il via libera in cdm

Il decreto semplificazioni diventa «leggero». Restano fuori blockchain e startup

di Carmine Fotina

Di Maio-imprese: tavolo permanente per correggere manovra e semplificazioni

2' di lettura

La promessa di un provvedimento robusto per sburocratizzare l’economia si è dissolta stamattina, nel consiglio dei ministri che ha approvato definitivamente - dopo due mesi di attesa - il decreto legge sulle semplificazioni. Alcune delle norme più attese sono state stralciate, da quelle relative agli appalti (controverse a dire il vero e rinviate alla legge delega) a quelle sulle startup e sul Fondo nazionale per il venture capital sotto la regia della Cassa depositi e prestiti. Non trova spazio nemmeno la prima norma per avviare la tecnologia blockchain verso la validità giuridica.

Pagamenti Pa
Restano invece le misure per semplificare la vita dei piccoli imprenditori alle prese con i ritardati pagamenti della Pubblica amministrazione così come è confermata l’eliminazione dal 2019 del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti che dovrà essere sostituito da un modello di gestione “in house” affidato al ministero dell’Ambiente. Al netto delle leggi delega preannunciate su appalti e codice del lavoro (con tempi di attuazione inevitabilmente lunghi) tutto il resto potrà essere recuperato solo con l’iter di conversione del decreto in Parlamento, dove andrà però gestito un prevedibile assalto al provvedimento a colpi di emendamenti.

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Prova di appello
L’impressione prevalente è quella di un mini decreto senza una vera visione, in cui spiccano la norma sui pagamenti Pa, un intervento “bandiera” per il Movimento 5 Stelle (quello sui creditori della Pa ispirato al caso dell’imprenditore Sergio Bramini) e misure eterogenee che vanno dalla proroga del prestito Alitalia ai medici di famiglia alla creazione di una Spa pubblica per l’attuazione dell’Agenda digitale con conseguente eliminazione dell’attuale Agenzia. Il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio si riserva ora, preannunciando un tavolo tematico con le imprese sulle semplificazioni, una finestra utile per dare maggiore concretezza al decreto. Una prova d’appello, per mantenere le attese sulla “rivoluzione della decertificazione”.

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