A tu per tu

Il domani? Promuovere azioni che apportino valore ai giovani e più donne nei board

di Lucilla Incorvati

(Credit Claire Jachymiak / Hans L)

6' di lettura

«L a nostra capacità di comprendere a fondo i fenomeni naturali e umani ci espone al rischio di eventi inaspettati. Ma l’incertezza non è solo una fonte di pericoli da cui difendersi: possiamo trarre vantaggio dalla volatilità e dal disordine, persino dagli errori ed essere antifragili».

Se per Nassim Taleb la chiave di tutto è l’antifragilità, per Elena Goitini, amministratore delegato di Bnl e responsabile di Bnp Paribas in Italia (15 entità specializzate in diversi business, più di 5 milioni di clienti tra retail, corporate e istituzionali, 17.700 dipendenti), oltre che una delle quattro donne del comitato esecutivo del Gruppo Bnp Paribas, l’antifragilità è una di quelle competenze necessarie per muoversi in contesti complessi come quelli attuali.

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«Ho viaggiato molto sia per piacere sia per lavoro - racconta - questo mi ha consentito di vivere fuori dall’Italia, in Austria, Germania, Polonia e Turchia e devo dire che da tutte queste esperienze ho tratto lezioni di vita che mi rendono la persona che sono: una persona a suo agio nel cambiamento, cresciuta sviluppando una competenza che è l'evoluzione della resilienza, appunto l’antifragilità. Questa va oltre il concetto di resilienza elastica e di robustezza. Una cosa resiliente resiste agli shock ma rimane se stessa: l’antifragile dà luogo a una cosa migliore. Essere antifragili significa amare la casualità e l’incertezza, il che vuole dire anche amare quegli gli errori che mi consentono di imparare».

Curiosa e appassionata del vivere intenso, tra le cose imperdibili della vita per Elena ci sono la lettura, la scrittura (tra i suoi progetti c’è anche la conclusione di un romanzo iniziato qualche anno fa), la fotografia, il cinema e la corsa all’aperto: «Ho corso dovunque ma è guardando il mare o le onde dell’oceano che ho avuto alcune delle mie intuizioni migliori: il tempo libero è fondamentale nel quotidiano perché ci dà quell’ampiezza di vedute indispensabile a prendere decisioni importanti».

Elena nel suo pubblico si definisce “accessibile”. «Tutte le persone che incontro mi arricchiscono e in quelle che scelgo cerco curiosità intellettuale, la capacità di farsi domande ma anche la disciplina nel cercare risposte. E soprattutto la capacità di cambiare idea perché ciò è segno di flessibilità. Mai come ora nel nostro mondo e nel settore finanziario in particolare è indispensabile essere aperti al cambiamento e alla contaminazione».

L’arrivo nella finanza è stato casuale - «dopo una laurea in Bocconi e una specializzazione in amministrazione e controllo di gestione, mi vedevo nella consulenza strategica (ha lavorato per qualche anno in PwC), ma poi le cose sono andate diversamente».

Elena entra nel Gruppo UniCredit ove ricopre per 25 anni vari incarichi in Italia e all'estero, fino a raggiungere ruoli apicali. Nel 2019 l’ingresso in Bnl a capo della Divisione Private Banking e Wealth Management per poi assumere l’incarico di ad nell’aprile scorso.

Al ruolo di “grande capo” Elena si è preparata e continua a farlo (è una grande sostenitrice del long life learning): dopo la laurea arricchisce il suo background accademico con diplomi di management presso INSEAD Parigi, IMD Losanna e SDA Bocconi. È coach certificato a livello internazionale (ICF) e, ad allargare il suo angolo di visuale, c’è anche il diploma della Scuola Holden di Torino. «La passione per la lettura mi ha portato a mettermi alla prova anche nella scrittura che mi aiuta a fare chiarezza e ad identificare meglio i pensieri. Così per due anni ho frequentato la Scuola Fondamenta di Baricco, un’esperienza bellissima che mi ha dato molto e mi ha consentito anche di scoprire la Torino più particolare».

Nel suo percorso ci sono due alleati di riguardo: garbo e discernimento. «Due dimensioni che nel mio caso hanno funzionato - racconta - il primo declinato nella capacità di connettersi con gli altri, ascoltando davvero, ed il secondo declinato in quel processo che si segue per acquisire conoscenze: studiando tanto, esercitando la curiosità e l’approfondimento. Il tutto condito da un’abbondante dose di coraggio «proprio come ha ben detto Hemingway grace under pressure (ndr riuscire a mantenere la calma anche sotto pressione)».

