8 storie di gin maker italiani

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Il distillato che vale un dottorato

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Rossella Alberti era una ricercatrice alla Scuola Medica Salernitana quando ha deciso di “inventare” in gin che fosse un omaggio a quella che è considerata la culla del gin - in forma differente da quella attuale, ma pur sempre base per il futuro sviluppo del distillato. Nasce così a Salerno il PhD Gin, scurito dalla presenza tra le botaniche di fave di cacao che ingentiliscono l'asprezza gel ginepro.

“Con un collega ricercatore abbiamo fondato un'azienda che produce biscotti e ho pensato al gin in abbinamento – spiega la dottoressa Alberti – Prima abbiamo prodotto una sorta di liquore a base di gin con cacao Domori, poi siamo passati direttamente all'infusione anche delle fave. E ora stiamo distaccando il prodotto dalla linea dolci”.

Appoggiandosi a più distillatori – con tradizioni e competenze differenti – l'azienda Picogrammo sta lavorando ad un ampliamento della linea di gin. Anche perché “mi sono appassionata a questo mondo, interessantissimo perché si sviluppano cose nuove ogni giorno”, chiosa la Alberti.

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