How to Spend it.

Il fascino rinnovato di Città del Messico

di Nicoletta Polla Mattiot


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2' di lettura

Torino è stata la prima. Quando fu nominata World Design Capital, era il 2008: l’ICSID, l’assemblea biennale internazionale (oggi WDO) la scelse per la sua capacità di trasformazione da città industriale a città creativa, facendo leva sul design come motore di rinnovamento. A distanza di dieci anni, dopo Seoul, Helsinki, Cape Town e Taipei, il testimone è raccolto da Mexico City, prima destinazione sudamericana e nuovo hub di quella ricerca fra innovazione e tradizione, locale e globale, che è una delle caratteristiche del design contemporaneo.

Il legame con l’Italia non sta solo in questo passaggio di testimone fra città. Il Messico importa, da tutto il mondo, design per un valore di circa 1,6 miliardi di euro e si prevede che, entro un triennio, il valore salirà a 2,2 miliardi. Un mercato sempre più interessante. Secondo i dati del Centro studi di FederlegnoArredo, il nostro Paese è il terzo fornitore mondiale. Dunque, se le previsioni di crescita sono corrette, scommettere sul Messico per l’export è la scelta.

Come sempre, all’impulso economico corrisponde un’affinità di gusto e di stile. Mai come in questo momento, la reciprocità di scambi, non solo a livello di produzione design, ma di interesse artistico e culturale, è vivace. Gli italiani che, ogni anno, si recano in Messico per affari o piacere sono 140mila e Mexico City è la prima destinazione. Considerata dai giovani «the next Berlin», è la capitale di un Paese dove l’industria del lusso sta crescendo a rapidità superiore rispetto a quella di altre nazioni dell’America Latina, il turismo d’élite trova risposte adeguate, il mercato delle gallerie d’arte è vivacissimo.

Parte proprio da qui il viaggio del numero di febbraio di «How to Spend it», il mensile del Sole 24 Ore: un’esplorazione del fenomeno-Messico, come occasione d’investimento, méta dell’anno per la comunità internazionale di architetti e creativi, vetrina di talenti emergenti e di quella vocazione a produrre oggetti d’uso capaci di arricchire di bellezza e sostenibilità la vita quotidiana, su cui si misurano, su scala mondiale, artigiani, progettisti e industria.

Lo spunto è anche l’apertura della mostra evento che il Mudec dedica a Frida Kahlo, per la prima volta osservata dalla prospettiva della sua poetica, più che della complessa e sofferta vita privata, andando oltre lo stereotipo pop. «How to Spend it» rilegge l’influenza del gusto dell’artista sulla moda di questa stagione, attraversando scelte cromatiche, stampe, linee e lavorazioni dei brand del lusso e del Made in Italy alla luce di quella resilienza, della commistione di mondi, tanto disomogenea quanto potente, connotata e riconoscibile, che da tempo ha fatto di Frida Kahlo, più che un baluardo della messicanità, un’icona globale.

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