In bici sulle dighe

c'era una volta

Il Duce e quel blitz SS a Campo Imperatore


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Mussolini liberato dai nazisti a Campo Imperatore

1' di lettura

Il Gran Sasso e in particolare Campo Imperatore sono stati teatro di uno degli eventi storici che ha segnato il destino dell’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Il 25 luglio del 1943 a Villa Savoia Re Vittorio Emanuele III comunicò al Duce, Benito Mussolini, che il Gran Consiglio del Fascismo aveva imposto la nomina del maresciallo Pietro Badoglio come suo successore al Governo. Mussolini viene arrestato dai carabinieri e portato prima sull’isola di Ponza e poi il 2 settembre sul Gran Sasso a Campo Imperatore. Non passarono però neppure dieci giorni, è il 12 settembre, che per ordine di Adolf Hitler alcune SS e l’ex ufficiale Otto Skorzeny diedero il via a quella che in codice fu chiamata “Operazione Quercia”, Fall Eiche in tedesco, e che portò alla liberazione del Duce. Un autentico blitz portato a termine a oltre 2 mila metri di altitudine proprio sotto lo sperone del Gran Sasso.

Le cronache raccontano che una decina di alianti atterrarono tra le rocce, i tedeschi scesero ed entrarono a Campo Imperatore per prelevare Mussolini per poi portarlo - facendolo salire su un “Cicogna”, aereo leggero da ricognizione sceso sul pianoro davanti a Campo Imperatore - al cospetto di Hitler. Ci arriverà il 14 settembre e il Fuhrer gli imporrà di mettersi alla testa della Repubblica sociale italiana che avrà in Salò, sul Lago di Garda, la sua capitale. Iniziò così l’ultimo capitolo della vita di Mussolini che si concluse il 27 aprile 1945 a Dongo, sul Lago di Como, quando venne fermato dai partigiani che lo fucilarono il giorno dopo con Claretta Petacci. 

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