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Il destino di Salvini si decide nei prossimi 15 giorni

Martedì 15 ottobre il faccia a faccia televisivo con l’altro Matteo (Renzi). Qualche giorno dopo la manifestazione romana e, ancora dopo, le elezioni in Umbria: l’ex vicepremier confida nel fatto che l’accordo tra M5S e Pd venga bocciato dalle urne. Il leghista fuori dal governo non può fare a meno di Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi

di Barbara Fiammeri

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Il segretario della Lega Matteo Salvini (foto Ansa)

2' di lettura

I sondaggi confermano che la Lega, pur avendo perso qualche punto percentuale dopo la rottura del governo gialloverde, resta largamente in testa alle preferenze degli italiani. Lo stesso dicasi per Matteo Salvini che supera abbondantemente il 30% nell’indice di fiducia confermandosi, assieme al premier Giuseppe Conte, il leader politico più apprezzato.

Eppure il destino di Salvini non è così solido. Molto, forse tutto, quanto a futuro politico, dipenderà dall’evoluzione delle prossime due settimane. Lo sa anche l’ex ministro dell’Interno, che non avendo più la ribalta garantitagli dal Viminale deve trovare strade alternative per imporsi all’attenzione.

Fa certo parte di questa strategia l’aver acconsentito al confronto-sfida propostogli dall’altro Matteo (Renzi) che si terrà martedì prossimo, 15 ottobre, nel salotto di Bruno Vespa. Un faccia a faccia inedito, che entrambi sfrutteranno per allargare il consenso nei rispettivi e distanti elettorati di riferimento.

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Per Salvini sarà anche l’occasione per tirare la volata alla manifestazione che si terrà a Roma pochi giorni dopo, sabato 19, dove conta di riempire piazza San Giovanni per una prova di forza che ha un unico vero obiettivo: vincere le elezioni regionali in Umbria la domenica successiva. L’esito di quel voto è infatti decisivo per Salvini più che per chiunque altro.

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Il leader della Lega deve poter dimostrare non solo di non aver perso la presa sull’elettorato ma soprattutto che il patto sottoscritto nei Palazzi romani da M5S e Pd è bocciato nelle urne. Per questo, contrariamente alla baldanza di quest’estate quando lasciava intendere di puntare a una Lega senza alleati pronta alla corsa in solitaria, oggi torna a parlare ripetutamente di «coalizione di centrodestra»: il Salvini fuori dal governo non può fare a meno di Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi perché andrebbe incontro a una sconfitta sicura che potrebbe rivelarsi fatale per la sua stessa sopravvivenza politica.

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