IL TESTO

Il discorso del premier Conte al Quirinale

La “nuvola” del discorso di Conte al Quirinale realizzata con wordclouds.

3' di lettura

«Buongiorno a tutti. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ringrazio, mi ha conferito incarico di formare il Governo, incarico che ho accettato con riserva. Oggi avvierò le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari e all'esito di questo confronto mi dedicherò ad elaborare un programma insieme alle forze politiche che hanno espresso sostegno a questo progetto politico e desidero fin d'ora ringraziare.

È una fase molto delicata per il Paese, dobbiamo uscire al più presto dalla crisi politica innescata dalla crisi di governo: siamo in una congiuntura economica che presenta criticità: l'economia globale soprattutto in Europa sta rallentando anche per tensioni commerciali mondiali, in particolare quelle tra Stati Uniti e Cina. Ci separano poche settimane dall'inizio della sessione di bilancio, dobbiamo metterci al lavoro per definire una manovra che contrasti l'aumento IVA, tuteli i risparmiatori, offra prospettiva di crescita e sviluppo sociale. Siamo agli albori di una nuova legislatura europea e dobbiamo recuperare il tempo perduto per consentire all'Italia di svolgere il ruolo che merita.

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Dobbiamo adoperarci per trasformare questo periodo di crisi in opportunità e occasione di rilancio. Il Paese ha necessità di procedere speditamente: è con questa consapevolezza che dialogherò con le forze politiche. Preciso che non sarà un governo contro, sarà un governo per il bene dei cittadini, per modernizzare il Paese, per rendere la nostra nazione ancora più competitiva nel contesto internazionale, ma anche più giusta, solidale, inclusiva. Realizzerò un governo nel segno della novità, è quello che mi chiedono anche le forze politiche che hanno annunciato disponibilità. È il momento di un'ampia stagione riformatrice di rilancio, di speranza, che offra al Paese risposte e anche certezze.

Mi ripropongo di creare una squadra di lavoro che si dedichi incessantemente, con tutte le proprie competenze, a offrire ai nostri figli l'opportunità di vivere in un Paese migliore, dove l'istruzione sia aperta a tutti e di qualità, all'avanguardia nella ricerca, che primeggi nella tutela dell'ambiente e nella protezione della biodiversità e dei mari, che abbia infrastrutture sicure, che si alimenti con le energie rinnovabili, che valorizzi i beni comuni e il patrimonio artistico culturale, che integri nella propria agenda politica il benessere ecosostenibile, che rimuova le disuguaglianze di ogni tipo: sociali, territoriali, di genere. Che sia un modello di riferimento internazionale nella protezione delle persone con disabilità, che non lasci che le proprie energie giovanili si disperdano fuori dai confini, ma anzi, che sia un paese attraente per i giovani che vivono all'estero. Che veda un mezzogiorno rigoglioso delle sue ricchezze umani, culturali, naturali. Un Paese in cui la pubblica amministrazione non sia permeabile alla corruzione e sia amica di cittadini e imprese. Un paese con una giustizia ancora più equa ed efficiente, dove le tasse le paghino tutti, ma proprio tutti, ma le paghino meno.

Come sapete ho vissuto già un'esperienza di governo, e vi confesso: la prospettiva di avviarne una nuova, con una maggioranza diversa, mi ha sollevato più di qualche dubbio. Ho superato queste perplessità nella consapevolezza di aver cercato sempre di operare nell'interesse di tutti i cittadini, nessuno escluso. Non ci sarò sempre riuscito, ma so di aver sempre cercato di servire e rappresentare il Paese, anche all'estero, guardando solo al bene comune, non a interessi di parte. Questi valori, che so essere stati apprezzati e condivisi dagli Italiani, sono gli elementi di coerenza con cui intendo dare vita a questa nuova stagione e guidare questo governo. Coerenza vorrò nella cultura delle regole, nella fedeltà ai valori che hanno ispirato la mia azione, sono principi non negoziabili che non conoscono distinzione politica, sono principi scritti nella Costituzione: il primato della persona, il lavoro come supremo valore sociale, l'uguaglianza nelle sue varie declinazioni, il rispetto delle istituzioni – che significa il rispetto di tutti i cittadini, il principio di laicità e di libertà religiosa. E infine più complessivamente la difesa degli interessi nazionale nel quadro di un multiculturalismo efficace fondato su collocazione euro-atlantica e integrazione europea.

Intendo dar vita a un governo concentrato sugli interessi dei cittadini, che porti in alto il nome dell'Italia accrescendo credibilità e prestigio di cui già si gode in ambito internazionale. Questo è il momento di coraggio e determinazione: il coraggio di disegnare un Paese migliore, la determinazione di perseguire questo obiettivo nonostante le difficoltà. Di mio aggiungo tanta passione, che mi sgorga naturale nel servire il Paese che amo. Molto spesso negli interventi pubblici pronunciato ho evocato la forma di un nuovo umanesimo: non ho mai pensato fosse lo slogan di un governo, ma un orizzonte ideale per il Paese. Nei prossimi giorni tornerò dal Presidente della Repubblica per sciogliergli la riserva e, in caso di esito positivo, per sottoporgli le proposte per la nomina dei ministri».

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