Musica

Il Festival di Musica da Camera di Hatfield House

L'apertura del festival è stata affidata alle musiche di Schumann, Brahms e ad una sonata per violoncello, première di Joseph Phibbs

di Maria Laudiero

3' di lettura

Quest'anno ricorre il decimo anniversario del Festival di Musica da Camera di Hatfield House, sublime tenuta nello Hertfordshire. Nelle stanze di questo palazzo crebbe la regina Elisabetta I, figlia di Enrico VIII. Fu qui che apprese della sua ascesa al trono. A ricordarlo nella magnifica Marble Hall il famoso Rainbow Portrait traboccante di inventiva iconografia su cui è recata l'iscrizione “Nessun arcobaleno senza il sole” ad indicare l'era di prosperità che attraversò il paese durante il suo regno e che esplora una serie di aspetti sociali presenti nella ritrattistica elisabettiana come il mecenatismo, la creazione di un modello simbolico a cui ispirarsi e anche un umorismo malinconico, come indicato da Roy Strong storico direttore del Victoria and Albert Museum che dedica gran parte della sua ricerca proprio a indicare una nuove lettura di questi dipinti.

Architettura e Musica

Nel corso delle edizioni del festival che si sono succedute grande attenzione è sempre stata dedicata alla musica presente negli archivi dell'Estate, a sottolineare le connessioni con la storia architettonica e la politica di cui risuona inevitabilmente ogni singolo ambiente a consolidare in qualche maniera il legame che intercorreva fra l'arte e il potere. Basti pensare che molta della musica del ‘600 e degli inizi del ‘700 è stata eseguita per la prima volta proprio in questo maniero; tutta la grande produzione della musica strumentale del periodo è stata una parte importante della vita di questi luoghi. Fin dai loro esordi, i più illustri compositori tudor e giacobini hanno eseguito in queste stanze le proprie opere e compaiono nell'archivio di Hatfield House fra cui John Dowland, Nicholas Lanier, primo maestro di musica del Re e ancora Thomas Tallis, Orlando Gibbons e William Byrd, Thomas Morley, oltre a John Cooper, liutaio, compositore di lavori strumentali che faranno da preludio alla sonata a tre del periodo barocco e maestro di musica alla corte di Carlo I, da sempre affascinato dalla scuola musicale italiana tanto da essere noto col nome di Giovanni Coperario.

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Hatfield House Chamber Music Festival, il programma

Le musiche che si sono succedute in questa decima edizione hanno inteso volgere il proprio sguardo anche al futuro con due nuove commissioni. L'apertura del festival è stata affidata alle musiche di Schumann, Brahms e ad una sonata per violoncello, première di Joseph Phibbs. L'altra prima è una suite sempre per violoncello solo ad opera di Matthew Kaner, composta espressamente per Guy Johnston, uno dei più brillanti violoncellisti della scena internazionale qui in veste anche di direttore artistico della rassegna. La giustapposizione fra la musica classica e quella contemporanea è evidente soprattutto nel programma di questo appuntamento che prevede oltre alla sonata un excursus negli archivi musicali di Hatfield House con le composizioni per organo eseguite da William Whitehead. Per celebrare questo importante anniversario sono stati impiegati gli strumenti storici della dimora come l'organo vittoriano Lewis della Cappella privata e l'organo Hahn del 1609 dell'Armeria. Fra i musicisti che hanno preso parte alle celebrazioni si ricordano il Carducci Quartet, Orsino Ensemble insieme al flauto di Adam Walker presenza regolare della rassegna, il soprano Carolyn Sampson in un recital accompagnata dal pianista Joseph Middleton e la performance di IMS Prussia Cove che ha inserito questo appuntamento come tappa del tour. L'ultimo giorno del festival ha visto protagonista l'ensemble vocale VOCES8 che ha dedicato una masterclass ai giovani coristi del luogo, una parte importante della programmazione è riservata anche alla formazione dei giovani artisti.


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