innovazione

Il distretto moda di Carpi punta sull’intelligenza artificiale

i chiama The Paac la piattaforma sperimentale di e-commerce con cui si possono ricevere a casa creazioni delle aziende del distretto selezionate grazie a un algoritmo: un volano per le strategiche vendite digitali

di Natascia Ronchetti

2' di lettura

CARPI - Fino a un centinaio di capi a disposizione, a rotazione, da indossare liberamente durante l’anno. Senza vincoli. Si acquistano solo quelli che calzano a pennello e che davvero convincono. È l’idea da cui, nel distretto della moda di Carpi, ha preso corpo un nuovo modello di e-commerce per le aziende che vogliono tentare la strada delle vendite online sperimentando un innovativo canale distributivo. Si chiama The Paac ed è un portale realizzato da un gruppo di giovani economisti e ingegneri informatici guidati da Alessandro Franzese, una laurea in International management all'Università Bocconi ed esperienze nel campo della moda maturate nell'azienda di famiglia.

Le utenti, previo abbonamento, vengono sottoposte a un test per verificare le loro preferenze in fatto di stile, tra colori e modelli. Un sistema basato sull’intelligenza artificiale a quel punto seleziona quattro capi che meglio potrebbero adattarsi alle loro esigenze. Capi che, una volta ricevuti, possono essere indossati per due settimane, per poi essere rispediti indietro – e ottenere così altri quattro capi da provare - oppure acquistati se la selezione effettuata dal portale si è rivelata soddisfacente.

Loading...

«Per le aziende i vantaggi sono principalmente due – spiega Franzese - : da un lato possono usufruire di un canale distributivo completamente nuovo, aprendo un mercato dove non ci sono competitor. Dall’altro possono ottenere maggiore visibilità». Sei aziende hanno già aderito al progetto (il portale sarà pienamente operativo dal prossimo anno), sviluppato in collaborazione con Carpi Fashion System, voluto dal Comune di Carpi, dalla Camera di commercio di Modena, da Confindustria Emilia, Cna e Confartigianato per la promozione, la valorizzazione e l'internazionalizzazione del cluster della moda emiliano.

Per il distretto - costituito da quasi 800 aziende tra le quali spiccano big come Liu Jo, Twinset, Blufin – l’e-commerce vale oggi l’1,9% del fatturato, che complessivamente si aggira intorno agli 1,4 miliardi, per il 37% generati dalle esportazioni. Ma le vendite online vengono considerate strategiche: rappresentano una vetrina per la visibilità e la promozione dei brand tra i consumatori finali. E a cavalcare di più l'e-commerce – che a livello nazionale, nel sistema moda, assorbe circa il 6% delle vendite – sono le imprese di maggiori dimensioni, quelle che hanno minimo una cinquantina di dipendenti. Per accedere al nuovo portale sono previsti due tipi di abbonamenti: uno dà accesso a tutto il catalogo, l'altro dà la possibilità di visionare tutte le novità che arrivano direttamente dalle fabbriche. Le utenti potranno restituire i capi anche se li hanno sporcati: verranno infatti ripuliti e ripristinati per essere nuovamente inseriti tra le proposte.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti