La riflessione

Il direttore generale di Patagonia invita a limitare il consumismo natalizio

Matthijs Visch ha la responsabilità dell’area Emea per il marchio americano fondato nel 1973 in California, che da sempre sostiene cause ambientali e sociali e negli anni ha donato 145 milioni di dollari a ong e charity

di Redazione Moda

4' di lettura

Per chi ha bambini piccoli o ha avuto genitori o nonni amanti dei libri illustrati, lo spunto scelto da Matthijs Visch, direttore generale dell’area Emea di Patagonia , per la sua riflessione sul consumismo natalizio suonerà familiare. «Cosa possiamo imparare dal bruco affamato per questo festività», si è chiesto Visch, e il riferimento è a uno dei best e long seller di Eric Carle, che in italiano è stato tradotto con il titolo Il piccolo bruco Maisazio (in inglese è The Very Hungry Caterpillar)

Un’immagine della versione pop-up del libro di Eric Carle

Responsabilità condivise

«Con l’avvicinarsi delle feste di fine anno, arriva un periodo di eccessi per tutti. Ci lasciamo travolgere dai cibi pregiati e acquistiamo cose di cui non abbiamo bisogno, il tutto dicendoci che il prossimo anno sarà migliore – racconta Visch (nella foto qui sotto) –. I marchi e le aziende sono in un certo senso complici di questa abbuffata di consumi collettivi e la alimentano. I marchi di lusso di tutta Europa usano termini di marketing pensati appositamente per provocare il desiderio di acquisto, tra cui ad esempio i must have, e ci bombardano di pubblicità per le offerte del Black Friday e delle festività». Il direttore generale di Emea fa anche notare come quest’anno il meccanismo sembri ancora più “stonato”, visto che in novembre la Cop26 sul clima è stata descritta come deludente dagli esperti del clima.

Loading...

Il paragone con il bruco che non riesce a saziarsi

«Questa stagione di eccessi può farci riflettere, ma in realtà è sintomo di un problema molto più grande, che permea il mondo dell’economia, della finanza, delle imprese, giorno dopo giorno.Mentre osservo la voracità impetuosa e a breve termine del settore a scopo di lucro, mi viene costantemente in mente una storia semplice scritta da una persona molto intelligente – aggiunge Visch –. La storia è quella che i miei genitori mi leggevano da bambino: The Very Hungry Caterpillar di Eric Carle». Il top manager di Patagonia ricorda che la traduzione olandese (Visch è nato nei Paesi Bassi e attualmente vive vicino ad Amsterdam) diceva più o meno: Caterpillar non è mai sazio. «È una bella metafora che sintetizza lo sviluppo e il progresso dell’uomo. Ma non è difficile riconoscere le analogie con la società odierna, dove il capitalismo, incentrato su un’ingordigia sconfinata per la ricchezza materiale, è la regola. Vivo in questo mondo da un po’. Ho materialmente beneficiato del sistema – ammette Visch – e ne ho anche sperimentato i lati discutibili, ad esempio, l’alimentazione di “bisogni” artificiali, il pensiero a breve termine, il greenwashing, l’esistenza del Black Friday stesso e la festa del Natale che diventano motivo per cui le persone spendono soldi che non hanno per cose che probabilmente butteranno via prima del nuovo anno».

L’esperimento di Patagonia

Il direttore generale di Patagonia è pessimista: «Siamo al punto in cui il nostro implacabile consumismo ci sta portando sull’orlo dell’estinzione.Se questo pare drammatico è perché lo è. È molto probabile che questo scenario diventi realtà se non troviamo un modo migliore per vivere in armonia con il nostro pianeta e prenderci cura di ogni persona che ci vive». Da qui la scelta di entrare in Patagonia. «Il fondatore di Patagonia, Yvon Chouinard, descrive l’azienda come “un esperimento per fare business in modo diverso” e io ho deciso di partecipare a questo esperimento, con entusiamo».

Abbracciare una visione di impresa «diversa»

«Ho iniziato a lavorare in Patagonia nel maggio 2021, quindi ho ancora il vantaggio di vedere il nostro lavoro qui con occhi freschi e in gran parte obiettivi. Attraverso questa fase di scoperta, ho capito perfettamente che non dobbiamo accontentarci delle scuse del business as usual – aggiunge Visch –. Ma c’è un altro modo; un approccio più responsabile e sostenibile per fare business. Patagonia è in business per salvare il nostro pianeta».

Quasi 50 anni di percorso coerente

Da quando Patagonia esiste, nel 1973, si è impegnata sostenere vari gruppi ambientalisti, offrendo contributi in denaro per oltre 145 milioni di dollari a una rete di oltre 1.000 partner in tutto il mondo. «I nostri criteri per il miglior prodotto si basano su funzionalità, riparabilità e, soprattutto, durabilità. Limitiamo gli impatti ecologici creando capi che durano per generazioni o che possono essere riciclati, affinché i materiali continuino a essere utilizzati – ricorda Visch –. Attraverso i nostri partner ambientalisti, lanciamo campagne ambientali pluriennali, come proteggere gli ultimi fiumi selvaggi d’Europa dalla minaccia dell’energia idroelettrica (Vjosa Forever) e sostenere il movimento comunitario delle energie rinnovabili in tutta Europa (We the Power).La creazione di valore non è intrinsecamente sbagliata, ma dovremo adottare una visione olistica e creare valore per ogni cosa nel nostro sistema. Questo significa creare valore per i nostri clienti, per i nostri fornitori, per le comunità in cui viviamo e per il nostro pianeta. Non è un sogno, né un’impresa quasi impossibile realizzabile solo per poche aziende di nicchia».

Il link per guardare Vanishing Lines , il nuovo documentario (dura 20 minuti) di Patagonia dedicato all'attivismo legato al mondo della montagna e della neve. I paesaggi delle Alpi sono sempre più minacciati in nome dell’espansione delle stazioni sciistiche e delle loro infrastrutture. Vanishing Lines racconta la storia di questi luoghi selvaggi e del movimento nato per proteggerli.

Trasformare il bruco in farfalla

La storia di Eric Carle termina con il bruco che si trasforma in una bellissima farfalla. «Ma questo è possibile solo perché è riuscito a calmare la sua fame insaziabile, ha smesso di mangiare e si è preso un lungo riposo contemplativo – conclude il direttore generale di Patagonia Emea –. Quindi, come cittadini e come coloro che lavorano in organizzazioni più grandi, potremmo tutti trarre beneficio dall’imparare dalla natura, e da quel bruco, durante le festività natalizie: smettiamo di consumare incessantemente, senza pensiero o considerazione e cerchiamo di essere più premurosi e scrupolosi».


Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti