ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùScostamento di bilancio

Il deficit extra atteso ad aprile sale verso quota 25-30 miliardi

La replica su quest’anno dei «sostegni» costerebbe 4,7 miliardi al mese

di Marco Rogari, Gianni Trovati

Sprint DI Draghi su vaccini, nuovo deficit per dare fiato all'economia

2' di lettura

Nella sua risposta alle pressioni della Lega sulle riaperture, Draghi ha mostrato di conoscere bene le tensioni crescenti che percorrono la società chiusa per Covid. Alimentate anche dal tratto parziale dell’ultima tornata di aiuti. Anche per questo, il presidente del Consiglio non ha voluto anticipare le cifre del prossimo scostamento, ma è stato chiaro nel dire che «occorre tenere una politica fiscale espansiva nei prossimi sei mesi in tutti i Paesi europei».

Non c’è un problema di presunta “austerità”, insomma. Ma c’è una questione politica di calendario e di peso per i nuovi aiuti. Anche nel governo. Venerdì in cabina di regia la ministra Gelmini ha sollevato l’esigenza di uno «scostamento adeguato» che dovrebbe arrivare «insieme al nuovo decreto». E giovedì il suo collega Brunetta aveva rilanciato l’idea di Fi di uno scostamento periodico, da 20 miliardi al mese.

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Appuntamento a metà aprile, insieme al Def

Nessuna delle due richieste sarà soddisfatta alla lettera. Perché la tempistica del nuovo deficit è ormai decisa, e come ha ribadito Draghi guarda a metà aprile, in contemporanea con il nuovo Def. Anche sui meccanismi, l’idea del deficit a ripetizione ha poche probabilità di vedere la luce. Ma fra Palazzo Chigi e il Mef le cifre cominciano a girare intorno a livelli superiori ai 15 miliardi.

I numeri circolati in queste settimane offrono indicazioni chiare. Il primo si trova nella relazione tecnica che accompagnava l’architettura originaria dei «sostegni», pensata per compensare le chiusure di gennaio e febbraio.
Il meccanismo, con i soliti parametri proporzionali ai cali di fatturato, costava secondo il Mef 4,737 miliardi al mese. Con le chiusure che proseguono a marzo e minacciano aprile, un salvagente così avrebbe un costo vicino ai 20 miliardi. In ambienti governativi circolano anche altre tabelle, che guardano al prossimo futuro. E parlano la stessa lingua: la colorazione aggiornata dal decreto Covid atteso la prossima settimana avrebbe bisogno di un finanziamento intorno ai 9 miliardi per garantire aiuti analoghi nell’impianto a quelli del Dl «Sostegni».

Fabbisogno “minimo” a quota 20 miliardi

L’incrocio di questi dati porta quindi a quota 20 miliardi il fabbisogno finanziario per una replica del fondo perduto. Che, peraltro, andrebbe accompagnata secondo le richieste di molti dei partiti della maggioranza da un ampliamento degli aiuti sul 2020 giudicati troppo limitati rispetto al crollo del fatturato.
Ma a premere per entrare nel nuovo finanziamento c’è anche il capitolo Transizione 4.0 da 6,7 miliardi espulso dal Dl Sostegni per mancanza di spazi finanziari. E l’esperienza ormai più volte replicata insegna che l’arrivo del treno del deficit moltiplica le esigenze di spesa. Al netto di nuove coperture, per esempio dal taglio al cashback, sarà quindi complicato fermarsi lontano da 25-30 miliardi.

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