politica monetaria

Il falco Nowotny in pressing per il primo rialzo dei tassi Bce dal 2011

di Vito Lops

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Ewald Nowotny (a destra) con il numero uno della Bundesbank, Weidmann (Reuters)


1' di lettura

Ewald Nowotny, membro del consiglio della Bce, ha delineato il possibile percorso della stretta monetaria della banca centrale europea dopo la conclusione degli acquisti netti di titoli attesa a fine anno. «Non avrei problemi a portare come primo passo da -0,4% a -0,2%» il tasso sui
depositi prima di rialzare il tasso principale (che è attualmente pari a zero), ha detto Nowotny in un'intervista alla Reuters. Le parole di Nowotny hanno innescato una reazione sui mercati valutari: euro in rialzo, di nuovo a ridosso della quota 1,24 dollari.

Un rialzo del tasso sui depositi del genere sarebbe più aggressivo di quanto atteso dai mercati, che scontano un aumento di 10 punti base, la metà. Nowotny, inoltre, con le sue parole ha dato indicazioni sulla “sequenza” che la Bce potrebbe seguire nel 2019: «Questa è la struttura - ha detto -. Sulla tempistica
esatta è troppo presto per dire».

La Bce dovrebbe comunque tenere un approccio graduale, smantellando prima il programma di acquisto bond da 2.550 miliardi di euro (che scade a settembre), cosa che spianerebbe in seguito la strada al primo rialzo del costo del denaro dal 2011. I tassi di interesse, ha ribadito, resteranno ai livelli attuali “ben oltre” la fine del piano di stimoli (la Bce non ha fissato scadenze, ma secondo gli esperti il primo giro di vite potrà arrivare ad aprile o maggio 2019). Nowotny ha inoltre spiegato che «l'economia dell'Eurozona oggi è chiaramente nel mezzo di una fase di ripresa ciclica solida e su larga scala».

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