L’intervento

Il digitale a supporto dell’agrifood: sostenibilità, tracciabilità e sicurezza

I punti chiave al centro dell’azione che stanno portando avanti Anitec-Assinform e Confindustria Digitale

di Riccardo Castellana* e Simone Marchetti**

(Adobe Stock)

4' di lettura

La trasformazione digitale è un processo che investe tutte le filiere produttive del Paese e che richiede una nuova modalità di collaborazione tra queste e produttori e fornitori di tecnologie. Si tratta di ripensare il dialogo puntando sulla co-progettazione e sulla condivisione di obiettivi, strumenti e prospettive di sviluppo, puntando insieme sull'innovazione come motore per la crescita e la competitività del sistema produttivo nazionale.

Questo è il senso dell'azione che Anitec-Assinform e Confindustria Digitale hanno portato avanti in questi anni, consapevoli del fatto che il digitale abilita una fase più dinamica e contendibile, con un mercato che cresce del 5,7% nel 2021 rispetto al 2020 e che verosimilmente rafforzerà e consoliderà questo trend grazie all'impegno delle risorse del Pnrr.Tra le filiere più importanti e più impattate dalla trasformazione digitale, vi è senza dubbio quella agricola, vero fiore all'occhiello del nostro Made in Italy. Malgrado le dinamiche dell'ultimo biennio legate all'emergenza sanitaria, l'agricoltura è uno degli asset strategici dell'economia italiana, caratterizzata da una straordinaria diversità biologica e da un forte radicamento sui territori di tutta la filiera, dalla trasformazione, alla logistica, al consumo finale. Basti pensare che gli investimenti in tecnologie per l'Agricoltura 4.0 a fine 2021 hanno raggiunto un fatturato del 23% con un valore complessivo di circa 1,6 miliardi di euro (540 milioni di euro nel 2019 agli 1,3 miliardi del 2020 – fonte rapporto 2022 su Agricoltura 4.0 Osservatorio Smart AgriFood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio Rise Research e Innovation for Smart Enterprises dell’Università degli Studi di Brescia).

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Per questo, insieme a Confindustria Digitale, Anitec-Assinform abbiamo voluto dedicare un approfondimento al tema della trasformazione digitale della filiera agricola, con il White Paper “Il Digitale e l'innovazione tecnologica a supporto al settore agrifood italiano”, frutto del lavoro del Gruppo di lavoro Filiere produttive 4.0 di Anitec-Assinform e del Gruppo di lavoro Agroalimentare dello Steering Committee Innovazione Digitale nelle Filiere di Confindustria Digitale e che abbiamo presentato in occasione del l'evento “Sicurezza, tracciabilità e sostenibilità: innovare il settore agrifood con il digitale”.

Nel nostro lavoro, abbiamo voluto evidenziare i benefici attesi e le aspettative di un impiego delle tecnologie digitali in termini di tracciabilità, sicurezza, competitività e sostenibilità della filiera agricola. Ne abbiamo discusso con esperti e operatori del settore, che stanno dimostrando forti consapevolezza e impegno nell'impiegare le nuove tecnologie del paradigma agricoltura 4.0. Riteniamo che sia ormai condivisa l'importanza di trasformare i dati prodotti nei vari passaggi produttivi in informazioni: informazioni che – se ben elaborate e trattate – sono in grado di incidere in modo importante su modelli economici e processi che coinvolgono spesso diversi attori lungo la filiera. Capire come il comparto agroalimentare, in termini di vincoli regolatori e di sostenibilità, spinta della domanda, abitudini dei consumatori e scenari demografici, è necessario per orientare al meglio l'offerta di innovazione e calibrare correttamente gli investimenti.

Oggi l'impegno deve essere rivolto a far scattare la molla dell'accettazione da parte delle imprese della filiera agroalimentare, lavorando insieme a chi ne conosce caratteristiche, punti di forza e punti di debolezza, obiettivi e potenzialità. La collaborazione con associazioni, esperti e hub della ricerca e sviluppo può essere cruciale per raggiungere i tanti operatori oggi già impegnati in sfide assai più impegnative dettate dal contesto storico in cui stiamo vivendo. In questo quadro, è utile considerare alcuni elementi chiave: il vantaggio economico che le nuove tecnologie comporteranno rispetto allo status quo, la compatibilità con le pratiche acquisite, la facilità con cui si possono percepire i vantaggi, infine le competenze acquisite e da acquisire.

Non da ultimo, il fattore tempo. È necessario sottolineare l'urgenza e l'importanza di essere reattivi e tempestivi per salvaguardare la forza del brand “made in Italy” che è fatto di esperienza, competenza, unicità e creatività. Abbracciare la cultura dell'innovazione in un comparto come quello agricolo vuol dire accompagnare tradizione e modernità, potenziare i punti di forza e renderli più sostenibili e qualificanti. La crisi pandemica e, più recentemente, il conflitto in Ucraina dimostrano come in un mondo globalizzato siano molteplici i fattori che possono mettere in difficoltà i comparti produttivi: dallo shortage delle materie prime, alla crisi energetica, al distanziamento fisico come vincolo alla produzione e al consumo.

A maggior ragione si rafforza la necessità di un approccio olistico ai processi della filiera che possa far leva su un impiego diffuso delle tecnologie digitali, consolidando la resilienza del settore. Ad esempio, un indicatore significativo come il margine di distribuzione può essere un valido “strumento” per comprendere il valore dell'impiego delle tecnologie digitali per aziende di ogni dimensione: l'analisi delle singole voci che compongono il costo del percorso distributivo offre notevoli informazioni sui consumi alimentari, mentre l'incidenza dei costi di trasporto offre informazioni sull'efficienza del sistema logistico e così via, fino a definirne il grado di redditività.
Tornando ai dati, è importante il monitoraggio della qualità del dato, affinché non ci siano informazioni fuorvianti, i dati debbono quindi essere verificabili, sempre disponibili praticamente in real time. Tutto ciò è realizzabile solo con il sostegno di robuste ed affidabili infrastrutture come la disponibilità di adeguata banda ultralarga, sistemi di backup e recovery e condizioni di sicurezza informatica. La priorità riguardo la realizzazione e l'utilizzo corretto delle infrastrutture è paritetica alla priorità dell'innovazione: si deve parlare in definitiva della costruzione di una rete del valore.

Un'ultima considerazione riguarda il concetto di contaminazione tecnologica, osservando come le tecnologie digitali abilitanti soluzioni innovative sono oramai trasversali alle filiere produttive, cosa questa impensabile fino a qualche tempo fa, in conclusione replicabili, pur con le dovute differenze, a diverse filiere produttive L'evento ha offerto stimoli e spunti di riflessione importanti sul digitale come fattore abilitante per l'evoluzione del settore agroalimentare e le parole chiave che sono emerse dal dibattito della giornata sono tracciabilità, filiera, valore dei dati, formazione, competenze, integrazione ed execution. Su questi temi e su tutti i principali driver di sviluppo del mondo digitale sarà fondamentale instaurare una collaborazione con i tanti attori della filiera agroalimentare per un'innovazione che metta al centro qualità, tradizione e specializzazione del nostro territorio.

*Coordinatore GdL Agroalimentare di Confindustria Digitale
** Coordinatore Tavolo Filiere Produttive 4.0 di Anitec-Assinform

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