TECNOLOGIA

Il Diesel non è morto: Bosch promette motori più puliti

di Simonluca Pini

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(AFP)


3' di lettura

Il motore Diesel non è morto. Parola, anche, di Robert Bosch. Nonostante i propulsori a gasolio continuino ad essere sotto attacco da parte di governi, amministrazioni locali e una parte dell'opinione pubblica, costruttori automobilistici e componentisti continuano ad investire per rendere i motori diesel ancora più pulito. Il motivo è legato all'efficienza garantita da questo tipo di propulsione, in termini di percorrenza chilometrica ma soprattutto sul fronte delle emissioni di anidride carbonica. Discorso diverso per quanto riguarda gli ossidi di azoto, vero punto critico dei motori diesel. La soluzione però potrebbe arrivare da Bosch, azienda da 78 miliardi di euro l'anno di fatturato, con 402 mila dipendenti nel mondo e investimenti in ricerca e sviluppo 7,3 miliardi l'anno, che si traduce circa nel 10 per cento del fatturato.

Riduzione degli ossidi di azoto in condizioni di guida reali
Grazie ad una nuova tecnologia sviluppata da Bosch i motori diesel potranno diventare puliti anche sul fronte delle emissioni di ossidi di azoto. La tecnologia realizzata dall'azienda tedesca ha fatto registrare emissioni di ossidi di azoto record, inferiori ai valori limite attuali e a quelli che entreranno in vigore nel 2020, anche per quanto concerne le emissioni reali di guida (Real Driving Emissions). La cosa eccezionale è che gli ingegneri hanno migliorato le tecnologie già esistenti senza fare ricorso a componenti aggiuntivi, che farebbero lievitare i costi. “Siamo in grado di spostare i limiti per quanto è tecnicamente possibile. Grazie alle ultime innovazioni tecnologiche di Bosch, il motore diesel diventerà una soluzione a basse emissioni economicamente vantaggiosa” ha dichiarato Volkmar Denner, CEO del Board of Management di Bosch.

Dal 2017 il legislatore europeo richiede che le emissioni dei nuovi modelli di autoveicoli non superino il valore di 168 milligrammi di ossidi di azoto per chilometro in un percorso misto urbano, extraurbano e autostradale conforme alle prescrizioni RDE; a partire dal 2020 tale limite si ridurrà a un massimo di 120 milligrammi. Già oggi i veicoli equipaggiati con tecnologia diesel Bosch possono raggiungere emissioni di 13 milligrammi per chilometro su percorsi conformi alle prescrizioni RDE, un valore un decimo inferiore rispetto al limite dal 2020. E anche su percorsi urbani particolarmente impegnativi, i cui parametri superano chiaramente i requisiti di legge, i veicoli di prova di Bosch hanno fatto registrare in media solo 40 milligrammi per chilometro. Gli ingegneri Bosch sono arrivati alla svolta tecnica decisiva nei mesi passati.

Il futuro del diesel
“Siamo sempre convinti che il motore diesel giocherà un ruolo fondamentale nell'ambito dei sistemi di propulsione per la mobilità del futuro. Fino a quando i propulsori elettrici non conquisteranno il mercato di massa, sarà necessario sviluppare motori a combustione altamente efficienti” ha dichiarato Denner, che propone un obiettivo ambizioso per gli ingegneri di Bosch: i nuovi motori diesel e a benzina non dovranno più emettere quantità significative di particolato e ossidi di azoto nell'atmosfera. Anche a Neckartor, l'incrocio di Stoccarda considerato il più inquinato di tutta la Germania, in futuro non dovrà essere rilevato più di un microgrammo per metro cubo di ossidi di azoto, cioè un quarantesimo (ovvero il 2,5 percento) del valore limite di emissioni attuali di 40 microgrammi per metro cubo.

Come funziona e quando arriverà
Come funziona la nuova tecnologia realizzata da Bosch? Finora due fattori sono stati considerati critici per la riduzione delle emissioni di ossidi di azoto dei motori diesel. Uno di essi è lo stile di guida del guidatore. Il sistema dell'aria reattivo di Bosch rappresenta uno strumento tecnico valido: quanto più dinamico è lo stile di guida, tanto più dinamico deve essere anche il ricircolo dei gas di scarico. Ciò è possibile, tra le altre cose, grazie a turbocompressori ottimizzati per RDE che hanno una reazione estremamente rapida. Inoltre, grazie alla combinazione del ricircolo dei gas di scarico ad alta e a bassa pressione, il sistema dell'aria garantisce grande flessibilità, consentendo al guidatore di partire rapidamente senza far registrare una forte crescita delle emissioni. Altrettanto importante è il fattore temperatura: per una conversione ottimale degli ossidi di azoto è necessario che i gas di scarico superino i 200 °C, una temperatura che spesso negli spostamenti in città non viene raggiunta.

In questo caso Bosch punta su un sistema di gestione della temperatura del motore diesel che gestisce attivamente la temperatura dei gas di scarico: l'impianto dei gas di scarico rimane già abbastanza caldo da poter lavorare in un intervallo di temperatura stabile, mantenendo basse le emissioni. La buona notizia è che Il nuovo sistema di propulsione diesel di Bosch si basa su componenti disponibili sul mercato e può essere incorporata all'interno dei progetti di produzione.

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