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Cassazione, insulti e minacce dei suoceri all’ex nuora non sono stalking

Per il riconoscimento del reato serve lo stato di ansia e paura. Difficile da provare con l’età avanzata e la condizione di disabilità dei congiunti

- di Patrizia Maciocchi

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(Mimmo Frassineti / AGF)

Per il riconoscimento del reato serve lo stato di ansia e paura. Difficile da provare con l’età avanzata e la condizione di disabilità dei congiunti


2' di lettura

L’irritazione, il fastidio e l’insofferenza provati dall’ex nuora per gli insulti e le minacce dei suoceri pronunciati a voce alta, dal piano superiore, non bastano a far scattare il reato di stalking. Per gli atti persecutori serve infatti che la vittima viva uno stato di ansia e di paura per la sua incolumità o che cambi le sue abitudini di vita. Per la Cassazione niente di tutto questo era dimostrato: anzi si poteva tendere a escludere il timore vista l’età degli imputati: 72 anni per la ex suocera disabile e 78 per l’ex suocero, a carico del quale manca la prova degli insulti, per lo più pronunciati, quasi gridando dalla moglie, perchè arrivassero a destinazione. Il clima di alta tensione tra i due nuclei familiari era dovuto a un divieto di avvicinamento che la destinataria degli improperi aveva ottenuto a carico del suo ex marito al quale era stato vietato di avvicinarsi alla sua ex casa dove la donna era rimasta a vivere con i figli a lei affidati.

La sentenza

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Le ragioni degli attacchi

Guai giudiziari per il figlio dei ricorrenti che i due anziani attribuivano alla «perfida» nuora, rimasta anche a godersi l’appartamento familiare nel loro stesso stabile.  Ma le cattiverie gridate non erano l’unico motivo che aveva indotto la vittima a denunciare: l’altro era la brutta sensazione di essere sempre spiata dalla finestra. Ma neppure questo è sufficiente per lo stalking. Ad avviso della Suprema corte le persecuzioni devono essere tali da generare un turbamento significativo «che oltre a dover essere “perdurante” e “grave”, attinga gli estremi dell’ansia o della paura; sicché non può integrare l’evento tipico del reato di atti persecutori una sensazione di mero fastidio, una irritazione, una insofferenza per le condotte dell’agente».

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L’età avanzata dei persecutori

Nello specifico la Corte territoriale non aveva neppure adeguatamente valutato l’età avanzata degli «aggressori». Per finire la Cassazione si chiede come mai l’ex suocero sia finito nel mirino dei giudici e quale sia stato il suo contributo nella vicenda, visto che dalla ricostruzione la protagonista delle molestie era sempre la moglie. Con la quale è rimasto unito nella buona e nella cattiva sorte. Il ricorso dei suoceri è accolto e annullata, con rinvio, l’ordinanza con la quale era stato disposto anche nei loro confronti un divieto di avvicinamento alla nuora.

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