fino al 16 agosto

Il festival jazz di Paolo Fresu per far ripartire la Sardegna

Time in jazz è giunto alla sua trentatreesima edizione. Quest’anno con l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica

di Davide Madeddu

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Quartetto Alborada (Foto di: Roberto Cifarelli)

Time in jazz è giunto alla sua trentatreesima edizione. Quest’anno con l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica


2' di lettura

Musica e spettacoli, ma anche enogastronomia e arte dalla mattina alla sera per otto giorni. Con un paese addobbato a festa e un festival che si preannuncia il «più bello della storia» secondo gli organizzatori, anche perché «vuole essere simbolo di una ripresa».

Time in jazz, uno dei più importanti appuntamenti musicali della Sardegna in programma sino a domenica 16 agosto, festeggia la trentatreesima edizione, e seppure un periodo di restrizioni dettate dalla necessità di contrastare la diffusione del coronavirus, parte con un manifesto ricco di appuntamenti. «Sarà il festival più bello dei 33 - annuncia Paolo Fresu, ideatore nel 1988 e da allora direttore artistico - sia per il paese addobbato a festa e per il calendario ricco, sia per la voglia che ci accompagna».

Distanziamento e partecipazione, musica e arte ma anche “sicurezza”. Sono le nuove regole del festival che questa volta può fregiarsi di un importante riconoscimento come l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica: «Ci piace leggere questo importante riconoscimento come uno stimolo al fare del nostro festival di jazz – dice Fresu – una realtà sempre più in armonia con i territori e le genti oltre che portatore di un alto valore sociale al servizio dei cittadini e delle Istituzioni. Pur mantenendo la sua libertà creativa che è per antonomasia l'essenza della musica improvvisata Time in Jazz conferma quanto l'investimento in cultura sia un valore fondamentale per il nostro paese. Valore oggi riconosciuto anche dalla più alta carica dello Stato».

Il programma prevede un insieme di iniziative, tra le quali il Festival Bar: una sorta di festival nel festival che avrà come palchi i bar di Berchidda e che vede come protagonisti numerosi musicisti sardi. Poi proiezioni di videoclip e installazioni (Alessandro Gottardo, Anna Godeassi, Barbara Valsecchi, Oscar Diodoro, Mario Dondero, Francesco Bongiorni e Malala Andrialavidrazana). E ovviamenti i concerti. Dal quartetto d'archi Alborata (ovvero Anton Berovski e Sonia Peana ai violini, Nico Ciricugno alla viola e Zsuzsanna Krasznai al violoncello) a Daniele Silvestri (piano, chitarra e voce), accompagnato da Marco Santoro (tromba e fagotto), da Karima in duo con Piero Frassi al pianoforte a Paolo Fresu alla testa del Devil Quartet, ec poi Rita Marcotulli, Cristina Zavalloni, il gruppo Voodoo Sound Club del sassofonista Guglielmo Pagnozzi con Roy Paci e numerosi altri artisti.

Spazio anche all'economia locale che si unisce alla manifestazione musicale e culturale. In quest'alleanza tra attività produttive del territorio e il festival nasce il brand “Aperijazz-Note Sarde”, dove all'aperitivo si associa un QRCode da cui scaricare un brano di Paolo Fresu. Nel quadro di Time in jazz poi anche i “Time to Read” consueta sezione del festival dedicata agli incontri con i libri e gli autori o lo spazio per i bimbi e la scuola.

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