Infrastrutture

Il Festival di Sanremo partirà con la stecca della viabilità ligure

Più delle polemiche su chi salirà sul palco dell’Ariston, l’amministrazione si preoccupa di fare arrivare turisti, fan e operatori nella regione. Chi si avvicinerà alla città da Piemonte e Lombardia deve prepararsi a code in auto e a qualche disagio

di Raoul de Forcade

(Ansa)

3' di lettura

Quanto può incidere sui flussi turistici previsti per il 70° Festival di Sanremo (che si terrà dal 4 all’8 febbraio) la viabilità ferita della Liguria,

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con la caduta (per una frana) di parte del viadotto Madonna del monte sull’A6, la A10 rallentata da numerosi lavori sulle carreggiate e la A26 colpita dal crollo, la settimana scorsa, di detriti dalla volta della galleria Bertè e dal distacco, l’8 gennaio, di pezzo di intonaco nel tunnel del Turchino?

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Secondo le istituzioni regionali e il sindaco di Sanremo, la situazione viaria ligure non avrà significative ripercussioni sull’affluenza per la kermesse musicale numero uno in Italia. Tuttavia chi si avvicinerà alla città da Piemonte e Lombardia nei giorni del Festival deve prepararsi a code in auto e a qualche disagio, come è avvenuto per chi si è spostato in Liguria nel periodo natalizio.

Questo anche se la situazione della viabilità sulle autostrade è migliorata rispetto ai giorni vicini al Natale, in quanto alcuni cantieri sull'A10 sono stati eliminati e si sono conclusi i lavori sulla linea ferroviaria a Genova Pegli, che hanno bloccato la ferrovia il 26, 27 e 28 dicembre, contribuendo ad aumentare il traffico sulle autostrade.

«Col Festival di Sanremo – ricorda il sindaco della città, Alberto Biancheri – la popolazione della città passa da 56mila a 110mila persone. La kermesse, inoltre, è talmente attrattiva e forte che, se anche ci sarà un calo legato a qualcuno che rinuncia a venire per la viabilità, si tratterà di piccole cose. Gli alberghi, infatti, sono già sold-out e c'è il pienone anche nelle seconde case».

Ma sono i week-end e i ponti successivi al festival che preoccupano di più Biancheri e i sindaci dell'imperiese che, non a caso, si ono riuniti l'8 gennaio proprio per far sentire la loro voce alle istituzioni.

«Abbiamo bisogno – prosegue Biancheri - abbiamo bisogno di sostegno e risposte concrete da Regione e Governo: la provincia di Imperia non può essere dimenticata: ci vuole una programmazione di lungo termine sulle infrastrutture sulle quali investire e su come potenziare la logistica, perché rischiamo una paralisi. Sennò rischiamo che la gente rinunci a venire perché arrivare in Liguria, o nella provincia di Imperia, diventa insostenibile».

Gianni Berrino, assessore ai Trasporti e alla Promozione turistica della Regione Liguria, da parte sua, sottolinea che l'incontro avvenuto tra il Governatore Giovanni Toti e Autostrade negli ultimi giorni dell’anno «ha dato i suoi frutti, in quanto i cantieri sulla rete autostradale dopo il meeting sono notevolmente diminuiti».

«Sarà nostra premura - prosegue - avere altri contatti nei prossimi giorni per tenere sotto controllo la situazione nel periodo del Festival. Ma la Liguria in gennaio, febbraio e marzo vive essenzialmente del turismo da week-end. L’importante è che inostri turisti, che arrivano soprattutto da Piemonte e Lombardia, sappiano che la situazione si è normalizzata, per quanto può essere normale senza il ponte dell’A6 che dovrebbe essere riaperto nei primi dieci giorni di marzo.

«C’è anche da dire – aggiunge Berrino - che leggendo i dati turistici di inizio gennaio, non solo nostri ma anche della Costa Azzurra, si vede che le località sono state piene e questa è la dimostrazione che i turisti, se sanno che le autostrade sono aperte, si muovono».

A oggi, conclude Berrino, su A6, A10 e A26 «non ci sono problematiche nuove. La maggior parte dei cantieri è stata rimossa, il traffico è più o meno regolare, contando sempre che un conto sono gli ingorghi imputabili a impedimenti sulle carreggiate, un altro conto quelli dovuti al numero di autovetture che si muovono per i naturali flussi turistici».

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