ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùStati Uniti

Primarie dem in Iowa, a sorpresa in testa Buttigieg

Testa a testa per la vittoria tra Bernie Sanders e Pete Buttigieg, in forte ascesa. Sconfitto il candidato dell’establishment Joe Biden

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Pete Buttigieg, sindaco gay e dem, corre per presidenziali Usa

4' di lettura

NEW YORK - Il caos ha vinto il primo turno delle primarie democratiche nell'Iowa. Stato del Midwest, a maggioranza bianca, con una governatrice repubblicana, dove tradizionalmente comincia la corsa per la conquista della nomination per le presidenziali. Dieci i candidati, cinque i front runners: Bernie Sanders, John Biden, Elizabeth Warren, Pete Buttigieg ed Ami Klobuchar. Una partecipazione popolare record che ha superato i 240mila votanti del 2008, quando i caucus li vinse il giovane senatore afroamericano Barack Obama.

La app in tilt
La macchina organizzativa è andata completamente in tilt a causa della difficoltà nella trasmissione dei dati via App dai 1.700 caucus, le assemblee di base degli iscritti al partito che si sono svolte nelle palestre, le scuole, le chiese e le case nelle 99 contee di questo stato rurale sotto al Minnesota, tra campi, neve e temperature sottozero.

Caos e confusione
Nella lunga notte elettorale senza risultati, ora dopo ora aumentavano le preoccupazioni e la confusione per la mancanza di informazioni. È stato un pasticcio. Una figuraccia mediatica globale “in prime time”, con i candidati che nei loro discorsi parlavano di vittoria senza saper niente di più. Mandy McClure, la direttrice della comunicazione dei democratici dello Iowa, si è giustificata parlando di un «controllo di qualità» sui risultati e di «incongruenze» nel riportare tre serie di dati. A distanza di 36 ore dal voto i risultati definitivi non sono stati ancora diffusi.

Sanders e Buttigieg in testa
Dal 71% delle sezioni scrutinate sul totale emerge un testa a testa tra Bernie Sanders e Pete Buttigieg. Quest’ultimo è la vera sorpresa di questo voto, in forte ascesa con il 26,8% e nuova stella dei moderati. Il senatore del Vermont è accreditato di oltre il 25% dei voti, mentre Warren è terza con il 20,7%, rimanendo comunque in corsa nel duello a sinistra con Sanders.

La batosta di Biden
Solo quarto Joe Biden con il 13,2% dei voti - la vera notizia è la grande sconfitta dell'ex vice di Obama, candidato dell'establishment fino a qualche mese fa primo nei sondaggi nazionali con oltre il 30% del gradimento - mentre la senatrice Klobuchar del vicino Minnesota, accreditata dai sondaggi al 4%, ha rimontato fino all'12,5%. I dati sono ancora parziali e non definitivi.

Le critiche di Trump
Il fiasco della macchina organizzativa democratica ha dato il destro a Donald Trump per tirare la volata alla sua campagna elettorale, come non hanno mancato di rilevare i media americani, anche quelli vicini ai democratici, di solito più indulgenti. «Il caucus dei democratici è un disastro totale. Non funziona niente, proprio come hanno guidato il Paese», scrive su Twitter.

Le primarie repubblicane
Il presidente americano nel tweet esulta aggiungendo: «L'unica persona che può cantare una grande vittoria in Iowa la notte scorsa è Trump». Vittoria scontata per il tycoon nelle primarie repubblicane dello Iowa, che ha stravinto con la percentuale bulgara del 97,1%, sull'ex deputato conservatore Joe Walsh e l'ex governatore del Massachusetts Bill Weld. Poco più che comparse.

Le accuse di voto truccato
Il caos del voto democratico è diventato terreno di scontro politico e di propaganda. Il figlio di Trump, Eric in un comizio a Des Moines, la capitale dello stato, ha parlato di «voto truccato»: «Ecco perché la gente non vuole che i democratici guidino il nostro paese». Brand Parscale, il manager della campagna elettorale di Trump ha rincarato la dose con un tweet: «Crisi di nervi nel partito democratico. Non riescono a gestire i caucus e vogliono governare. No grazie».

E la campagna contro Sanders
Kayleigh McEnany portavoce della campagna di Trump si chiede se «i risultati delle primarie siano stati truccati contro il senatore Sanders?».
Nelle ultime settimane Trump e i suoi alleati hanno spesso avanzato l'ipotesi di una cospirazione del partito democratico contro Sanders, che è passato in testa nei sondaggi nazionali per la prima volta.

Un tuffo nel passato
Critica che riporta alle polemiche delle primarie di repubblicani e democratici nel 2016 quando Sanders e Trump, da posizioni opposte, nei rispettivi partiti cercavano da outsider di scardinare con le loro candidature le posizioni dell'establishment.

La sopresa Buttigieg
Buttigieg in ogni caso è la vera sorpresa di questo primo voto per le primarie democratiche nell’Iowa. È il più giovane candidato tra i front runners per la nomination. Faccia pulita, occhi azzurri, 38 anni, bianco ma aperto alla società multietnica e alla diversity. Laureato in Storia e Letteratura ad Harvard, ha lavorato per la campagna di John Kerry, è stato nella Marina ed è veterano della guerra in Afhganistan dove è rimasto fino al 2014.

Sindaco smart e gay
È l'unico candidato apertamente gay, sposato con un insegnante, grande difensore dei diritti civili. È stato sindaco di South Bend, città dell'Indiana che ha conosciuto con la sua amministrazione una rinascita urbana. Nel suo programma economico spicca la proposta di un piano di infrastrutture da mille miliardi in dieci anni per strade, tutela delle acque, banda larga e ristrutturazione degli edifici scolastici.

Il Piano Marshall per gli Usa
Favorevole al “Green New Deal” del programma dei democratici, Buttigieg propone l'estensione del programma Medicare. Chiede una legislazione più rigida per evitare la concentrazione di potere delle big-tech, e vuole lanciare una sorta di “Piano Marshall” negli Stati Uniti con investimenti miliardari per lo sviluppo delle comunità locali più svantaggiate e delle minoranze etniche. È moderato ma ha una mentalità più aperta rispetto alla destra del partito e potrebbe sparigliare le carte nella corsa per conquistare il posto di candidato per le presidenziali. Ma la strada da percorrere è ancora lunga.

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...