Diritto

Il diritto all’oblio in 5 casi


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2' di lettura

1. UN ANNO NON BASTA
È insussistente il diritto all’oblio, inteso quale proiezione dinamica del diritto della persona, quando i fatti non trovino più diffusione nel pubblico e siano risalenti a un anno prima, periodo insufficiente ad affievolire l’interesse collettivo alla conoscenza della notizia.
Tribunale di Lucca, sentenza del 19 gennaio 2019 n. 96

2. IL TESTIMONE
Il diritto alla riservatezza riguarda anche il testimone che non può riferire su fatti giudiziari risalenti al 1980 se questi sono non pertinenti, inutili e non richiesti. Il teste va quindi condannato a risarcire il danno aver violato il diritto alla reputazione e all’oblio.
Tribunale di Firenze, sentenza dell'11 febbraio 2019 n. 452

3. VICENDE NON CONCLUSE
Notizie risalenti al 2013 possono considerarsi attuali se la vicenda giudiziaria non si è ancora conclusa, le notizie sono di interesse pubblico e riguardano un’importante indagine giudiziaria che ha coinvolto numerose persone, seppure in ambito locale.
Tribunale di Roma, sentenza del 12 luglio 2018 n. 12048

4. NIENTE CANCELLAZIONE
Il diritto all'oblio dell'utente non può giungere a fare cancellare una notizia che lo riguardi dall’archivio della testata giornalistica, che svolge una finalità di memoria informatica, comunque fruibile per informazioni e per approfondimenti di momenti storici e sociali del paese.
Tribunale Roma, sentenza del 24 gennaio 2017, n.1303

5. DOMANDA PRECISA E COMPLETA
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Tribunale di Milano, sentenza dell'8 gennaio 2018 n. 419

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