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Il dilemma della previdenza

7' di lettura

Risparmiare per la pensione è l'obiettivo principale per il 57% degli investitori italiani (Sondaggio sugli investitori, a cura di CoreData Research per Invesco). Al termine del periodo lavorativo gli investitori desiderano infatti che il loro portafoglio fornisca un reddito sufficiente per avere un buono stile di vita, senza stress.
In linea di principio è semplice, ma in pratica spesso non lo è. Lo sviluppo di una strategia per la pensione che fornisca un reddito sostenibile e consenta al pensionato di vivere agiatamente, un processo noto come decumulazione, è stato descritto dall'economista vincitore del premio Nobel, William Sharpe, come il “problema più difficile e ostico del mondo della finanza”. Ma perché affrontare questa fase della vita è così difficile per gli investitori? E in che modo ottenere un reddito sostenibile per la pensione sta diventando ancora più difficile?

In sintesi:
•Le fonti di rendimento tradizionali potrebbero non fornire più i rendimenti sostenibili nel tempo di cui gli investitori hanno bisogno;
• Esistono rischi specifici associati alla decumulazione che possono erodere il risparmio previdenziale;
• Alcuni di questi rischi sono accentuati dall'investimento in asset class a rendimento più elevato, mentre altri possono essere ridotti perseguendo strategie prudenti. Ciò crea una difficile valutazione tra scelte alternative.

Accumulazione e decumulazione
Per coloro che cercano di accrescere il valore dei propri asset, in quella che viene descritta come la “fase di accumulazione”, è spesso possibile superare gli shock temporanei e concentrarsi invece sulla visione a lungo termine, assumendo al contempo un livello di rischio di investimento ragionevole. In questa fase, gli investitori possono facilmente rivedere i propri obiettivi e magari anche ritardare degli eventi, come il pensionamento, nel caso in cui ritengano di avere fondi insufficienti.

Nella “fase di decumulazione” i pensionati non hanno questo lusso: non hanno più uno stipendio fisso e devono decidere come utilizzare gli asset che hanno accumulato nel corso della carriera.

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In genere però, l'introito mensile derivante dalla pensione non è sufficiente a garantire il tenore di vita che il lavoratore aveva durante la fase di accumulazione. Ecco perché, diventa fondamentale per i pensionati reinvestire anche in fase di decumulazione, considerando un certo livello di rischio nei propri investimenti al fine di generare rendimenti in grado di offrire la qualità di vita desiderata, cercando al contempo di evitare perdite che potrebbero rivelarsi disastrose.

Tuttavia, questo sforzo di riequilibrio è particolarmente complicato a causa di numerose variabili. Una delle principali è la possibilità di necessitare di ammontari di reddito diversi nelle diverse fasi del pensionamento. Ad esempio, nei primi anni in genere si ha bisogno di più soldi per viaggi o svago, più avanti nel tempo è spesso necessaria una maggiore spesa per costi legati alla salute. Pertanto, gli investitori dovranno quasi certamente considerare di adattare all'occorrenza i tassi di prelievo da un portafoglio di investimenti o di assumersi maggiori rischi nelle diverse fasi per generare reddito sufficiente a coprire i costi.

Esaminiamo i rischi specifici che possono erodere il valore di un portafoglio di investimenti e costringere gli investitori a riesaminare la strategia di investimento.

Rischio di longevità
Una delle sfide più ardue della decumulazione per gli investitori italiani è il rischio di vivere più a lungo del fondo pensione accumulato. In base a dati recenti, l'aspettativa di vita di un neonato in Europa è di 81 anni. Questa cifra era di 5,5 anni più alta per le donne (83,7 anni) rispetto agli uomini (78,2 anni).

Le regioni con aspettative di vita più alte sono in Italia e Spagna, entrambe con un'aspettativa di vita superiore alla media europea.

Gli investitori dovrebbero pertanto considerare la possibilità di vivere oltre una certa età. L'aspettativa di vita è solo una media, il che significa che esiste il 50% di possibilità di superare tale numero. I parecchi italiani che vanno in pensione a 67 anni devono considerare come finanziare una pensione che probabilmente ne durerà almeno 15.

Gli investitori dovranno quindi riflettere sulla propria propensione al rischio e sui tassi di prelievo per assicurarsi che la longevità non li porti a dover drasticamente adattare le proprie abitudini di spesa durante la pensione o, peggio ancora, a rimanere senza soldi. Se un fondo pensione è insufficiente, gli investitori potrebbero dover rinunciare al proprio livello di propensione al rischio preferito e aumentare l'esposizione ad asset che generano un livello di rendimento più elevato, come le azioni, per cercare di aumentare gli asset piuttosto che fare affidamento sui rendimenti inferiori delle soluzioni più sicure.

