Entro il 4 novembre piano di ristrutturazione dell’azienda nautica

Il fondo Blue Skye scommette su Perini navi

Lucca: il Tribunale nomina Franco Della Santa commissario giudiziale

di Silvia Pieraccini

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L'impresa. Perini nautica è leader mondiale nella produzione di barche a vela di grandi dimensioni sopra i 40 metri di lunghezza, simbolo sui mercati di eleganza, lusso, innovazione e funzionalità

Lucca: il Tribunale nomina Franco Della Santa commissario giudiziale


3' di lettura

Quando, nel maggio scorso, Perini Navi ha annunciato di aver presentato una richiesta di concordato in bianco al Tribunale di Lucca, diretta alla ristrutturazione del debito attraverso un accordo con i creditori in base all’articolo 182 bis della legge fallimentare, il mondo della nautica è rimasto di sasso.

Per due motivi. Prima di tutto, per la caduta di un marchio-icona, leader mondiale nelle barche a vela di grandi dimensioni, sopra i 40 metri di lunghezza, simbolo di eleganza, lusso, innovazione e funzionalità da quando negli anni Ottanta il lucchese Fabio Perini inventò un rivoluzionario sistema automatico per il controllo del piano velico. In secondo luogo, per il rapido declino della gestione dei nuovi azionisti, la famiglia veneta Tabacchi con il manager Lamberto Tacoli, che avevano investito nel cantiere viareggino appena tre anni prima - acquisendo il 49,99% nel maggio 2017, per poi salire al 75% un anno dopo - proprio per salvarlo dalle difficoltà finanziarie in cui era immerso.

Ma invece di tornare a navigare in acque tranquille, Perini Navi è finito nelle aule di un tribunale. Il futuro di un nome leggendario della nautica tricolore, che vende barche da 25 milioni in su, si scriverà nelle prossime tre-quattro settimane. Il Tribunale di Lucca ha nominato un commissario giudiziale, Franco Della Santa, e ha fissato al 4 novembre la data entro cui l’azienda dovrà presentare un piano di ristrutturazione del debito che dovrà poi essere omologato dallo stesso Tribunale.

Barca a vela Perini Navi

In pole position per rilevare il cantiere, dopo le voci circolate sul possibile ingresso di partner industriali come Sanlorenzo Yachts o Ferretti, c’è ora il fondo d’investimento Blue Skye - lo stesso presente nell’Ac Milan - che ha firmato un accordo preliminare con Fenix, la holding della famiglia Tabacchi, e ha avviato la due diligence.

Gli ultimi tre bilanci di Perini Navi (2016-2018) cumulano perdite per 65 milioni, anche se nel 2018 il rosso è sceso a 10,4 milioni e il fatturato è più che raddoppiato a 52 milioni. Il passivo ammonta a 100 milioni. Le commesse annunciate dall’azienda solo pochi mesi fa – 160 milioni di portafoglio ordini con sette barche in costruzione (due a motore e cinque a vela) – sono in stand-by. Al momento il cantiere sta lavorando soprattutto alle manutenzioni e al refitting, visto che i 130 addetti diretti sono in cassa integrazione straordinaria, a rotazione, fino al 31 dicembre. I sindacati sono in agitazione anche per l’indotto che nella nautica ha un forte peso.

Se i Tabacchi e il fondo Blue Skye troveranno un accordo per ricapitalizzare l’azienda e pagare in parte i creditori il cantiere potrà riprendere a marciare. In alternativa, Perini Navi dovrà presentare al Tribunale una proposta definitiva di concordato preventivo e si aprirà la porta all’asta: a quel punto potrebbero tornare in ballo i cantieri nautici che fanno yacht a motore.

In ogni caso, nessuno crede che Perini Navi possa interrompere la produzione e sparire dal mercato: «L’interesse per un marchio che è un’eccellenza italiana nel mondo c’è» dicono gli addetti ai lavori ricordando i record dell’azienda e i suoi armatori non solo stranieri, come il patron di Banca Mediolanum Ennio Doris, che dopo aver posseduto per 15 anni un Perini da 42 metri (il “Principessa vai via” comprato usato da Silvio Berlusconi), ne ha acquistato uno nuovo da 60 metri, il Seven. Nel complesso Perini Navi ha oggi una flotta in navigazione di 59 imbarcazioni a vela più quattro a motore: 21 di queste nel settembre 2018 hanno dato vita nelle acque di Porto Cervo allo spettacolo mozzafiato della Perini Cup, organizzata dopo anni dal duo Tabacchi-Tacoli che aveva già annunciato per il 2020 l’ottava edizione, poi rinviata causa pandemia. Pochi giorni dopo il rinvio è arrivata la richiesta di concordato. A Viareggio ci si continua a chiedere come abbia fatto un’azienda che lavora su commessa ad accumulare debiti così forti.

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