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Il discorso di Putin ai raggi X: ecco perché il vero nemico è l’Occidente

L’intervento alza bruscamente il tiro contro quelli che sono considerati i veri avversari in un conflitto in cui l’Ucraina è dipinta come un ostaggio

di Antonella Scott

Putin: "Occidente ha superato ogni limite nella politica antiti'russa"

4' di lettura

Pur continuando a parlare di “operazione militare speciale” in Ucraina, mercoledì mattina Vladimir Putin ha impresso alla guerra una svolta dichiarando una mobilitazione che, se pure parziale, coinvolge 300.000 riservisti e forse più, dal momento che il relativo decreto firmato dal presidente è più vago delle precisazioni con cui Putin ha cercato di non allarmare troppo la popolazione. Il suo intervento alza bruscamente il tiro contro i veri avversari in un conflitto in cui l’Ucraina è dipinta a tratti come un ostaggio. Questa, vuol dire Putin, è una guerra tra la Russia e l’Occidente che mira a spaccarla e distruggerla, usando anche la minaccia nucleare. Una provocazione a cui il Cremlino, pur di difendersi, risponderà.

I pseudovalori dell’Occidente

«Il mio intervento – ha detto Putin – riguarda i passi necessari e improrogabili a difesa della sovranità, della sicurezza e dell’integrità territoriale della Russia; il sostegno alla volontà dei nostri compatrioti di decidere il proprio futuro; la politica aggressiva di parte dell’élite occidentale che cerca con tutte le forze di conservare la propria supremazia…per poter piegare altri Paesi e popoli al proprio volere, imponendo i propri pseudovalori».

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Ucraini carne da cannone

«Lo scopo di questo Occidente è arrivare a indebolire, disgregare e distruggere il nostro Paese…Piani concepiti da tempo: hanno incoraggiato bande di terroristi internazionali nel Caucaso, avvicinato ai nostri confini infrastrutture offensive della Nato. Si servono della russofobia come arma…a cominciare dall’Ucraina trasformata in una base antirussa, trasformando lo stesso popolo ucraino in carne da cannone».

La missione di Mosca

«Nel momento in cui l’attuale regime di Kiev ha di fatto respinto la possibilità di una soluzione pacifica dei problemi in Donbass, è divenuto assolutamente chiaro che ci sarebbe stata un’aggressione contro il Donbass, a cui sarebbe seguito un attacco alla Crimea: alla Russia. Per questo la decisione di attuare l’operazione militare è diventata inevitabile. Il suo scopo principale è liberare l’intero territorio del Donbass».

Scudi umani

«La repubblica popolare di Luhansk è già praticamente ripulita dai neonazisti. I combattimenti nella repubblica di Donetsk continuano…le nostre forze agiscono in modo pianificato, accurato…e passo dopo passo liberano la terra di Donetsk, ripuliscono città e villaggi dai neonazisti, offrono aiuto agli abitanti trasformati in ostaggi, in scudi umani dal regime di Kiev».

I veri patrioti

«Come sapete, all’operazione militare speciale prendono parte militari di professione, in servizio per contratto. Con loro combattono spalla a spalla formazioni di volontari: gente di diverse nazionalità, età, professioni: veri patrioti».

Gli ordini dell’Occidente a Kiev

«Già dopo l’inizio dell’operazione speciale, ai negoziati di Istanbul i rappresentanti di Kiev avevano reagito alle nostre proposte in modo molto positivo: queste proposte riguardavano soprattutto le garanzie di sicurezza per la Russia, i nostri interessi. Ma è evidente che una soluzione pacifica non andava bene all’Occidente: dopo aver raggiunto alcuni compromessi, a Kiev è stato praticamente ordinato di annullare ogni intesa. Hanno gonfiato ancor più l’Ucraina di armi, messo in moto nuove bande di mercenari e nazionalisti stranieri, milizie addestrate secondo gli standard della Nato, di fatto sotto il comando di consulenti occidentali».

Le atrocità degli altri

«Sappiamo che la maggior parte delle persone che vivono nei territori liberati dai neonazisti – soprattutto terre della storica Novorossia (Nuova Russia, ndr) – non vogliono ritrovarsi sotto il giogo del regime neonazista. Nelle province di Zaporizhzhia, Kherson, Luhansk e Donetsk hanno visto e vedono le atrocità compiute dai neonazisti…che uccidono, torturano, gettano in prigione, regolano i conti, perseguitano la popolazione civile».

Il valore morale dei referendum

«Noi non abbiamo alcun diritto morale di abbandonare i nostri vicini alle mani dei boia, non possiamo privarli del diritto di decidere il loro destino. I parlamenti delle repubbliche popolari del Donbass e anche le amministrazioni di Kherson e Zaporizhzhia hanno deciso di indire dei referendum sul futuro di questi territori, e si sono rivolti a noi, alla Russia, con la preghiera di aiutare questo passo. Faremo il possibile per garantire lo svolgimento di questi referendum, perché la gente possa esprimere la propria volontà».

Mobilitarsi per la patria

«Oggi le nostre forze armate operano lungo una linea di contatto che ormai si estende per più di mille km, combattendo non solo le formazioni neonaziste, ma di fatto l’intera macchina militare dell’Occidente collettivo. In questa situazione ritengo necessario prendere la seguente decisione, a difesa della nostra patria: appoggiare la proposta del ministero della Difesa e dello Stato maggiore per attuare nella Federazione Russa una mobilitazione parziale. Riguarderà soltanto i cittadini che attualmente si trovano nella riserva, e in primo luogo quelli che hanno servito nelle forze armate, hanno competenze ed esperienza di combattimento».

Regioni russe sotto attacco

«L’Occidente ha passato ogni limite. Sentiamo pronunciare costantemente minacce contro il nostro Paese….alcuni politici irresponsabili occidentali non solo pianificano forniture all’Ucraina di sistemi offensivi a lungo raggio, che permettono di colpire la Crimea e altre regioni della Russia. Ma con l’aiuto di armamenti occidentali già vengono raggiunti centri abitati presso il confine nelle regioni di Belgorod, di Kursk. A Washington, a Londra e a Bruxelles spingono direttamente Kiev a colpire il nostro territorio».

Ricatto nucleare

«Hanno messo in atto un ricatto nucleare….non soltanto rischiando una catastrofe nucleare alla centrale di Zaporizhzhia, ma attraverso le dichiarazioni di alti rappresentanti di importanti Paesi Nato riguardo alla possibilità di usare contro la Russia armi di distruzione di massa: l’arma nucleare. Voglio ricordare a chi si permette tali dichiarazioni che anche il nostro Paese dispone di diversi sistemi d’arma…anche più moderni di alcuni Paesi Nato. E di fronte a una minaccia all’integrità territoriale del nostro Paese, per la difesa della Russia e del suo popolo noi naturalmente useremo ogni mezzo a nostra disposizione. Questo non è un bluff».

La rosa dei venti

«Gli abitanti della Russia possono stare sicuri che l’integrità territoriale, l’indipendenza e la nostra libertà saranno assicurati – lo dico ancora una volta – con tutti i mezzi che abbiamo. E chi cerca di ricattarci con le armi nucleari, deve sapere che la rosa dei venti può girare dalla loro parte…E’ destino del nostro popolo fermare chi minaccia la nostra patria. Lo faremo ancora una volta. Conto sul vostro sostegno».

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