innovazione

Il drone subacqueo che controlla le perdite dell’Acquedotto pugliese

di Vincenzo Rutigliano


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2' di lettura

Un drone subacqueo a caccia di perdite nella rete di approvvigionamento idrico che disseta la Puglia, alle prese con una vera e propria emergenza a causa della siccità con invasi ancora semi vuoti, nonostante le piogge di questi ultimi giorni. L’Acquedotto Pugliese – la società a totale controllo regionale che gestisce 5mila chilometri di reti di grande adduzione e 20mila per quelle di distribuzione – ha utilizzato un «Remoted Operated Vehicle» (Rov), ovvero un drone subacqueo, per fargli percorrere la condotta principale di approvvigionamento dell’acqua che, dalle fonti del fiume Sele arriva alla Puglia, e verificare l’esistenza di perdite.

Tutto è avvenuto per due giorni di seguito senza interrompere l’erogazione dell’acqua, in riduzione da qualche settimana, grazie a questa sorta di sommergibile a comando remoto, dotato di videocamera rotante a colori ad alta risoluzione, e sistema sonar. Dopo i controlli – affidati ad una squadra di operai e tecnici altamente specializzati, tutti all’asciutto perché non sono stati costretti, come accadeva in passato, ad introdursi all’interno della condotta – il Rov ha visualizzato il dissesto fornendo i dati necessari a pianificare gli interventi di risanamento.

Dunque la tecnologia Rov è più sicura per i lavoratori, non provoca interruzioni al flusso idrico, ha fornito dati di alta qualità sulla causa della perdita e quindi su natura e tempi operativi dei lavori di ripristino da effettuare. E nel complesso provoca, dunque, minori costi. Il Rov, di norma utilizzato per ispezioni subacquee di piattaforme petrolifere, porti e dighe, è stato dotato in questo caso, oltre che dei dispositivi per il galleggiamento, il movimento e l’ancoraggio a causa della velocità della corrente idrica (1 metro al secondo), anche di una videocamera a colori ad alta risoluzione montata su piattaforma in grado di ruotare di 180 gradi, di un sistema sonar e di un controllo automatico della direzione e della profondità. I dati raccolti sono stati trasmessi via cavo ombelicale e visualizzati in tempo reale in una cabina di regia.

Il ricorso al Rov, la cui attività è una novità per l’Italia, come spiegano da Acquedotto Pugliese, è l’ultimo di una serie di interventi, costati quasi
300 milioni, per progetti di riduzione e controllo delle perdite che, nella rete pugliese, sono pari al 34,7% per metro cubo/chilometro/giorni, contro il 50% della media dei capoluoghi di provincia italiani. I progetti hanno riguardato l’introduzione di sofisticati software gestionali, la sostituzione di 314 km di rete, di valvole automatiche di controllo della pressione e di 2/3 del parco contatori d’utenza. Nel 2016 Aqp ha chiuso il bilancio con ricavi per
550 milioni e utili per 16.

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