Interventi

Il “fattore 2C” (Creatività e Cultura) per il rilancio del Paese

di Santo Versace, Ermete Realacci, Saverio Mecca e Francesco Cicione

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(ANSA)

3' di lettura

Le sfide delle transizioni verdi e digitali e dei progetti Green Deal e Next Generation EU, potranno e dovranno essere declinate secondo i punti di forza, le radici ed i cromosomi della storia del nostro Paese.
La cultura e la creatività, ovvero “il fattore 2C” si potrebbe dire, saranno fondamentali per generare una crescita economica su-periore alla media, per creare occupazione dei giovani in particolare, per rafforzare, nel contempo, la coesione sociale, l'identità ed i valori unificanti a livello nazionale ed europeo.
L'intero ecosistema creativo è riconosciuto come l'asset intangibile più competitivo su cui costruire il futuro dell'Italia, dalla manifattura al turismo, dalla ricerca e alla formazione, per tutti i suoi territori.
Serviranno innovazioni profonde dei comportamenti individuali e collettivi oltre che nella produzione e nella pubblica ammini-strazione.
Se sapremo farlo, l'Italia avrà tutto ciò che serve per dare un contributo decisivo, diventandone parte essenziale, al progetto di costituzione e sviluppo della nuova Bauhaus lanciata dalla Presidente Ursula Von der Leyen.
“Ogni movimento ha la propria estetica e il proprio stile. Il cambiamento sistemico che ci attende deve essere caratterizzato da un'impronta estetica distintiva, che faccia convergere stile e sostenibilità” ha scritto la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen.
E poi ancora: “Il nuovo Bauhaus europeo sarà la forza trainante per connotare il Green Deal europeo in maniera innovativa e antropocentrica, rendendolo più attraente. Sarà un movimento basato sulla sostenibilità, l'inclusività e l'estetica, mirante ad avvicinare il Green Deal europeo ai cittadini e porre al centro della vita quotidiana il riciclaggio, le energie rinnovabili e la biodiversità.”
Appare evidente come il nostro Paese, con la sua tradizione ed i suo talenti, assuma un ruolo di primaria importanza al servizio dell'Europa e del Mondo in questo tempo di costruzione di un nuovo paradigma umanistico applicato ai processi di trasforma-zione circolare, tecnologica e sociale che caratterizzeranno i prossimi decenni.
Questo obiettivo è strategico e prioritario ed ha grandi basi: arte, architettura, design, moda, cinema, teatro, creatività, letteratura, cultura, il made in Italy e l'alta gamma.
È necessario puntare ad una piena valorizzazione (interna ed esterna) del nostro retroterra produttivo e manifatturiero e del tessuto diffuso (ed antico) del saper fare italiano.
Nel contempo, però, la prospettiva di nuova Bauhaus chiede, anche, di dare al patrimonio della creatività e del progetto un'organizzazione nuova costruendo un nuovo modello per la formazione, la ricerca e l'università: connesso in rete, diffuso ter-ritorialmente, aperto, innovativo e, pur nella sua autonomia, responsabilmente integrato con il “sistema paese” e con le sue spe-cificità tradizionali, per divenire infrastruttura fondante della nuova knowledge society.
“Università delle Arti” capaci di aggregare e valorizzare le grandi risorse accademiche, produttive e culturali già esistenti inte-grando ricerca scientifica, alta formazione, innovazione, crescita verde e digitale in un processo continuo di reciproca contami-nazione con la produzione.
Questo patrimonio rappresenta un vantaggio competitivo straordinario per il nostro paese nella direzione indicata dalla Presi-dente Von der Layen.
Per valorizzarlo a pieno, urgono nuove governance: le istituzioni pubbliche accademiche e culturali e le imprenditorie private sono già presenti su tutto il territorio nazionale e devono solo essere coordinate e finalizzate in consorzi o fondazioni partecipate insieme ad Università, Accademie, ISIA, Musei, Siti Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, Imprese del Made in Italy, della Moda e dell'Alta Gamma, Incubatori, Acceleratori, Hub di Innovazione, Fondi di Investimento, etc.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ci offre la grande opportunità di dare concretezza a questa prospettiva:
•un progetto per una nuova infrastruttura della creatività che operi diffusamente nel territorio italiano;
•un progetto di sperimentazione di un nuovo modello di università che vada oltre il modello novecentesco di autono-mia, di una rete accademica nuova di grande competitività internazionale con radici nel grande patrimonio culturale e creativo;
•un progetto di investimento pubblico in risorse umane, strutture e laboratori per la ricerca e l'alta formazione, un in-vestimento ad alto rendimento per il Made in Italy, per il turismo, per le istituzioni culturali, per le nuove generazio-ni;
•un progetto di grande attrattività internazionale di studenti e studiosi che apporti le risorse finanziarie aggiuntive da reinvestire in ricerca formazione e innovazione per i sistema produttivo e per le istituzioni;
•un progetto per generare ricchezze per le città e i territori e lavoro qualificato per molti giovani.
Un progetto per aggregare le eccellenze del nostro sistema ed orientarle alla costruzione di futuro sostenibile, generativo, coesivo, bello ed armonico.
Noi ci siamo.

Santo Versace (Presidente Fondatore Altagamma e Fondatore Gianni Versace SPA)
Ermete Realacci (Presidente Fondazione Symbola)
Saverio Mecca (Presidente ISTEA - Italian Society of Science, Technology and Engineering of Architecture)
Francesco Cicione (Presidente Entopan)


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