IL DISCORSO SULL’EUROPA

Il discorso di Macron alla Sorbona: un bilancio comune per l’euro

di Riccardo Sorrentino


default onloading pic
(AFP)

3' di lettura

Molte proposte. Tra queste, anche la creazione di un bilancio per Eurolandia, con un ministro unico delle Finanze, un forte controllo parlamentare. Nel discorso del presidente francese Emmanuel Macron pronunciato alla Sorbona c’è però, soprattutto, il tentativo di rispondere alla sfida dei populismi, ricostruendo consenso attorno a un progetto europeo meno elitario: «I padri fondatori hanno costruito l’euro al riparo dal popolo», ha detto, avvertendo subito: «Noi non possiamo far avanzare l’europa malgrado il popolo. Abbiamo forzato la mano, e siamo entrati in una glaciazione».

La stessa creazione di un bilancio per Eurolandia ha, nella visione di Macron, sia un obiettivo di potere europeo, la creazione o il rafforzamento di una «potenza economica mondiale» - e finora l’euro è stato immaginato, anche dalla Bce, come una moneta solo regionale - ma anche uno strumento per creare occupazione, soprattutto verso i giovani. Una misura da integrare con un salario minimo differenziato da paese a paese ma convergente nel lungo periodo.

Nemerose le proposte di Macron. Spaziano dalla difesa comune, con l’apertura delle forze armate a volontari stranieri e la creazione di una forza d’intervento, un bilancio e una dottrina comuni; dalla sicurezza, con la creazione di una forza europea di protezione civile e la lotta comune contro la criminalità organizzata e il terrorismo; dall’immigrazione, con la creazione di un’agenzia unica per le richieste d’asilo, sul modello tedesco, l’istituzione di una polizia delle frontiere e l’applicazione di politiche per una vera integrazione; degli aiuti allo sviluppo, da finanziare con una tassa sulle transazioni finanziarie; dall’energia e l’ecologia, con la fissazione di un prezzo minimo per il carbone e l’introduzione di dazi verso l’esterno; dall’informatica, con l’introduzione della web tax;, all’alimentazione; e all’istruzione, con la creazione di un’Università europea. Sono tutte concepite dal presidente francese come momenti per costruire una sovranità europea, contemperata dai valori di unità e democrazia. Il tentativo di sottrarre ai populisti una parola d’ordine importante (e molto “francese” nelle sue origini).

Macron quindi punta in alto. Il suo discorso è politico non semplicemente amministrativo. Al di là della retorica “popolare” - ma Macron riconosce che è un errore «chiedere, alla fine, un sì o un no u un testo illegibile», con un riferimento alla costituzione europea bocciata dal referendum francese nel 2005 - la sua proposta è di creare per le prossime elezioni europee nel 2019 liste sovranazionali, a cui destinare subito i seggi lasciati “vuoti” dai britannici e, nel 2024, la metà del Parlamento. Di ridurre quindi lo spazio dei nazionalismi nelle istituzioni europee, riducendo per esempio la commissione da 30 a 15 membri. La Francia, ha promesso Macron, è pronta a rinunciare a un proprio componente nell’organismo.

Come far correre questo progetto, e non lasciarlo lettera morta? Macron ha una proposta ambiziosa: un vero mercato unico, con regole uguali, tra Francia e Germania, che lui propone quindi come motore di questa nuova Europa: «La spinta franco-tedesca è decisiva e concreta». Benvenuta è in ogni caso la partecipazione di altri paesi membri: Macron propone un Gruppo di rifondazione europea per dar slancio alla nuova Unione. Senza dimenticare la Gran Bretagna: «Non immagino che il Regno Unito non trovi posto» nella nuova Unione che «permetterà differenziazioni maggiori» e vuole essere più semplice e meno burocratica.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...