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Il debito dei governi vale l’80% del Pil globale. Stati Uniti al primo posto

di Riccardo Barlaam


(Agf)

3' di lettura

NEW YORK - Il mondo è seduto su una montagna di debiti. Dagli anni della crisi finanziaria innescata dai mutui subprime questa montagna di debiti ha raddoppiato le sue dimensioni. Per ogni dollaro prodotto dall’economia mondiale i governi si indebitano per 80 centesimi. Il debito pubblico globale ha raggiunto i 66mila miliardi di dollari alla fine del 2018, secondo il nuovo Global government debt chart book pubblicato dall'agenzia di rating Fitch. Una cifra record che equivale all'80% del Pil globale.

James McCormack, curatore del report e responsabile globale dei rating in Fitch, ha spiegato che l’elevato indebitamento dei governi pesa in modo particolare sui Paesi che sono più indietro nel rating dei debiti sovrani, i più colpiti dalla morsa finanziaria per ripagare il debito, in un momento in cui i tassi di interesse a livello globale hanno ripreso a salire.

Dopo un decennio nel quale le banche centrali globali hanno mantenuto i tassi di interesse bassi e hanno reso il mantenimento del debito meno costoso, la politica monetaria si prepara a un periodo di cambiamento. Dal 2015 la Federal Reserve, ha alzato i tassi di interesse otto volte ma si prepara a nuove strette nel 2019. La Banca centrale europea ha appena terminato la politica monetaria espansiva di Quantitative easing, con gli acquisti di grandi quantità di titoli di stato per favorire la crescita e aiutare i sistemi economici dell’eurozona a ripartire e normalizzarsi dopo la crisi finanziaria.

Nei Paesi più sviluppati il livello di debito pubblico in questi anni è rimasto abbastanza stabile, a circa 50mila miliardi di dollari. Con l'eccezione degli Stati Uniti dove dal 2012 a oggi il debito pubblico è passato da 15,2mila miliardi di dollari a 21,9mila miliardi, che equivalgono a un incremento del 44% secondo i dati del Dipartimento al Tesoro.

L'America è la prima potenza economica mondiale, ma il suo governo ha anche il primato mondiale dell'indebitamento che cresce in media di circa mille miliardi l'anno. Per avere un'idea dell'entità, Fitch fa notare che il debito degli Usa da solo vale circa dieci volte il debito pubblico di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna messi assieme.

Il debito americano ha cominciato ad accelerare a cavallo del Duemila. Durante i due mandati di George W. Bush, gli anni degli attentati dell'11 settembre, della guerra in Iraq e in Afghanistan e della lotta al terrorismo, il debito del governo Usa è schizzato dell'85% per arrivare a 10,6mila miliardi di dollari. Nei due mandati della presidenza democratica di Barack Obama, ancora anni della lotta ad Al Qaeda e delle guerre e soprattutto del salvataggio delle banche dopo la crisi subprime, il debito pubblico americano è salito addirittura di un altro 88%, toccando quota 19,9mila miliardi di dollari. Nei primi due anni di presidenza Trump il debito è salito di un ulteriore 10%, fino agli attuali 21,9mila miliardi. Il debito pubblico americano vale dunque quasi un terzo dell’intero debito globale.

Tuttavia in termini di incremento percentuale i valori più elevati sono quelli dei Paesi emergenti e in via di sviluppo. Il sud del mondo, dove il debito pubblico dal 2012 a oggi è passato da 10mila miliardi di dollari ai 15mila miliardi del 2018. Medio Oriente e Nord Africa hanno il primato della crescita percentuale nel periodo con un poco ragguardevole +104 per cento. Seguiti dall'area dell'Africa Sub-sahariana: +75% per cento. Sebbene, va rilevato, queste regioni abbiano stock di debito pubblico più basso se comparate ai valori dei Paesi più sviluppati, inferiore ai mille miliardi di dollari per ciascuna macro area. L'inflazione elevata, la debolezza valutaria che è più accentuata nei periodi di rafforzamento del dollaro e le variazioni dei prezzi delle materie prime si stringono come un nodo scorsoio nei destini economici di questi Paesi più deboli che faticano per riuscire a ripagare il debito pubblico con interessi sempre più alti.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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