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Il Fisco vince la causa contro l’ex bomber Antonio Cassano

Il ricorso riguardava le sanzioni dovute all’Agenzia su una somma di 263 mila euro “sfuggiti” al fisco quando l’attaccante giocava nella Roma.

di Patrizia Maciocchi


Il Fisco vince la causa contro l'ex bomber Antonio Cassano

1' di lettura

L’Agenzia delle Entrate vince in Cassazione un ricorso contro l’ex bomber di Bari Vecchia Antonio Cassano per 263 mila euro “sfuggiti” al fisco quando l’attaccante giocava nella Roma. Si trattava di fringe benefit in favore del suo procuratore per prestazioni rese in favore di
Cassano. Il ricorso dell’Agenzia contro i giudici tributari territoriali non riguardava tanto l’esistenza del presupposto di imposta sui frige benefiti corrisposti dalla società sportiva al calciatore legato da un rapporto di lavoro subordinato, quanto piuttosto le sanzioni che i giudici pugliesi ritenevano non dovute dal bomber per l’incertezza della norma.

La sentenza

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la buona fede del contribuente

Un “trattamento” di favore a cui ha diritto il contribuente che può trovarsi in una condizione di incertezza e dunque sbagliare quando la norma non è chiara. Per la Suprema corte però nel caso di Cassano la norma non si poteva considerare di dubbia interpretazione, neppure dal punto di vista della lettura fornita dalle decisioni della giurisprudenza di merito, prive di «rilevanti perplessità in merito all’individuazione del presupposto di imposta», che è correlato all’applicazione delle sanzioni amministrative. E il giocatore deve dunque pagarle. Antonio Cassano aveva già avuto problemi con il fisco ai tempi in cui giocava in Spagna con il Real Madrid.

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