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«Il filo nascosto» e gli altri: i 10 migliori film del 2018

di Andrea Chimento


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4' di lettura

Mentre l'anno solare volge al termine, per gli appassionati è tempo di classifiche: tra le tante, dagli album musicali ai libri, non può mancare una graduatoria dei migliori film usciti nel corso del 2018.
Ecco la nostra top 10 delle pellicole proposte nelle sale italiane da gennaio a dicembre:
Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson – Non bastano le parole per descrivere la perfezione cinematografica di questa monumentale pellicola. Un film ambientato nella Londra degli anni Cinquanta, all'interno del mondo della moda, che diventa una memorabile pellicola psicanalitica sui giochi all'interno della coppia, sulle ossessioni del presente e le malinconie del passato. L'ennesimo tassello del maestoso mosaico che è la filmografia di Paul Thomas Anderson, regista sempre più decisivo e fondamentale del cinema contemporaneo. Tra i suoi grandi film («Magnolia», «Il petroliere» e «The Master», solo per citarne alcuni), «Il filo nascosto» li supera tutti anche per la magnetica interpretazione di Daniel Day-Lewis, tra i migliori attori viventi, e la sinuosa partitura musicale di Jonny Greenwood dei Radiohead. Un capolavoro pronto a entrare nella storia del cinema del nuovo millennio.

Roma di Alfonso Cuarón – Leone d'oro all'ultima Mostra di Venezia, l'incredibile lungometraggio di Alfonso Cuarón è un film dal sapore autobiografico, girato con un bianco e nero indimenticabile e ambientato nel Messico degli anni Settanta. I cambiamenti all'interno di una famiglia borghese si collegano ai cambiamenti all'interno del paese, sotto lo sguardo di una donna delle pulizie che è l'assoluta protagonista di questa grande opera d'arte. La sequenza del salvataggio in mare è uno dei momenti più potenti del cinema contemporaneo.

Mektoub, My Love: Canto uno di Abdellatif Kechiche – Dopo lo straordinario «La vita di Adele», il tunisino Abdellatif Kechiche firma un altro miracolo, con protagonista un ragazzo che sta passando le vacanze con la sua famiglia nel Sud della Francia e coltiva il sogno di diventare un regista. È un'opera dal respiro autobiografico, viva e vibrante, divertente e malinconica allo stesso tempo. Kechiche non dirige dei film, ma filma direttamente la vita nel suo divenire, cristallizzando momenti che possono essere allo stesso tempo memorabili o trascurabili.

La donna dello scrittore di Christian Petzold – Forse la più grande sorpresa dell'anno è il potentissimo film tedesco di Christian Petzold, un'opera di fantasmi che collega la Seconda guerra mondiale al presente, riflettendo sul tema dei migranti e sul rapporto con il passato. In sala è passato un po' frettolosamente, ma per chi non avesse avuto la possibilità di vederlo, il messaggio è di cercare di recuperarlo il prima possibile: non ve ne pentirete.

The Post di Steven Spielberg – Steven Spielberg-Tom Hanks-Meryl Streep: un tridente che ha dato vita a uno dei film americani più importanti dell'anno. La pellicola narra la vicenda della pubblicazione dei Pentagon Papers, documenti top secret del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d'America, prima su The New York Times e poi su The Washington Post nel 1971: è un film politico, che ha molto a che fare con l'attualità a stelle e strisce e in cui Spielberg sale in cattedra e firma una vera e propria lezione di cinema, dove ogni dettaglio è al posto giusto.

Un affare di famiglia di Hirokazu Kore-Eda – L'ultima perla del giapponese Hirokazu Kore-Eda ha meritatamente ottenuto la Palma d'oro all'ultimo Festival di Cannes prima di commuovere anche il pubblico italiano. Come sempre, al centro della poetica dell'autore nipponico c'è la famiglia, il senso dei legami che vanno al di là della parentela diretta: un'operazione che fa riflettere e colpisce per la perfezione nei tempi di montaggio e le performance di un cast in formissima.

Dogman di Matteo Garrone – In un'ottima stagione per il cinema italiano, svetta l'ultima pellicola di Matteo Garrone, un film ispirato alla storia di cronaca del Canaro della Magliana. Il regista romano dimostra una padronanza tecnica impressionante in questo duro dramma con venature noir, valorizzato dalla sorprendente performance del protagonista Marcello Fonte.

Cold War di Pawel Pawlikowski – Premiato a Cannes con il titolo di miglior regista, il polacco Pawilowkski ha firmato un lungometraggio che non si dimenticherà facilmente, capace di scuotere tanto per la narrazione, quanto per l'elegantissima messa in scena. Un melodramma tormentato, che segue le varie tappe della Guerra Fredda, ma anche una lezione di regia e gestione del bianco e nero.

Loro 2 di Paolo Sorrentino – Il secondo capitolo del dittico su Silvio Berlusconi firmato da Paolo Sorrentino è un lungometraggio di grande cinema, decisamente superiore alla prima parte e in grado di confermare ancora una volta l'enorme talento del regista partenopeo. Magnifici Toni Servillo ed Elena Sofia Ricci, protagonisti di alcune sequenze di grande intensità in un film che è anche una profonda riflessione sull'Italia di oggi.

Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino – Altro regista italiano protagonista dell'anno, Luca Guadagnino ha firmato con «Chiamami col tuo nome» un toccante racconto sentimentale, una storia d'amore tra due ragazzi girata con eleganza e scritta con grande cura da un maestro come James Ivory (meritatamente premiato con l'Oscar alla miglior sceneggiatura non originale). In particolare, il dialogo tra Elio e suo padre verso la fine de film è da ricordare come uno dei momenti più emozionanti della stagione.

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