Elena Goitini è indubbiamente un esempio per tante donne. Soprattutto tante giovani che possono ispirarsi a lei nel pensare al proprio futuro. «Si, è vero - sottolinea - è una responsabilità che sento forte e non tengo sotto traccia. Sono convinta che noi donne dobbiamo imparare a sostenerci di più reciprocamente, cosa che riesce molto bene agli uomini ma meno a noi. Io lo farò all’interno della mia azienda, per promuovere concretamente questo cambiamento indispensabile».

Elena è impegnata nell’advisory board del Women’s Forum G20 Italy nel predisporre iniziative concrete per aumentare il numero di donne executive nei board. «Se la legge sulle quote rosa ha aperto la strada – aggiunge - ora si deve procedere spediti nel mettere a terra iniziative che cambino veramente la realtà. Sono molte le donne capaci di assumere ruoli apicali in tante aziende e non solo nel settore finanziario». Un suggerimento alle giovani e ai giovani in generale: «Iniziare a lavorare da laureandi perché proietta nel mondo del lavoro, fa percepire i tratti opportunistici, permette di sviluppare modalità di interazione diversa; infine fare esperienze di lavoro internazionali perché è una grande scuola di vita».

Secondo Elena, la cultura, la famiglia di provenienza e la società hanno un peso rilevantissimo nel percorso delle donne. «L’eredità maggiore della mia famiglia sta nei valori che mi ha trasmesso: essere coraggiosa nel perseguire sogni e ambizioni; curiosa della vita e nella vita, facendo domande per trovare risposte utili al proprio percorso professionale e personale. Senza paura di cambiare idea perché il cambiamento è un’opportunità, è intelligenza, è vita. Dalla mia famiglia ho imparato che il rispetto per gli altri parte dal rispetto per se stessi. Sogno una società che non ponga la donna di fronte alla scelta: figli o carriera, vita privata o professione. Ognuno deve potersi realizzare nel pieno delle proprie volontà e capacità. Le aziende moderne, e ne sono un esempio Bnl e Bnp Paribas, hanno implementato strategie di welfare aziendale e strumenti ad hoc per sostenere la famiglia nel senso più allargato possibile, contribuendo al giusto bilanciamento tra lavoro e vita privata». Obiettivo del gruppo Bnp Paribas è di alzare la presenza di donne nei ruoli apicali dal 33% al 40% in pochi anni. «Auspico che lo Stato possa attuare interventi - ed in molti paesi come la Francia questo avviene - in grado di intercettare le esigenze della famiglia moderna. Anche questa è cultura dell'inclusione e attenzione alle persone».

Tra chi ha ispirato Elena ci sono Italo Calvino (da lui ho imparato il valore della leggerezza) e Adriano Olivetti, il primo ad avere tradotto in Italia il concetto di sostenibilità creando un equilibrio tra solidarietà sociale e profitto, «promuovendo quell’idea di felicità collettiva che vorrei nella mia azienda». E poi ci sono le persone che nella vita di Elena hanno lasciato un segno: i capi scout che hanno trasmesso l’importanza di mettersi al servizio degli altri, di avere passione per le idee; alcuni capi illuminati, quelli capaci di darle feeback, insegnando il disvalore della mediocrazia ed educando allo sviluppo di capacità critica e all'esercizio della creatività. «A loro mi ispiro con tutti i colleghi in azienda. Proprio in azienda il confronto lo ritengo determinante: do libertà per ricevere responsabilità e poi guido con il contesto e non con il controllo. E poi c'è mio marito, compagno di vita, complice di passioni e di emozioni. Insostituibile ».

«Nel mio futuro sento forte la responsabilità verso le nuove generazioni. È a loro che dobbiamo pensare nel definire le priorità dello sviluppo economico e sociale. Condivido quanto sostiene il Governatore Visco che investire in istruzione e conoscenza non è solo un fattore essenziale di crescita della produttività e dell’economia ma, allo stesso tempo, può contribuire all'innalzamento del senso civico e del capitale sociale, fattori di coesione sociale e di benessere dei cittadini».

L’essere in movimento è nel dna di Elena: «Se dovessi definire la mia vita fino ad oggi la descriverei sempre di corsa, rincorrendo cose diverse e con compagni di viaggio (e di vita) capaci di stimolarmi con il potere delle proprie domande. E un tempo libero super intenso nel quale lotto per accomodare tutte le mie passioni». Elena non ha sogni nel cassetto perché li tiene a vista sul comodino «questa cosa mi aiuta a farne la base di tante piccole azioni nel quotidiano. Oltre alla scrittura del mio romanzo, c’è la sistemazione di una piccola baita (forse in Valtellina) ma soprattutto la volontà di essere felice senza un motivo particolare. Il prossimo viaggio? Altre cinque tappe del cammino di Santiago».

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