Sostenibilità

Il distretto calzaturiero di San Mauro lancia la prima scarpa 100% green

Si chiama Woody ed è il prototipo della prima scarpa da donna green tech, concepita con materia prima ottenuta dal riciclo di scarti e senza collanti

di Natascia Ronchetti - San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena)


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2' di lettura

Farà il proprio debutto sulle passerelle alla Fashion Graduate Italia, l'open week milanese rivolto alle scuole di moda del Paese, dal 27 al 31 ottobre. Si chiama Woody. Ed è il prototipo della prima scarpa da donna green tech, concepita nel solco dell'economia circolare con materia prima seconda - materia prima ottenuta dal riciclo di scarti - interamente riciclabile: è anche priva di collanti, completamente sostituiti dalle cuciture.

Una invenzione che arriva dal distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli, costituito da 246 aziende, per un totale di 3.800 addetti, tra le quali spiccano grandi brand del made in Italy come Pollini, Sergio Rossi, Vicini, Casadei. E che ha visto collaborare al progetto di ricerca la scuola di formazione al servizio del cluster (Cercal) e tre imprese locali: Tacchificio Zanzani, Studio Designer e Calzaturificio Giovagnoli.

La scarpa è una sneaker ispirata al ricamo macramè. È realizzata con un polimero a base biologica ricavato dagli scarti della lavorazione dell'industria cartaria e del legno e con un sistema a incastro suola-tomaia che non prevede l'uso di collanti e si avvale di sole cuciture. Ecologica e riciclabile al 100% è anche bella. Tanto da aver vinto il concorso nazionale di Assocalzaturifici-Miur “Il riciclo calza bene”. Per la giuria che l'ha premiata è «bellissimo l'effetto, approfondita la ricerca della materia prima. E anche la tecnica dell'assemblaggio rispetta i criteri di sostenibilità».

Tutto frutto di un lavoro di gruppo, che ha coinvolto quattro allievi di Cercal, iniziato con la sperimentazione dell'utilizzo del polimero da parte del Tacchificio Zanzani. «L'azienda aveva già cominciato a usarlo per stampare i fondi delle scarpe - dice la direttrice di Cercal, Serena Musolesi -. A quel punto ci siamo detti: proviamo a progettare una scarpa green, applicando la logica dell'eco progettazione per gestire il fine vita del prodotto».

È così che è nata una scarpa la cui suola può essere sganciata dalla tomaia ed essere restituita al produttore, che può riciclarla completamente per ricavarne una nuova. Tacchificio Zanzani, oltre al nuovo materiale innovativo, ha messo a disposizione anche il fondo con il sistema a incastro. L'azienda Studio Designer ha invece ideato il ricamo macramè. A sua volta il Calzaturificio Giovagnoli ha supportato il team che ha creato la scarpa nello studio delle problematiche di montaggio e nella costruzione della calzatura.

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