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Il decreto dignità perde pezzi: dopo rider e spesometro fuori voucher e contratti di somministrazione

di Alessia Tripodi


Nel decreto Di Maio addio allo spesometro, stretta su contratti a termine e delocalizzazioni

4' di lettura

I contratti di somministrazione e voucher non rientrano nel decreto dignità del governo, ma sono rinviati al dibattito in Parlamento. Lo ha detto il ministro del Lavoro (e vicepremier), Luigi Di Maio, parlando a Milano al Festival del Lavoro. Il provvedimento atteso per lunedì perde quindi un altro pezzo, dopo aver lasciato per strada (rispetto al testo inizialmente annunciato) le regole sui rider, parte del pacchetto lavoro e l’addio integrale a spesometro, redditometro e split payment.

Il leader M5s ha comunque assicurato che il decreto «è pronto» e che quelle sull’assenza di coperture sono «tutte leggende metropolitane». Dopo il taglio dei vitalizi, poi, «è pronta anche la legge sulle pensioni d’oro» e, per quanto riguarda la Rai, «per ora iniziamo a togliere le lottizzazioni», ha aggiunto il vicepremier. Che ha commentato gli ultimi sondaggi che vedono la Lega risalire di consenso e superare i Cinquestelle. Rimandando al mittente le accuse di un Movimento “inesperto”: «Sempre sottovalutati, trattati come incapaci, ma in 5 anni abbiamo mandato via Letta, Gentiloni, Renzi e Berlusconi. Ms5 si piazza sempre davanti a tutti quanti e manda a casa la vecchia» guardia.

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Nel decreto Di Maio addio allo spesometro, stretta su contratti a termine e delocalizzazioni

Somministrazione e voucher
«Il tema della somministrazione - ha spiegato Di Maio - in molti casi si presta a delle disfunzioni però dev'essere oggetto del dibattito parlamentare, non si può intervenire con un decreto. Nel decreto dignità oggi non c'è il tema della somministrazione per la stessa ragione per cui demandiamo al parlamento tutta questa materia, come anche tante altre materie come quella dei

voucher». «Ci sono tante questioni che secondo me si possono affrontare facendo prima di tutto un confronto con i diretti interessati e capendo dove ci sono gli abusi e dove invece sono utili», ha proseguito il ministro, spiegando che «per quanto riguarda pure gli abusi della somministrazione c'è tutto il tema della sequenza (fra tempo determinato e contratti i somministrazione ndr) a cui dovremmo trovare delle soluzioni. E io le vorrei trovare insieme a quelli che ci lavorano ogni giorno».

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Stretta su delocalizzazioni, zero tolleranza su lavoro nero
«Un'altra norma che mi sta a cuore è quella delle delocalizzazioni» ha detto Di Maio, annunciando che oggi pomeriggio sarà «in provincia di Brescia dove un'altra azienda dopo aver preso soldi dallo Stato se ne sta andando all'estero , su questo bisogna dare una stretta». L’azienda è la Invatec spa a Torbole Basaglia, nel bresciano, dove il ministro incontrerà gli operai. Di Maio ha dedicato anche un passaggio a ribadire il tema della «tolleranza zero sul lavoro nero», che «si fa anche dicendo a chi assume in nero che non deve pagare soltanto una multa. In alcuni casi il saldo è anche positivo, e si mette nel conto».

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Dopo tagli vitalizi si passa a pensioni d’oro
Sul tema delle pensioni d'oro «anche di qualche sindacalista, ho la proposta di legge pronta. La settimana prossima tagliamo i vitalizi, in quella dopo incardiniamo la legge sulle pensioni d'oro». Con questa risposta a una domanda sui numeri delle tessere dei sindacati, Di Maio riscuote gli applausi a scena aperta dalla platea. «Era una promessa che ho fatto agli italiani (sulle pensioni e la categoria dei sindacalisti, ndr) ma non riguarda solo quella categoria per carità».

La settimana prossima tagliamo i vitalizi, in quella dopo incardiniamo la legge sulle pensioni d’oro

“Quota 100” non ci deve spaventare, si farà
«C’è un tema sulla 'quota 100', mi pare che l'abbia detto anche ieri il presidente dell'Inps» Tito Boeri, ovvero che «ci ritroveremo diverse centinaia di migliaia di pensionati che si approssimano al milione: questo non è un tema che necessariamente ci deve spaventare -sostiene Di Maio - perché soprattutto
nella Pubblica amministrazione favorire il ricambio generazionale significa portare nuove competenze per le nuove sfide della Pa stessa». Il ministro ha ricordato che 'quota 100' è «nel nostro programma di governo, la dobbiamo fare per permettere ai giovani di entrare sempre più nel mondo del lavoro, per dare la possibilità a chi ha lavorato una vita di andare in pensione. La partita su questo, come su tante materie economiche - aggiunge - non la dobbiamo considerare solo a Legge di Bilancio vigente, o a saldi di finanza pubblica vigenti». «Quello quello che è l'atteggiamento dell'Italia ai tavoli europei sull'immigrazione - ha quindi sottolineato - è solo l’antipasto di quello che sarà l'atteggiamento ai tavoli europei sull'economia».

Migranti: a Ue diamo 20 miliardi, non smentire documento
Il vicepremier ha anche commentato gli esiti del vertice Ue sull’immigrazione che si è appena chiuso a Bruxelles: «Quella di ieri e un'ottima base di partenza, però adesso io mi aspetto dai Paesi che tengano fede alla parola data in quell’atto», «se non lo faranno vorrà dire che l'Europa non esiste più». Di Maio ha poi ricordato che «diamo 20 miliardi di euro all'anno all’Unione europea e se questi signori dopo aver firmato un documento, dopo qualche ora smentiscono quel documento, vuol dire che forse dobbiamo rivedere quei 20 miliardi, visto e considerato che non appena si ottiene un mezzo risultato questi altri Paesi subito fanno un passo indietro». «I centri che ci devono interessare sono i centri di protezione nei Paesi africani - ha aggiunto poi riferendosi agli hotspot di accoglienza - in modo tale che questa gente non prenda una nave, una barca, un gommone per attraversare il Mediterraneo».

Rai, iniziamo a togliere lottizzazioni
Commentando poi la proposta per il servizio pubblico avanzata via megafono ieri da Grillo - due reti Rai sul mercato e una senza pubblicità - Di Maio ha detto che «era una vecchia proposta M5s nel programma del 2009» e che «per ora nel contratto abbiamo inserito esclusivamente che non vada più lottizzata». «La smetteremo - ha aggiunto - con persone del partito all’intero del cda, il direttore generale, presidenti e direttori dei tg, deve tornare un po’ di merito in Rai».

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