PROFESSIONI

Il fisco italiano pesa sulla competitività

di Federica Micardi

(lucadp - Fotolia)

2' di lettura

All’Italia serve un fisco più efficiente e stabile. A rilanciare il tema è stata ieri dall’Aidc, l’Associazione italiana dottori commercialisti, durante l’incontro organizzato ieri a Milano per presentare dieci proposte di riforma fiscale. «È necessaria una riforma dell’ordinamento tributario, prima ancora di entrare nel merito della norma – spiega il presidente Aidc Andrea Ferrari -. Chi oggi decide di fare impresa in Italia è preoccupato dalla sfuggevolezza della continuità normativa in Italia che incide sulla competitività». Sulla questione si è espresso anche il Global competitiveness Report 2017-2018 presentato in questi giorni a Davos da cui emerge che nel nostro Paese tra i fattori più problematici c’è proprio il fattore fiscale.

Le 10 proposte Aidc alla politica

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Il momento scelto da Aidc non è casuale, la politica si sta preparando per le prossime elezioni – ieri erano presenti Daniele Pesco (M5S) e Claudio Borghi Aquilini (Lega) - ed è interessata a raccogliere idee su un tema delicato come il fisco. Tra le proposte di Aidc ce ne sono alcune “evergreen” come quella di elevare a rango costituzionale lo Statuto del contribuente, nato nel 2000 come legge ordinaria e «troppo spesso derogato» o la codificazione unitaria delle norme tributarie con tre testi unici: uno per le imposte dirette (l’attuale Tuir è oramai vecchi di trent’anni), uno per l’Iva e uno per le altre imposte e conseguente divieto di formulazione di leggi tributarie al di fuori di essi .

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Altre proposte guardano direttamente i professionisti invitati “a voce” a fare rete e a creare studi più grandi ma poi disincentivati dalle norme fiscali che penalizzano chi cresce (con l’Irap per esempio). Da qui l’idea di Aidc: da una parte abolire l’Irap per l’esercizio in forma associata di arti e professioni mediante la valorizzazione del parametro individuale di ciascun associato; dall’altra ridurre del 50% la ritenuta di acconto dei redditi per professionisti con dipendenti.
Ovviamente non mancano proposte sulla tassazione: per favorire le nuove attività , acconto graduale per chi inizia, e riduzione al 50% dell’imposizione sul reddito incrementale di imprese e professionisti con ulteriori tagli per chi assume.

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