Popolare di Bari

Il duello tra Renzi e M5s sulle banche. Ora insieme per trovare una soluzione

Gli attacchi dei pentastellati sul caso Etruria, l’intervento Carige con cui secondo Renzi il Governo giallo-verde «copiava» quello del Pd su Mps. Ora gli avversari devono affrontare insieme la crisi dell’istituto pugliese. Per la prima volta da alleati

di Riccardo Ferrazza

Banca Popolare di Bari, Conte: non tuteleremo nessun banchiere

Gli attacchi dei pentastellati sul caso Etruria, l’intervento Carige con cui secondo Renzi il Governo giallo-verde «copiava» quello del Pd su Mps. Ora gli avversari devono affrontare insieme la crisi dell’istituto pugliese. Per la prima volta da alleati


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Negli ultimi quattro anni a ciascun governo è toccato il proprio salvataggio bancario. E, come accade per il caso della Popolare di Bari con l’esecutivo giallo-rosso è alla prese in queste ore, l’argomento diventa materiale di polemica politica. Soprattutto tra renziani e pentastellati. Con rovesciamenti di posizione a seconda della convenienza del momento.

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La stagione si inaugura durante i mille giorni a Palazzo Chigi di Matteo Renzi. Il suo esecutivo vara (novembre 2015) l’operazione per salvare quattro piccole banche dell’Italia centrale: Carichieti, CariFerrara, Banca Marche e Banca Etruria. Per la prima volta viene applicata in Italia la direttiva europea del burden sharing, con il coinvolgimento nelle perdite anche degli obbligazionisti. Dall’opposizione il Movimento 5 Stelle attacca: il governo «in 25 minuti» ha fatto un decreto «di domenica e ha azzerato i risparmi di decine di italiani».

Ma è in particolare la presenza ai vertici di Banca Etruria di Pierluigi Boschi, il padre dell’allora ministro Maria Elena Boschi, a scatenare la campagna dei pentastellati. Soprattutto quando cominciano a emergere le pressioni esercitate dall’esponente toscana del Pd per trovare una soluzione all’istituto aretino.

Quattro anni più tardi, archiviata una stagione di veleni, Renzi e i Cinque Stelle si ritrovano nello stesso Governo a dover affrontare insieme una nuova crisi bancaria. Stavolta l’epicentro è a Sud. Nella regione del premier Conte, la Puglia, l’emergenza si chiama Banca Popolare di Bari. Con il commissariamento deciso dalla Banca d’Italia l’intervento diventa necessario. Quando però il Consiglio dei ministri si riunisce nella serata di venerdì per varare il decreto, sono proprio i renziani a bloccare l’operazione. Una mossa che suona come una rivalsa contro la stagione di Etruria: se i 5 stelle accusavano Renzi del salvataggio di una banca amica, è il messaggio di Italia Viva, adesso sono loro che salvano una banca col Pd. Luigi Di Maio ha così bloccato l’intervento del Consiglio dei ministri.

Ma il Movimento 5 Stelle aveva già dovuto risolvere la sua prima crisi di un istituto di credito da Palazzo Chigi. All’inizio del 2019, subito dopo le festività, il primo esecutivo guidato da Conte ma sostenuto da M5S e Lega varò in gran fretta un decreto per salvare Banca Carige. «Non è un salvataggio, è una nazionalizzazione - disse Di Maio - . La regola è una: se lo Stato mette i soldi in una banca, quella banca diventa dello Stato. Lo abbiamo sempre sostenuto». E Renzi invitò l’allora suo partito a votare a favore del decreto perché, disse, «ci hanno copiato».

Il riferimento era all’intervento del governo di Paolo Gentiloni, alla fine del 2016, a favore del Monte dei Paschi di Siena. La “banca più antica del mondo” viene salvata con 5,4 miliardi (di cui 1,5 di rimborso agli obbligazionisti) nell’ambito del decreto Salvabanche da 20 miliardi di euro. Il Tesoro, dopo la ricapitalizzazione precauzionale del luglio 2017,
è l’azionista di maggioranza.

Da presidente del Consiglio, in quello stesso 2016, Gentiloni (ora commissario europeo) dovette cercare una soluzione anche la crisi di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Inizialmente si cerca una
soluzione privata: entra così in campo, sotto la regia del
governo, il fondo Atlante, cui partecipano le banche (e Cdp) che
rileva la proprietà dei due istituti con un esborso di 3,5 miliardi (andati in fumo). Nel febbraio 2017 lo Stato deve a garantire obbligazioni delle due banche per 8,6 miliardi. A marzo i tentativi di reperire nuove risorse private non riescono, e a giugno le banche vengono messe in liquidazione
mentre un decreto del Governo apre la porta all’intervento di
Intesa Sanpaolo. Quando il provvedimento viene approvato al Senato, i Cinque Stelle per protesta lanciano centinaia di banconote false da 500 euro in Aula. Urlando contro il Pd.

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