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Il Fisco riscrive le regole per i controlli sulle società

di Marco Mobili e Giovanni Parente

2' di lettura

Il Fisco riscrive le regole sui controlli alle imprese nelle operazioni con l’estero. Sui prezzi di trasferimento, ossia sugli importi applicati nelle compravendite di beni e servizi tra società dello stesso gruppo, si guarda alle linee guida indicate dall’Ocse che consentono una traduzione immediata del principio di libera concorrenza. L’obiettivo è quello di dare maggiore certezza del diritto alle aziende che operano oltreconfine con imprese (controllati o controllanti) stabilendo il perimetro applicativo attraverso, ad esempio, la definizione di imprese associate e di operazioni controllate, ampliando il novero dei metodi applicati per determinare i prezzi di trasferimento e stabilendo anche il principio di utilizzo di quello più appropriato a seconda del caso.

Uno scenario che vale tanto per le imprese quanto per gli organi dell’amministrazione finanziaria nel momento in cui andranno a effettuare eventuali controlli. Tema molto sentito perché proprio sugli accertamenti (e sui contenziosi che ne sono scaturiti) hanno rappresentato uno dei principali interrogativi per gli operatori economici che hanno attività oltreconfine.

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Per questo ieri in occasione della giornata dedicata a «Quanto è cambiato il Fisco» a cui ha partecipato il ministro Pier Carlo Padoan, il viceministro Luigi Casero e il responsabile del centro per la politica fiscale Ocse Pascal Saint-Amans, il Mef ha messo in consultazione sul proprio sito la bozza di decreto che attua quanto previsto dalla manovrina della scorsa primavera (Dl 50/2017), il provvedimento delle Entrate per ottenere il rimborso delle maggiori imposte italiane nel caso di rettifiche di transfer pricing su consociate estere e le linee guida Ocse tradotte in italiano. Consultazione che durerà fino al prossimo 21 marzo. L’obiettivo, oltre a dare certezza del diritto, è ottenere un quadro unitario a livello nazionale. «Spero si possa fare un grande passo avanti e creare un nuovo modello di azione per gli interventi fiscali» ha rimarcato Casero. Proprio in quest’ottica è stata prevista la formazione dei verificatori di Entrate e Guardia di Finanza (tanto a livello centrale che sul territorio) in modo da garantire la conoscenza delle regole e un’applicazione uniforme.

Un passaggio molto atteso quello compiuto ieri. Le imprese che affrontano le sfide dei mercati internazionali denunciano da tempo difficoltà nei confronti del Fisco, soprattutto in relazione alla determinazione dei prezzi di trasferimento (e alle sulle cosiddette «esterovestizioni»). In occasione delle Assise di Verona, Confindustria nel documento presentato ha sottolineato a più riprese che occorre rifondare il rapporto fiscale partendo dalle regole di base, per ristrutturare la macchina amministrativa rendendola più solida e in grado di produrre maggiore certezza giuridica. Per questo da Viale dell’Astronomia si guarda con favore alla consultazione avviata dal Mef, anche per il metodo adottato.

Le imprese hanno segnalato e suggerito di creare, in seno all’amministrazione finanziaria, team specializzati che siano in grado di garantire, anche a livello territoriale, competenze adeguate sulla materia e sui profili operativi del macro settore del contribuente controllato. Non solo, perché la semplificazione degli oneri documentali e la revisione del regime sanzionatorio sono due passaggi ritenuti di fatto obbligati.

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