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“IL” in edicola, ogni numero un evento

Cinquanta fotografi internazionali e sedici scrittori raccontano il mondo che verrà

di Nicoletta Polla-Mattiot

2' di lettura

Il mondo che verrà è un salto verso l’alto, a braccia libere, in pieno cielo. Così lo racconta, con il suo obiettivo, Giovanni Gastel. Per Rankin è invece una mano avvolta in un guanto sterile, che però non rinuncia a due grandi anelli colorati, audaci, sardonici, e in una sola immagine concentra la paura e la bellezza. Per Paolo Cognetti è un rifugio, non uno di quelli reali, che descrive ne Le otto montagne, il libro con cui ha vinto il premio Strega, neppure quello che lui stesso stava costruendo prima dell’inizio della pandemia, ma il rifugio che ciascuno può diventare per se stesso, imparando «a vivere senza un altrove».

La filosofa Michela Marzano è certa che «il mondo che verrà non avrà più niente a che vedere con il mondo che conosciamo», per questo è stufa di tuttologi e falsi profeti, meglio chi ha il coraggio di dire «non lo so, rinunciando a voler sempre conoscere e controllare tutto». Parole dure arrivano da Guido Tonelli, il fisico che annunciò nel 2017 la scoperta del bosone di Higgs, la particella di Dio: «Per troppo tempo gli allarmi degli scienziati sono rimasti inascoltati. I governi di molti Paesi hanno ridotto gli investimenti in ricerca. Conoscenza, educazione e ricerca sono gli strumenti per costruire un futuro più solido. Vanno incoraggiate e finanziate sempre, in modo particolare nei momenti di crisi come l’attuale».

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Sono solo alcuni dei protagonisti del nuovo numero di IL, in edicola giovedì 30 aprile con Il Sole24ore, che ha coinvolto scrittori, filosofi, fisici, ingegneri, demografi per provare a immaginare quello che ci aspetta “dopo”. Accanto a loro, le visioni e pre-visioni di 50 fotografi.

Ciascuno ha fissato il suo punto di vista, la sua personale rappresentazione delle attese, preoccupazioni e sogni: un’immagine del futuro imminente e un pensiero che lo anticipa, insieme al proprio autoritratto al lavoro (la copertina di questo numero). Un progetto ampio, internazionale, che dalla metà di maggio diventerà una mostra digitale curata da IL e realizzata in collaborazione con Mudec Photo.

Se ne potrà seguire la nascita e il backstage sui rispettivi social, incontrando i protagonisti di questa sfida a raccontare per immagini quel che ancora non c’è. Come sarà dunque “il mondo che verrà”? Uguale, completamente diverso dall’attuale, per certi aspetti migliore, per altri peggiore, con gli stessi limiti, la stessa imperfezione del passato, ma forse qualche consapevolezza in più.

Il numero si chiude con una foto inedita che l’astronauta Paolo Nespoli ha voluto regalare a IL . Si vede il profilo della Terra dall’alto, ripreso dalla Stazione Spaziale Internazionale e in un solo scatto sono contenuti l’alba e il tramonto. Il ciclo di un giorno e del tempo che ricomincia. «Ho scelto questa foto perché è tutto in un istante», spiega. «All’orizzonte c’è luce, ci aspetta un nuovo domani».

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