università di Oxford, nel Regno Unito. Lei stessa appena ottenuta la maturità è stata ammessa nella medesima università, dove la selezione iniziale, come è noto, è severissima. “Sono stati gli insegnanti dell’ISM a farmi sognare di studiare all’estero, e che mi hanno consigliato Oxford. Poi da lì è partito il volano” racconta Francesca. Oggi, a meno di 30 anni, è dall'altra parte della cattedra come Stipendiary Lecturer. “L’altro contributo fondamentale dal mio punto di vista è come l’IB Learner Profile spinge gli studenti a riflettere su sé stessi e a migliorarsi non solo dal punto di vista strettamente accademico, ma in maniera più ampia. Questo secondo me fa la differenza tra chi è bravo a scuola ma fatica poi andando avanti, e chi invece viene formato per essere resiliente in svariati contesti lavorativi e personali.”

Alessandra Cestaro, diplomata nel 2010, in dieci anni ha accumulato due lauree alla Bocconi, fra cui 6 mesi alla University of California di San Diego (UCSD), e una internship in Google a Dublino, 3 anni di esperienza professionale in McKinsey come Business Analyst e un MBA alla prestigiosa Columbia Business School a New York. Oggi a 28 anni, mentre fa carriera come Junior Manager in McKinsey Alessandra è anche una startupper di successo. Ha fondato infatti Holifya, una piattaforma digitale di nutrigenetica che offre piani di nutrizione personalizzati sulla base del test del DNA, a consumatori, aziende e non solo. “Sono convintissima quando dico che senza l’ISM non sarei dove sono adesso e soprattutto non sarei chi sono adesso. L’ISM ha formato la mia personalità e la mia ambizione e mi ha insegnato ad essere cittadina del mondo, e anche un po’ a sognare in grande - e poi a rimboccarsi le maniche per rendere quei sogni realtà.”

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