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Il Fondaco dei Tedeschi si reinventa con artigiani, botteghe e acquisti su WhatsApp

Accanto ai brand della moda e del lusso, il polo dello shopping rinnovato nel 2016 da Dfs (Lvmh) ospita una selezione delle produzioni più interessanti di artigiani e designer della città

(Adobe Stock)

2' di lettura

Al Fondaco dei Tedeschi – polo del lusso e dello shopping ma, da sempre, anche punto di riferimento culturale aperto alla città – si è voluto dare un segnale chiaro di ripresa e di speranza. La formula scelta è quella di un omaggio a laboratori, botteghe e palestre d'idee che tuttora stanno fiorendo nei campi e tra le calli del capoluogo veneto, esempi di sforzo di innovazione e di eccellenza, da sempre elemento distintivo di Venezia.
Il department store al Ponte di Rialto ha aperto, così, le porte agli artigiani e designer che vivono e operano in città, ospitando una selezione delle loro produzioni più interessanti e accostando il loro talento a quello di chi opera nelle grandi maison della moda: in questo modo le bellezze e le storie della laguna si intrecciano con quelle delle celebri firme dello stile.
«Una opportunità straordinaria per scoprire, riunite tutte sotto lo stesso tetto, creazioni uniche e autentiche - spiega Patrizia Moro, ad del Fondaco dei Tedeschi -. Venezia è fra le città più colpite dai limiti al movimento e al turismo, soprattutto straniero. Reagire è necessario, e abbiamo voluto ripartire dall'artigianato al quale già in passato abbiamo aperto le nostre porte».

Fra le presenze si segnalano le ceramiche e le porcellane di Daniela Levera di ADL Atelier; i gioielli in acciaio e alluminio di Andreina Brengola; i lecca lecca e le candele a forma di trifore di Michela Bortolozzi di Eat & Run; le invenzioni di Cosima Montavoci per Sunset Yogurt; le composizioni floreali di Bottega 2137; le architetture cartotecniche di Studio Saor. E nel pieno rispetto delle disposizioni di legge, con accessi contingentati, si possono anche vedere dal vivo alcuni operatori al lavoro.

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Il calo delle presenze a Venezia si riflette sulle sue attività commerciali, con cali anche superiori al 50%, ma il management interamente al femminile del Fondaco – nato come luogo di scambio commerciale tra Occidente e Oriente, sede di contrattazioni e compravendite di metalli e pietre preziose, spezie rare, seta, vetri, broccati, velluti e pizzi, ristrutturato e aperto nella veste attuale nel 2016 da Dfs (gruppo Lvmh) – reagisce affinando l'offerta anche alla luce delle nuove esigenze. In primo luogo quella di uno shopping in tutta sicurezza, grazie a rigorose misure di protezione. Si può ottenere una consulenza via tablet, e - per chi non avesse modo di recarsi a Venezia – è stato messo a punto MyFondaco, un servizio di messaggistica che consente di ottenere informazioni sui prodotti, prenotare una sessione video di personal shopping, effettuare acquisti a distanza e vederseli consegnare a casa. Un'esperienza personalizzata che si può prenotare anche via WhatsApp.

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