Turismo

Il fascino dell’Italia riconquista gli statunitensi: le prenotazioni dagli States crescono a doppia cifra

Bernabò Bocca (Federalberghi): «Se ci saranno collegamenti aerei sufficienti per portare gli americani in Italia io credo nel 2022 il mercato ci darà soddisfazione»

di Enrico Netti

(ArTo - stock.adobe.com)

2' di lettura

Le prime avanguardie si sono viste a settembre e ora gli statunitensi si preparano a ritornare in massa in Italia. Il Bel Paese dal 1° agosto al 30 settembre è stato sul podio con il 47,5% delle preferenze, seguito dalla Francia con grande distacco (13,2%). Se guardiamo invece al futuro, nelle prenotazioni per i prossimi mesi, effettuate a settembre, la visione si fa ancora più ottimistica: al primo posto delle prenotazioni alberghiere verso l’Italia troviamo gli Stati Uniti con il 53,69% di quota di mercato. Ed a seguire la rinascita del turismo dalla Gran Bretagna che si affaccia al nuovo anno in Italia con l’8,15% delle prenotazioni. Gli italiani che hanno già scelto un hotel in 'Italia con largo anticipo sono invece solo il 7,48%. A dirlo Sojern, fornitore di soluzioni di marketing digitale per il settore turistico che tra le altre cose analizza le ricerche, prenotazioni voli, dati demografici e comportamenti di acquisto dei viaggiatori utilizzando le informazioni raccolte dai propri data partner. Da parte sua Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, segnala come «sugli arrivi dei turisti americani siamo positivi, speravamo che già quest’anno ci sarebbe stata una ripartenza ma c’è stata solo una ripresina. Però c’è un grande interesse che non si è ancora trasformato in prenotazioni ma se ci saranno collegamenti aerei sufficienti per portare gli americani in Italia io credo nel 2022 il mercato ci darà soddisfazione. Ma teniamo presente che saremo un motore a cui manca un cilindro: non avremo infatti russi e cinesi ma anche Giappone, Corea e Taiwan e cioè tutti i popoli che hanno utilizzato un vaccino non approvati dall’Ema. La loro assenza la stiamo già patendo ora perché viaggiano in inverno e non ne sta arrivando neanche uno».

Dalla Toscana arriva la conferma del trend. «Sono tornati i turisti stranieri. Questa adesione a Buy Tuscany tra le più numerose, soprattutto della componente americana, dimostra che c’è una gran voglia di ripartenza, al crederci a un 2022 in grande stile - dice Francesco Tapinassi, presidente di Toscana promozione turistica -. Il desiderio di tutti è considerare questi 22 mesi legati al Covid come qualcosa che entrerà nella nostra memoria e non farà più parte dei nostri programmi». Invece facendo un confronto sui trend dell’estate Tapinassi evidenzia come «in un confronto di questa estate con la precedente i dati sono molto positivi, con una ripartenza, seppur lenta, anche delle città d’arte. Se il confronto è rispetto al 2019 è chiaro che paghiamo i primi sei mesi dell’anno. Noi stiamo lavorando comunque ad una nuova rappresentazione dell’informazione sui dati turistici che consenta un’analisi molto puntuale».

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