Sequencing Risk
I mercati instabili possono risultare rischiosi durante la fase di decumulazione, poiché la tempistica dei prelievi da un fondo pensione – indipendentemente dal fatto che si verifichino durante le fasi di debolezza o di crescita del mercato – può avere un impatto significativo sul valore complessivo. Ricavare un rendimento durante una fase di flessione del mercato è più costoso che prelevare durante un mercato in crescita, poiché in questo modo si vanno a ridurre ulteriormente gli asset che stanno già perdendo valore. In particolare, scarsi rendimenti all'inizio del pensionamento possono rendere ancora più difficile il recupero dalle perdite, poiché si verificano quando il portafoglio è al suo apice.

Più diminuisce il fondo pensione, maggiore è il rendimento sugli investimenti necessario per recuperare i soldi perduti. Ad esempio, se un investitore con un fondo pensione di € 100.000 perde il 10% durante il primo anno di pensionamento, avrà bisogno che i restanti € 90.000 rendano oltre l'11% nell'anno successivo per ripristinare il valore complessivo di € 100.000. Un rendimento del 10% durante il secondo anno offrirebbe solo € 99.000, con una conseguente perdita di € 1.000 causata dal volatility drag.

I requisiti di rendimento aumentano il sequencing risk causato da una fase di contrazione del mercato.

Gli investitori che mirano a un rendimento costante durante la pensione dovranno essere consapevoli dei pericoli di contrazione del mercato, più probabili in asset a rischio più elevato, come le azioni. Tuttavia, se non si è disposti a rinunciare a uno standard di vita che superi il rendimento che può essere ottenuto da asset a basso rischio, si potrebbe dover aumentare l'allocazione in asset a rendimento più elevato.

Rischio di inflazione
L'inflazione rappresenta un doppio problema per gli investitori orientati al rendimento, poiché riduce il valore del capitale e il potere d'acquisto del reddito corrente.

Quando associata al sequencing risk, l'inflazione può causare problemi significativi. Questo perché gli investitori potrebbero dover aumentare il loro tasso di prelievo per compensare la pressione inflazionistica sul costo della vita mentre i mercati stanno affrontando una fase di flessione e riducendo il valore di un fondo pensione.

Da ottobre 2018, l'inflazione dell'Eurozona ha toccato il massimo a luglio e, sebbene si ritenga che questo aumento sia di breve durata, rappresenta una sfida per gli investitori che devono far fronte a tassi di interesse negativi.

Poiché inflazione e tassi di interesse sono soggetti a fluttuazioni e le esigenze legate al pensionamento cambiano, una revisione periodica della strategia di investimento diventa sempre più importante. Gli investitori potrebbero dover riconsiderare la loro propensione al rischio per evitare che certi asset, come il cash o le obbligazioni societarie a rendimento negativo, non riescano a compensare l'inflazione e offrano rendimenti insufficienti.

La sfida odierna
Infine, i rischi di longevità e di inflazione spingono gli investitori a investire in asset più rischiosi con lo scopo di ottenere un rendimento più elevato dai propri portafogli, mentre il sequencing risk fa l'opposto: spinge gli investitori ad aumentare l'esposizione ad asset a basso rischio al fine di ridurre la probabilità di perdite. Affrontare la natura conflittuale di tali rischi è fondamentale ed estremamente impegnativo per gli investitori.

Sebbene non esista una soluzione univoca che garantisca il raggiungimento di tutti gli obiettivi durante la fase di decumulazione, la chiave per gli investitori è considerare una strategia di rendimento che attribuisca la stessa enfasi ai tre elementi che contribuiscono a superare i rischi del fondo pensione:

• generazione di rendimento
• gestione del rischio
• conservazione del capitale

Nell'attuale contesto, generare un rendimento sostenibile è un'impresa particolarmente ardua. La volatilità di mercato causata dalla pandemia di coronavirus ha portato molte aziende a tagliare i dividendi. Nel frattempo, gli investimenti a rischio più basso, come liquidità e titoli di Stato, hanno fornito rendimenti deboli, mentre i tassi di interesse negativi riducono i rendimenti per gli investitori.

I rendimenti bassi sono un problema anche per i risparmiatori più giovani che potrebbero tenere un occhio sulla pensione e l'altro sul finanziamento di un'uscita fissa come un mutuo (i tassi ipotecari medi sono superiori all'1,6%).

Per essere affrontate, queste sfide necessitano di un nuovo orientamento, poiché fare affidamento su liquidità o obbligazioni non permetterà di generare il rendimento necessario ai pensionati. In realtà, ciò significa che la maggior parte degli investitori ha bisogno di un approccio diversificato con azioni per la crescita del capitale, e liquidità o obbligazioni per coprire le necessità e tentare di limitare la volatilità all'interno del portafoglio.

Avviso di rischio
Il valore degli investimenti e qualsiasi reddito da essi derivante possono oscillare. Ciò è dovuto in parte a fluttuazioni dei tassi di cambio. Gli investitori potrebbero non ottenere l'intero importo inizialmente investito.

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