Arte

Il dilemma de “I mangiatori di patate”

La mostra della stagione 2021-22 (chiuderà il 13 febbraio) è al Van Gogh Museum di Amsterdam

di Paola Testoni

3' di lettura

“I mangiatori di patate: errore o capolavoro?” la mostra della stagione 2021-22 (chiuderà il 13 febbraio) del Van Gogh Museum di Amsterdam pone già nel titolo un curioso e provocatorio dilemma. Ma qual è il senso di questa domanda visto che stiamo parlando di una delle opere unanimamente acclamate da critica e pubblico e sicuramente quella che il pittore considerò per tutta la vita il suo capolavoro?

Genesi del quadro

Dare una risposta è proprio lo scopo di questa mostra che si prefigge di ripercorrere la genesi del quadro e seguirne la storia della sofferta realizzazione. Un'opera sulla quale l'artista puntò moltissimo nella speranza che potesse portarlo al successo artistico parigino e per la quale lavorò meticolosamente preparando moltissimi schizzi (presenti nella mostra) ed esercitandosi nel dipingere dettagli e soprattutto volti come testimonia la sua lettera del 1884 al fratello Theo: “Devo dipingere cinquanta teste solo per farmi un’esperienza, perché proprio ora sto entrando in carreggiata”.

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Nuenen 1883

Dopo anni particolarmente complicati, segnati da relazioni infelici e depressione, e soprattutto dopo il periodo vissuto nella zona mineraria deI Borinage in Belgio con l'intento di evangelizzare i più poveri e condividerne il destino (forse nella scia del padre pastore protestante, e che lo segnerà anche nella sua maturazione artistica), Vincent ritorna a Nuenen, nella regione brabantina dei paesi Bassi, dove la famiglia si era nel frattempo trasferita. Van Gogh è ormai convinto che la sua strada sia quella artistica e decide di iniziare scrupolosamente la preparazione de “I mangiatori di patate”, un metodo di lavoro fino a quel momento per lui inusuale. Dopo molti schizzi Vincent passa a composizioni più ampie per arrivare allo studio dell'effetto della luce e dei colori complementari, infine visita direttamente le casupole del villaggio brabantino per poter ritrarre i suoi abitanti. E' lui stesso che scrive: “...ritengo sia errato dare a un quadro di contadini una sorta di superficie liscia e convenzionale”, e il critico tedesco Rainer Metzger aggiunge che i loro occhi nei quadri di Van Gogh tradiscono: “tutta l’integrità di un’esistenza legata alla natura che offre un autentico contrappunto all’inevitabile autocompiacimento di un ritratto su commissione”.

Se i pittori suoi contemporanei, come per esempio Jozef Israëls, conferivano ai propri contadini una forte valenza affettiva e sentimentale, van Gogh, porta all'estremo i valori del Realismo e approda ad un’interpretazione realistica e cruda, tradotta sulla tela in un'espressività esasperata dei lineamenti dei commensali ma capace di dar loro una sincera dignità artistica. Anche la tavolozza scura e terrosa, quasi monocromatica, conferma gli intenti pittorici di van Gogh che non concede nessuno spazio ad interpretazioni romantiche e idealizzate. Un'estetica che non viene capita da pubblico e critica e, al posto degli elogi sperati, su Vincent cadono aspre critiche, come testimonia la lettera del 24 maggio del 1885 dell'amico e mentore Anthon Van Rappard che gli rimprovera, esasperato, la poca cura nella pittura del quadro. Ma alle critiche per i dettagli imprecisi, Vincent contrappone l'importanza imperativa del messaggio che quest'opera voleva comunicare, e non è certo un caso che qualche anno dopo, ricoverato nell'ospedale psichiatrico di Saint-Remy-de-Provence, l'artista valutasse ancora di dipingere una nuova versione de “I mangiatori di patate” e che, nella primavera del 1890, ripensando al Brabante, ricominciasse a fare schizzi di pasti di contadini.

La mostra

Tramite 24 quadri, 19 disegni, il libro degli schizzi dell'artista, stampe, lettere e libri, la mostra vuole non solo raccontare la genesi del quadro ma anche descrivere un pezzo della vita dell'artista. Lo fa partendo dalle prime opere dipinte proprio a Nuenen, in Brabante, per poi arrivare alla famosa capanna della famiglia de Groot (ispiratori del quadro) ricostruita in 3D e visitabile internamente. Qui troviamo anche una presentazione della route dei luoghi vangoghiani brabantini che si dipana tra 39 monumenti, tre luoghi di heritage culturale, il Vincentre di Nuenen (che dal 2023 si arricchirà dell'esperienza interattiva Vincent LichtLab) e la collezione del Noordbrabantsmuseum a Bosco Ducale.

“I mangiatori di patate: errore o capolavoro?” fino al 13 febbraio 2022 preso il Van Gogh Museum di Amsterdam.

www.vangoghmuseum.nl

www.hetnoordbrabantsmuseum.nl

www.vangoghbrabant.com


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