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Il debutto da premier di Johnson: «Brexit senza se e senza ma»

Nella squadra annunciata ieri due falchi: Raab agli Esteri e Patel agli Interni

di Nicol Degli Innocenti


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2' di lettura

Brexit il 31 ottobre «senza se e senza ma», ha promesso Boris Johnson nel suo primo discorso da premier sulla soglia di Downing Street, dichiarandosi pronto ad «assumersi tutta la responsabilità» per un’uscita rapida della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

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L’ex ministro degli Esteri, eletto martedì con due terzi dei voti, ieri è andato a Buckingham Palace per ricevere dalla Regina Elisabetta II l’incarico di primo ministro, pochi minuti dopo le dimissioni formali di Theresa May. Entrato al palazzo da semplice deputato, ne è uscito premier e come tale è stato ricevuto a Downing Street.

Annunciando il suo programma di Governo, Johnson ha ribadito la sua determinazione a «cambiare in meglio il Paese» e la sua convinzione che tutto sia possibile con una dose di ottimismo. I pessimisti che ribadiscono che non sia possibile quadrare il cerchio di Brexit «hanno torto e basta», ha detto il nuovo premier. «Chi scommette contro la Gran Bretagna perderà la camicia perché noi ripristineremo la fiducia nella nostra democrazia». Un’uscita dalla Ue senza accordo è una «possibilità remota» se «Bruxelles si rifiuterà di riprendere i negoziati», ha detto Johnson, preparandosi a dare la colpa alla Ue per un eventuale “no deal”. I preparativi per una hard Brexit verranno accelerati per essere pronti a qualsiasi evenienza, ha aggiunto.

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Johnson ha assicurato che i cittadini europei residenti in Gran Bretagna potranno restare. «Ringrazio i cittadini Ue che vivono e lavorano tra noi per il loro contributo e per la loro pazienza, e li assicuro che questo Governo garantirà con certezza assoluta il loro diritto a continuare a vivere qui», ha detto.

Ci vorranno giorni per completare la nuova squadra di governo, ma i primi incarichi assegnati da Johnson danno già un’idea della direzione di marcia. Il più ardente sostenitore di no deal, Dominic Raab, ex ministro responsabile di Brexit, è stato promosso ministro degli Esteri. Priti Patel è la nuova responsabile degli Interni, nomina che premia il suo entusiasmo per Brexit ma mantiene anche la promessa di Johnson di avere più donne e più persone provenienti da minoranze etniche nel Governo. Sajid Javid, figlio di immigrati pakistani, attuale ministro degli Interni, è stato promosso cancelliere dello Scacchiere.

La nomina forse più sorprendente è quella di Dominic Cummings, controverso regista della campagna a favore di Brexit prima del referendum e ideatore dello slogan «take back control» che ha giocato un ruolo cruciale nel galvanizzare l’opposizione alla Ue. Johnson ha dato a Cummings l’incarico di consigliere capo a Downing Street, ruolo dietro le quinte ma di grande influenza.

Metà dei ministri hanno dato le dimissioni, come il cancelliere Philip Hammond e il vicepremier David Lidlington, o sono stati licenziati anche se brexiter convinti, come il ministro del Commercio Estero Liam Fox e il ministro della Difesa Penny Mordaunt.

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