ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùscenari

Il design del 2020: impegnato, sostenibile, locale

C’è una generazione eticamente impegnata che nel mondo dell’arredamento e della moda cambia le regole del gioco: più natura, condivisione, leggerezza

di Sara Deganello


default onloading pic
La sedia Ibiza di Vondom

4' di lettura

«Generazione eticamente impegnata», è quella a cui si rivolge Vincent Gregoire nella sua installazione “Re-Generation” sui trend che caratterizzeranno il 2020 all’interno di Maison & Objet, la fiera dedicata all’home decor dal 17 al 21 gennaio prossimi a Parigi.

Guardare avanti
Gregoire, uno dei trend setter chiamati dagli organizzatori della kermesse a interpretare le ultime tendenze del design, spiega come sia arrivato il momento di «guardare avanti, a una nuova generazione di consumatori. Per comprendere come stiano modificando, con le loro esigenze e i loro comportamenti, il sistema di comunicazione, di distribuzione, di fruizione del design. Stanno cambiando le regole del gioco».

Condivisione e non più possesso
Ecco quindi i brand che cominciano a offrire un servizio di noleggio dei pezzi: «È davvero una rivoluzione. I giovani non vogliono più possedere ma condividere», continua Gregoire, che lavora nell’agenzia Nellyrodi. La sua “Re-Generation” sarà un percorso interattivo, più che un catalogo di oggetti, che per l’edizione di Maison & Objet di gennaio ruota intorno all’impegno, mentre per quella di settembre (dal 4 all’8 settembre) sarà dedicata a ciò che è augmented, e quindi legato al digitale, al coding, al gaming.

Nike Air Force 1 x Colin Kaepernick

L’impegno etico
«Le generazioni y e z sono alla ricerca di forti convinzioni e impegno etico», puntualizza Gregoire. Al di là dell’effetto Greta Thunberg, è significativo che un brand come Nike abbia appena lanciato la riedizione di sneaker Nike Air Force 1 x Colin Kaepernick, l’ex quarterback dei San Francisco 49ers che nel 2016 comiciò a inginocchiarsi durante l’inno americano come protesta: «Non mi alzo in piedi per mostrare orgoglio nella bandiera di un Paese che opprime i neri e le persone di colore». Nike l’aveva scelto lo scorso anno come testimonial e simbolo del trentennale dello slogan “Just do it”. Lui non gioca da quella stagione cruciale di protesta e ha fatto per questo causa contro l’Nfl, risolta in un accordo privato (e un sacco di soldi).

Naturalità, biodiversità, prossimità
L’impegno politico trova poi la declinazione che in questo momento sembra andare più per la maggiore, della ricerca «di nuovi valori, di naturalità, di biodiversità, di prossimità, di negozi di quartiere, di un ritorno all’umano, più sociale e inclusivo. Il tema del riciclo, del riutilizzo, passa attraverso il vintage e la necessità di riparare le cose che prima si buttavano», racconta ancora Gregoire. «I ragazzi si portano la propria borraccia, il proprio bento box, il proprio cibo: non sprecano risorse e non vogliono packaging ma cose che si possono riutilizzare come le cannucce di vetro di Serax. Inoltre, vogliono usare gli scarti per creare nuovi materiali come Econyl, il nylon rigenerato usato da Prada».

Sacco Goes Green di Zanotta (edizione limitata)

Il caso di Econyl
Econyl, prodotto dalla trentina Aquafil, è una fibra realizzata a partire da scarti plastici. È stata usata nella linea di borse Re-Nylon della maison, che ha annunciato il suo utilizzo in tutti i capi entro la fine del 2021. È anche il materiale che riveste Sacco Goes Green, la riedizione ecofriendly numerata del celebre pouf ideato nel 1968 da Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro e prodotto da Zanotta. I primi 100 pezzi sono caratterizzati da un pattern ispirato alle reti disegnato da Pierre Charpin, da gennaio entrerà nel catalogo Zanotta nella versione in tinta unita.

Collezione Musselblomma di Ikea

Dagli scarti ai prodotti
Non mancano marchi del design che lavorano già con la plastica recuperata: Ikea lancia a partire da gennaio Musselblomma, collezione disegnata da Inma Bermúdez che trasforma i rifiuti in Pet pescati dal mare dai pescatori spagnoli in una borsa, due fodere per cuscini e una tovaglia.

Per il brand spagnolo di arredi da esterni Vondom, reti da pesca abbondonate, rifiuti provenienti dalle Baleari e bottiglie di plastica raccolte nel Mediterraneo sono la materia prima per pezzi coma la seduta Ibiza firmata da Eugeni Quitllet.

Domsai di Matteo Cibic

Ritorno alla natura
«Un altro megatrend, in atto già da qualche anno, è quello della natura», continua Gregoire: «Conoscere le piante e i fiori, gli animali. È tutto molto interessante per i giovani». Rientra nel filone Domsai, progettato da Matteo Cibic, è un terrarium da scrivania in ceramica e pyrex per cactus e piante succulente che hanno bisogno solo di poche gocce d’acqua alla settimana per sopravvivere.

Dal legno alla leggerezza
Per soddisfare il bisogno di materiali naturali, gli alberelli in legno Herringbone Trees del duo israeliano di base a Londra Raw Edges (Shay Alkalay e Yael Mer) Vitra, nata dall’interesse per la tecnica della colorazione per immersione, sono un buon punto di partenza.

Ciapapulver di Marcello Pirovano per Nero Design Gallery

E anche il progetto Ciapapulver di Marcello Pirovano, all’interno della collezione di oggetti in edizione limitata Lightness presentata dalla Nero Design Gallery di Arezzo, rappresenta un’innovazione interessante, che può fare da apripista per il 2020: aprire il mondo delle gallerie di design, dove la ricerca è più spinta, a un pubblico votato alla leggerezza, anche e soprattutto nella spesa. Sono 35 pezzi ispirati alle sculture da viaggio di Bruno Munari con carte originali marmorizzate della Legatoria Conte Borbone 1973 di Milano tagliate al laser. Costano 79 euro.

Per approfondire
L’ultima edizione di Maison & Objet
La natura musa del design

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...