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Il duello Renzi-Salvini utile solo per lo share

Nessuna sorpresa o coup de theatre tale da mettere l’avversario knock-out nell’ora e mezza trascorsa nello studio di Bruno Vespa

di Barbara Fiammeri

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2' di lettura

L’obiettivo principale per i due Mattei era riprendersi la scena in vista degli appuntamenti del prossimo weekend: la manifestazione della Lega in piazza San Giovanni a Roma e il lancio ufficiale di Italia Viva alla Leopolda. Nessuna sorpresa o coup de theatre tale da mettere l’avversario knock-out nell’ora e mezza trascorsa nello studio di Bruno Vespa, che per l’occasione ha messo via le consuete poltroncine preferendo lasciare i due sfidanti in posizione verticale per rendere più autentico il duello.

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Salvini e Renzi hanno pescato dai loro rispettivi repertori. Il leader della Lega ha punzecchiato l’ex premier ironizzando sulla distanza tra il 30% e più del Carroccio e il 4% attribuito dai sondaggi a Italia viva. Ma anche Renzi non ha risparmiato le stoccate, come quando ha ricordato all’ex ministro dell’Interno di aver disertato i vertici internazionali in cui si discuteva di immigrazione per rimanere in spiaggia. Non sono ovviamente mancati i passaggi sui 49 milioni e il caso Savoini così come su quota 100 con il segretario della Lega che ha tuonato contro il tentativo di annullare la sua riforma e Renzi a rispondergli che i 20 miliardi destinati a quota 100 avrebbe preferito dirottarli sugli stipendi dei lavoratori e sui giovani.

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Una serie di botta e risposta in cui il grande assente è stato il premier Giuseppe Conte e l’imminente legge di bilancio. Una scelta, non una casualità su cui entrambi evidentemente si sono trovati d’accordo, se si escludono le battute iniziali sulla nascita del governo, concentrate comunque anche queste sul loro ruolo nell’evolversi della crisi. Annacquare la figura di Conte del resto fa comodo a tutti e due i Mattei. A Renzi perchè vede nel premier un concorrente nell’attrazione dell’elettorato moderato su cui punta anche Italia Viva e l’accelerazione impressa per la nascita del partito va letta anche in questa chiave: contrastare lo spazio al centro che il premier sta occupando. A Salvini perchè l’indice di popolarità di Conte è ancora molto alto e per attaccarlo ha bisogno di averlo di fronte e non alle spalle, tant’è che uscendo ieri dallo studio di Vespa ha lanciato la sfida. Un’opportunità che difficilmente il premier gli concederà. Almeno per ora. E non solo perchè le elezioni non sono alle porte ma perchè al contrario di Renzi e Salvini, Conte il palcoscenico ce l’ha tutti i giorni. Alla fine il vero vincitore è Bruno Vespa per lo share in seconda serata conquistato da Porta a porta.

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