Oggetti e opere d’arte: il tesoro in soffitta

TESORO IN SOFFITTA

Il Dante di Gory potrebbe valere 3mila euro

di Stefano Cosenz


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Affortunato Gory  Statua in alabastro e bronzo di Dante Alighieri, alta 50 cm, sul retro sigillo Fonderia Gladenbeck

3' di lettura

Salve, vorrei cortesemente ricevere una vostra valutazione su un’opera in mio possesso (si allegano foto). Si tratta di una statua in alabastro e bronzo che rappresenta Dante Alighieri in meditazione. L’autore è Affortunato Gory (firma sulla base). Il periodo dovrebbe essere 1910-1920. L’altezza è di 50 cm. Sul retro della base è riportato il seguente sigillo della fonderia Gladenbeck: “G. V. Pyrochrom Gladenbeck Berlin Patent Angemeldet D. R. G. M.” La statua è stata da me acquistata presso una galleria d’arte di Lecce, che mi ha rilasciato regolare expertise.
Grazie infinite.
Antonio De Mitri

Gentile lettore
la scultura in questione, «Dante Alighieri in meditazione», alabastro e bronzo di 50 cm di altezza, è opera di Affortunato Gory, scultore italo francese nato a Firenze in data non conosciuta e morto a Parigi nel 1925. Abbiamo chiesto a Vanessa Carioggia, titolare della casa d’aste Sant’Agostino di Torino e responsabile del dipartimento pittura e scultura di valutare l’opera. «Affortunato Gory, dopo aver studiato all'Accademia di Belle Arti di Firenze con Augusto Rivalta, all'inizio del XX secolo emigrò a Parigi cambiando il suo nome da Fortunato Gori in quello d’arte sopra citato. Cominciò a esporre al Salon des Artistes Français nel 1902 con un “Busto di donna” e divenne rapidamente famoso per i suoi studi sulla scultura di figure femminili. Le sue opere (danzatrici orientali, personaggi del Medio Evo) sono sovente composte di diversi materiali: bronzo, a volte con patina dorata, marmo, avorio, alabastro. Eseguì anche una serie di elementi decorativi in bronzo. Continuò a esporre al Salon des Artistes Français fino al 1923. La sua produzione deve essere stata molto abbondante, dal momento che nelle aste internazionali sono passate 531 sue sculture. I suoi prezzi hanno una certa tenuta rispetto al periodo ante crisi. Vero è che il record d’asta di 109.382 euro risale al 2004, ma si trattava di un marmo alto addirittura 226 cm, una “Salomé”, passata da Christie’s negli Stati Uniti. Il secondo miglior esito è ancora un marmo, raffigurante sempre una figura femminile (“Nymph embracing a Herm”), alto 81 cm, che ha realizzato 41.741 euro da Christie’s sempre nel 2004 negli States. Ma il terzo miglior risultato è stato realizzato molto di recente, nel 2018, da un marmo su colonna marmorea, raffigurante la ninfa Eco, venduto per 33.900 euro da Sotheby’s di Londra. Prezzi molto inferiori hanno i bronzi, gli alabastri e le figure maschili. In particolare, “Un Uomo medievale crisoelefantino” di 50,5 cm è andato invenduto due volte sempre da Drouot-Richelieu a Parigi: la prima volta nel 2013 con una stima di 4.800-5.000 euro, la seconda nel 2014 con stima 3.000-3.500. Inoltre un “Dante Alighieri” in bronzo dorato, di 25 cm, è andato invenduto nel febbraio 2019 presso la casa d’aste Gonnelli con una stima di 2.500 euro». Sulla base di queste considerazioni, l’esperto ritiene che una valutazione corretta della scultura in questione, valorizzata da un bel “cachet” della fonderia Gladenbeck. “G.V. Pyrochrom Gladenbeck Berlin Patent Angemeldet D.R.G.M.”, possa essere intorno di 3.000 euro.

Sebbene abbia operato soprattutto a Parigi, Gory è di nascita e formazione fiorentina. Rimanendo sul tema inerente agli scultori italiani “Déco”, la loro sintassi estetica ha avuto il proprio culmine nel 1925 con l’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi, ma si è manifestata in modo autonomo da noi già intorno al 1920. Le esposizioni internazionali delle arti decorative di Monza risalgono al 1923, 1925, 1927 e 1930. Come commenta lo specialista di Sant’Agostino Valerio Terraroli, curatore della grande mostra “Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia”, allestita ai Musei San Domenico di Forlì nel 2017: «la produzione déco nelle arti decorative, ma anche nella pittura e nella scultura d’arredo e di ornamento, che prosegue sostanzialmente inalterata fino ai primissimi anni ’30, è indubitabile che sia pensata per un mercato di nicchia, ma è altrettanto vero che il rutilante mondo di lustrini e di dorature, di ammalianti boudoir e fastose residenze, di atmosfere classiche, se non arcaiche, e moderne insieme, che si possono vedere nelle esposizioni e nelle riviste alla moda, nelle pellicole cinematografiche, negli spettacoli teatrali, sui piroscafi transoceanici, negli alberghi e nei caffè, alle terme e nelle sale da ballo, penetra profondamente nella coscienza collettiva, nutrendo un desiderio di identificazione con quell’ambiente esclusivo e patinato».

All’interno di questo movimento, l’esperto di Sant’Agostino segnala il filone animalier che costituisce un elemento fondamentale della statuaria déco, capace di esprimere talenti davvero straordinari, come Felice Tosalli (1883-1958) e Sirio Tofanari (1886-1969), autentici maestri della scultura animalista. All’interno del complesso discorso sugli influssi déco nella scultura italiana emergono, anche a livello di mercato, figure d’eccezione come quella del genio milanese Adolfo Wildt (una sua dolente “Santa Lucia” del 1926, in marmo rosa di Candoglia parzialmente dorato, è stata aggiudicata a 668.136 euro da Sotheby’s a Londra il 16 dicembre 2015).

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