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Il fondo attivista Bluebell attacca Solvay: «Bonificare la spiaggia di Rosignano»

Il fondo chiede di implementare i necessari interventi tecnologici per non scaricare a mare i residui: «La multinazionale si comporta così solo in Italia»

di Carlo Festa

(Gettyimages)

2' di lettura

Il fondo attivista Bluebell Capital Partners attacca la multinazionale belga Solvay e avvia una contesa per inquinamento sull’impianto industriale di Rosignano in provincia di Livorno.

Il tema è sotto i riflettori ormai da decenni, in un’area geografica dove la multinazionale belga ha collegato il suo nome al destino dei residenti: Rosignano Solvay si è attrezzata da decenni con scuole e case per i dipendenti.

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L’acqua caraibica frutto degli scarichi industriali

Il colosso della chimica negli anni ha mutato fisionomia da queste parti, a cominciare dagli occupati che sono diminuiti a qualche centinaia dalle migliaia di anni fa. Ma quello che è rimasto immutato, in questo lembo tra terra e mare, è il colore della sabbia e dell’acqua simile a quello dei Caraibi con la sensazione di posti lontani. In realtà, l’effetto caraibico non è però merito della natura, bensì degli scarichi di sostanze industriali e di carbonato di sodio.

La causa ambientalista

Ora, per la prima volta, è un gruppo finanziario ad attaccare Solvay. Bluebell, società londinese guidata dagli italiani Marco Taricco, Giuseppe Bivona e Francesco Trapani, famosi per le battaglie assembleari su Telecom, Ansaldo Sts e per l’ingresso in Mediobanca, ha avviato un’azione ormai di moda tra i fondi attivisti: si chiama «One Share Esg Campaign», nella quale i fondi mettono a disposizione la propria esperienza per causa ambientaliste, chiedendo alla società nel mirino determinati e immediati interventi.

Le richieste di Bluebell

Bluebell ha iniziato uno scambio di lettere con il cda di Solvay, ma anche con il ministero dell’Ambiente, con l’Unione europea e con la Procura di Livorno. Il fondo attivista chiede di implementare i necessari interventi tecnologici per non scaricare a mare i residui. Secondo Bluebell, Solvay si comporterebbe così solo in Italia e non in tanti altri impianti nel mondo.

Tra gli interventi richiesti da Bluebell c’è la bonifica di 5 chilometri di spiaggia, dove negli anni si sono depositate tonnellate di materiale. Infine viene chiesto di modificare la struttura dei compensi dei manager di Solvay, in maggior misura rispetto a quanto già fatto oggi, in base a obiettivi ambientali.

Gli asset Esg

Il tema non è privo di fondamento a livello finanziario: ormai miliardi di dollari vanno su asset Esg e l’affare sta diventando enorme. Si sono create agenzie (come Msci) che danno i “voti” alle aziende, anche se operano in campo chimico o petrolifero. Solvay ad esempio, quotata alla Borsa di Bruxelles, ha il massimo dei voti (tripla A), rating che secondo Bluebell non sarebbe ammissibile con la situazione evidenziata da anni in Toscana.

Da parte sua Solvay risponde affermando che «lo stabilimento di Rosignano produce carbonato di sodio da oltre un secolo e si attiene a rigorosi standard ambientali. L’effluente scaricato è costituito da una miscela di polvere molto fine di calcare, gesso, sabbia, che viene convogliata a mare.

Secondo Solvay i solidi sospesi non sono rifiuti: si tratta di materiali naturali non pericolosi, non tossici e inerti. Queste attività sono regolarmente monitorate e controllate dall’autorità regionale per l’ambiente, l’Arpat, nel pieno rispetto di tutte le leggi e i regolamenti esistenti, e che attuino gli standard dell’Ue».

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